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Disabili: da mondo artigianato idee nuove per inserimento lavoro
Persone svantaggiate e imprese artigiane. Un rapporto proficuo grazie all'attenzione, alla valorizzazione del capitale umano e alla promozione del capitale sociale, portate avanti dal mondo dell'artigianato in Italia. E che sviluppa spesso idee innovative, come quella del progetto 'Extreme’, una sperimentazione di percorsi di inserimento occupazionale attraverso l'autoimpiego, promossa da Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato) e Caritas e destinata a persone che si trovano in condizioni di povertà estrema. Per sottolineare questi aspetti e illustrare le iniziative promosse, a Roma si è svolta una tavola rotonda dal titolo 'Oltre la siepe’, organizzata da Impresa Sensibile, l'associazione della Cna che promuove progetti per l'inclusione sociale.
“Crediamo fortemente che la piccola impresa sia la dimensione ideale per far entrare efficacemente i disabili nel mondo del lavoro”, ha affermato il segretario generale della Cna, Gian Carlo Sangalli, nel corso dei lavori, cui hanno partecipato anche Tiziano Treu, responsabile Lavoro della Margherita, Giancarlo Curzi, responsabile delle politiche sociali della Caritas, Romano Benini, responsabile nazionale di Impresa Sensibile, e Danilo Mattoccia, dell'agenzia governativa per l'occupazione Italia Lavoro.
DA CNA E INAIL METODOLOGIA INTERVENTO PER INVALIDI
“Proprio perché siamo contro un 'lifting' di facciata e a favore dell'ingresso dell'etica nell'impresa - ha aggiunto Sangalli - bisogna che ci sia un terreno fertile di collaborazione fra le nostre imprese e l'inserimento lavorativo, per consentire ai disabili e all'impresa stessa di essere pronti e programmati all'incontro. Con Impresa sensibile, abbiamo creato diversi interventi in questa direzione, stabilendo un rapporto forte con organizzazioni specializzate come l'Asphi, la Cnca (Confederazione nazionale comunità d'accoglienza) e rafforzando quello con Inail e altri organismi come la Cisl e numerose Università. Proprio con l'Inail, l'Asphi e l'Anml (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro) - ha proseguito Sangalli - abbiamo già realizzato in Toscana una metodologia per l'orientamento, la formazione e l'inserimento lavorativo degli invalidi del lavoro. Non solo stiamo ottenendo ottimi risultati - ha sottolineato - ma stiamo anche sperimentando forme legate all'autoimpiego, cioè il lavoro in proprio, un terreno che ci appartiene”.
CARITAS, OCCORRE DARE UNA RISPOSTA INTEGRALE
“Di fronte ai bisogni delle persone in difficoltà, la Caritas cerca di dare una risposta integrale e i progetti sviluppati con la Cna si avvicinano molto a questo modello”. Così Giancarlo Curzi, responsabile delle Politiche sociali della Caritas, intervenendo al convegno, ha spiegato che la Caritas “incontra persone in stato di grande disagio, molte delle quali hanno alle spalle situazioni anche di grande benessere o di ottime capacità lavorative”. “È il caso - ha ricordato - di alcuni nomadi di comunità Rom, che erano valenti artigiani del cuoio o del ferro e che una volta 'messi da parte’ dalla società si sono ritrovati dentro la delinquenza e l'illegalità. Per ridare alla vita di queste persone la giusta significatività - ha proseguito Curzi - non basta l'elemosina. Ci vogliono progetti come quello avviato con la Cna, dove noi abbiamo messo la propensione all'ascolto e loro la promozione d'impresa”.
TREU, NON DIMENTICHIAMO OBBLIGO DEL COLLOCAMENTO
“Una delle prime cose che correggerà il centrosinistra, una volta al governo, è l'idea che si possa eliminare l'obbligo del reinserimento sociale dei disabili”. Così Tiziano Treu, responsabile del Lavoro della Margherita, durante il suo intervento al convegno di Impresa Sensibile-Cna, ha parlato dell'inclusione lavorativa. “Il pericolo - ha continuato Treu - viene anche dal decreto 276 (la riforma del mercato del lavoro, ndr) dove i soggetti difficili vengono 'scaricati’ sulle cooperative sociali che possono fare molto, accompagnando le persone verso l'occupazione, ma questo non può esimere il mondo delle imprese dalle sue responsabilità. Per tutti i lavoratori - ha spiegato Treu - occorre un percorso di accompagnamento al lavoro personalizzato. A maggior ragione, questo vale per i soggetti svantaggiati”. La direzione giusta da imboccare è solo una: “Fare sempre di più - ha affermato il senatore della Margherita - azioni di sistema, anche a livello locale, mettendo in collegamento imprese, istituzioni, parti sociali e servizi”. Con un avvertimento: “Abbiamo separato troppo spesso i centri per l'impiego dai servizi assistenziali, ora bisogna rimetterli assieme”.
BENINI, OVUNQUE ATTENZIONE AL MONDO DELLA DISABILITÀ
“Abbiamo attivato una dozzina di progetti europei e alcuni nazionali - ha spiegato Romano Benini, responsabile nazionale di Impresa Sensibile - con attività molto diversificate. L'attenzione nei prossimi mesi sarà rivolta all'integrazione dei disabili psichici e all'integrazione delle persone che vivono in una condizione di povertà. Sono progetti che rispondono in modo attento alle finalità del Fondo sociale europeo. Inoltre, cercheremo di promuovere sempre di più forme di verifica e certificazione di comportamenti sensibili e sociali delle imprese. Ovunque, c'è un'attenzione da parte della imprese artigiane che non era scontata - ha sottolineato Benini - e in aziende sotto i 15 dipendenti, che non hanno, dunque, obblighi di collocamento di persone disabili. Questo perché lo svantaggio non porta di per sé una diminuzione delle competenze, delle professionalità, se ci sono servizi che aiutano a far incrociare il lavoratore con il datore di lavoro”. Ma, con questi progetti, ha detto Benini, sono emerse anche cose che non funzionano: “Ad esempio - ha precisato - mancano i tirocini formativi, le borse lavoro, i vecchi strumenti del pacchetto Treu che andrebbero rifinanziati”.
DA ITALIA LAVORO COMUNICAZIONE FRA SERVIZI IMPIEGO E ASSISTENZA
“Italia Lavoro è l'agenzia tecnica e operativa del ministero del Welfare e si muove soprattutto sul tema dell'inserimento lavorativo delle fasce deboli”, ha spiegato Danilo Mattoccia, responsabile per Italia Lavoro del progetto Spinn (Servizi per l'impiego network nazionale), “mirato - ha detto - a fornire assistenza tecnica, supporti metodologici e di rete agli attori preposti a erogare i servizi per l'impiego”. Si tratta di un'azione in piedi dal 2002, che durerà fino al 2007 e “che ha il difficile compito - ha proseguito Mattoccia - di governare la transizione dai vecchi uffici di collocamento ai nuovi servizi”. Anche per Mattoccia, “i rapporti tra servizi per l'impiego e servizi di assistenza, una rete fra di essi, sono la struttura fondamentale per intervenire nei processi di inserimento delle persone con disabilita”'. “Per questo - ha spiegato - Italia Lavoro cerca di creare una comunicazione, aggiungendo a questo canale una connessione con il mondo produttivo”.
Mariangela Pani
13/09/2005
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