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Disabili: con Icf 1.500 operatori al lavoro per creare opportunità
Con 21 corsi di formazione, 4 sperimentazioni sul campo, altrettanti seminari informativi e 1.500 operatori coinvolti in 17 regioni e 78 province, si chiude il progetto 'Icf e politiche del lavoro', promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per introdurre in Italia la nuova classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità introdotta dall'Organizzazione mondiale della sanità. Un piano il cui obiettivo è stato quello di migliorare le opportunità di lavoro per le persone con disabilità che sono disponibili a intraprendere un'attività tra le circa 480 mila iscritte nelle liste uniche provinciali. Un bacino ampio, con una forte concentrazione soprattutto tra Centro e Sud Italia, che non riesce a essere assorbito dalle imprese. Sono, infatti, ben 112 mila i posti che restano ancora 'scoperti', di cui quasi l'80% nelle aziende con oltre 50 dipendenti. I risultati del progetto 'Icf' sono stati presentati a Roma, durante un convegno che ha concluso la settimana di eventi organizzati dal ministero del Welfare per la celebrazione, il 3 dicembre, della giornata internazionale della disabilità. L'incontro, che prosegue domani, è stato anche l'occasione per approfondire e discutere alcuni dei principali aspetti della classificazione sulla disabilità e in particolare quelli attinenti alle politiche di inclusione lavorativa, oltre ad analizzare le prospettive e le potenzialità di sviluppo.
11 I PARTNER DEL PROGETTO
Il convegno, aperto oggi da Isabella Menichini, dirigente del ministero del Welfare, proseguirà domani con un approfondimento dedicato al tema 'Lo sviluppo della classificazione Icf', cui è seguita una tavola rotonda tra i vari rappresentanti italiani e internazionali del settore. In due anni di progetto i partner istituzionali coinvolti nel gruppo di coordinamento presso il ministero sono stati 11, tra cui, oltre a quelli già citati, anche l'Anci, il ministero della Salute, quello dell'Istruzione e l'Istituto italiano di medicina sociale. Il progetto 'Icf', avviato il 7 ottobre 2003, si è concentrato su un'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli operatori del settore, sulla progettazione ed erogazione di corsi di formazione e sull'elaborazione e sperimentazione sul campo di strumenti innovativi. Questa azione, realizzata in collaborazione con Italia Lavoro, l'agenzia tecnica del ministero del Welfare, e con l'apporto del Disability Italian Network, ha visto la partecipazione attiva di regioni, province e comuni nonché delle associazioni delle persone con disabilità.
SOLO 33% CENTRI IMPIEGO COINVOLTI EROGA SERVIZI DI ECCELLENZA
Per quanto riguarda le strutture e gli organismi presenti nei centri per l'impiego italiani che hanno aderito al progetto, secondo i dati 'Isfol' relativi al monitoraggio compiuto nel 2003, la partecipazione è stata pari all'80%. Tra questi, il 45% propone servizi di base come il rilascio di informazioni, il 21,6% eroga servizi di livello medio, mentre il 33% è caratterizzato dai cosiddetti 'servizi di eccellenza'. Tra i soggetti partecipanti attivamente al progetto biennale 'Icf', invece, la maggioranza è costituita dagli operatori di settore, con una percentuale pari al 55%, seguita dal 30% dei dirigenti e coordinatori e dai professionisti, con il 15%. Dei 1.500 operatori coinvolti nel progetto, circa il 36% è composto da persone che operano negli organismi provinciali previsti dalla legge 68 del 1999, il 40% proviene dal mondo della sanità, il 13% è costituito da amministratori locali, mentre l'11% da cooperative sociali, associazioni e Inail. Percentuali che, tradotte in numeri, hanno visto 895 partecipanti alle 21 edizioni dei corsi base realizzati in tutta Italia e quasi 600 ai corsi avanzati
CONCLAVE, STRUMENTI DEDICATI A BORSA DEL LAVORO
Presentando il lavoro svolto dall'agenzia tecnica del ministero del Lavoro, Mario Conclave, responsabile del progetto Icf per Italia Lavoro, si è soffermato sul significato della classificazione e sulla sua applicazione. “Ciò che abbiamo ottenuto - ha spiegato Conclave - è la creazione di un pacchetto formativo dedicato all'inserimento lavorativo, con una check list dedicata e la messa a punto di strumenti informativi da inserire nella Borsa continua nazionale del lavoro”. Una serie di risultati che, secondo Conclave, sono stati raggiunti solo grazie alla ricerca “di un linguaggio comune che ha permesso, come indicato dall'Oms, un miglioramento della comunicazione e dei servizi e la creazione di una rete di soggetti che costituiscono vere e proprie risorse umane”.
Isabella Roth
14/12/2005
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