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Oltre 62mila cooperative iscritte al nuovo Albo
Oltre 62mila soggetti economici, pari a circa l’1,2% delle aziende attive italiane, sono società cooperative. Di queste, il 93,8% potrà accedere ai benefici fiscali previsti per le cooperative a mutualità prevalente, vale a dire per quelle imprese i cui ricavi vanno prevalentemente ai soci, ai consumatori e agli utenti, così come sancito dalla riforma del codice civile approvata nel 2004. A mostrarlo è il secondo ‘Rapporto sulle imprese cooperative’ di Unioncamere e Istituto Guglielmo Tagliacarne, che fornisce una prima fotografia dell’albo istituito presso il ministero delle Attività produttive. All’albo, tramite le Camere di commercio, sono tenute a iscriversi tutte le società cooperative ad esclusione delle società di mutuo soccorso e degli altri enti mutualistici non societari.
GALATI, COOPERAZIONE FONDAMENTALE PER CRESCITA PAESE
“La cooperazione è fondamentale per il processo di crescita economica del Paese, va sostenuta e incoraggiata”, dichiara Giuseppe Galati, sottosegretario alle Attività produttive con delega agli enti cooperativi. “Per questo, solo nel 2005, il ministero delle Attività produttive - ricorda - ha stanziato circa 5 milioni di euro per il settore. Il secondo rapporto indica che sarà fondamentale riorganizzare un sistema efficiente attraverso un’integrazione dell’attuale quadro di programmazione comunitaria e nazionale, così da assicurare una presenza puntuale del mondo della cooperazione nell’articolazione degli obiettivi che il governo intende porre in discussione per il periodo di programmazione europea 2007-2013. Sono convinto che nel corso della prossima legislatura le cooperative sane debbano continuare ad essere al centro dei programmi di sviluppo del Paese”.
SANGALLI, VITALITA’ COOPERATIVE GRAZIE A RADICAMENTO TERRITORIALE
“Il sistema cooperativo si conferma una componente importante dell’economia nazionale, sulle cui caratteristiche l’albo nazionale, che sta confermando i dati del registro delle imprese, consentirà di fare ancora nuova luce”, commenta il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “La vitalità di queste imprese - sottolinea - è dovuta anche al forte radicamento territoriale e alla loro grande capacità di recepire gli stimoli che provengono dal territorio, trasformandoli in opportunità di lavoro e in servizi reali per i soci e per l’intera collettività”. A
L MEZZOGIORNO 40% DELLE 62.253 COOPERATIVE
Al 15 gennaio 2006, all’albo risultano iscritte 62.253 imprese cooperative, oltre 58mila delle quali a mutualità prevalente. A questo ambito appartengono due sottocategorie: quelle la cui mutualità prevalente viene indicata nello statuto (48.528) e quelle ‘di diritto’ regolate da leggi speciali (9.708, tra cooperative sociali, banche di credito cooperativo, cooperative agricole e loro consorzi). Residuale è il numero delle coop ‘diverse’ (3.821) ed estremamente esigua (196) la componente di quelle non soggette alla riforma.
Escludendo dal campo di osservazione le 196 cooperative non soggette alla riforma, a livello territoriale emerge la forte concentrazione di iscrizioni all’albo nel Mezzogiorno. Hanno sede nelle 8 regioni meridionali oltre 24 mila imprese, pari al 39,5% del totale. Seguono, quindi, il Centro, con 13.159 imprese (il 21,2%) e il Nord-Ovest (13.105, pari al 21,1%). Nel Nord-Est si individuano 11 mila società, pari al 18,2% del totale. La Lombardia detiene il primato per numero di iscrizioni: nella regione si contano, infatti, 8.447 imprese cooperative. Al secondo posto, Lazio e Sicilia (7.020), quindi Puglia (5.343), Campania (5.326) ed Emilia Romagna (5.034).
I dati dell’Albo stanno pienamente confermando quanto fino ad oggi fotografato dal registro delle imprese delle Camere di commercio, dove al momento risultano iscritte 70.397 cooperative attive, tante quante si prevede arrivi a contenere l’albo una volta terminata la validazione delle domande da parte del ministero delle Attività produttive. Il nuovo strumento, inoltre, certificando lo stato di attività delle singole cooperative, risulterà estremamente utile anche in vista di una rapida ‘pulitura’ dall’elevato numero di posizioni di imprese iscritte al registro ma in realtà inattive.
90% COOPERATIVE E’ A MUTUALITA’ PREVALENTE
In quasi ogni regione oltre il 90% delle cooperative iscritte all’Albo è a mutualità prevalente. In particolare, l’incidenza più elevata delle cooperative appartenenti a questa sezione rispetto al totale delle cooperative registrate all’albo si riscontra nel Trentino Alto Adige (99,8%); il valore più basso, invece, si rileva in Valle d’Aosta (86,8%). Le cooperative a mutualità prevalente si suddividono in 14 diverse categorie. Le più numerose sono le cooperative di produzione e lavoro (20.448 iscrizioni), cioè quelle che hanno come scopo sociale la ricerca e garanzia dell’occupazione dei propri soci alle migliori condizioni di mercato. La maggior parte di questa tipologia è dedita alla movimentazione merci e al magazzinaggio, all’attività edilizia e ai servizi di pulizia e disinfestazione. Al secondo posto si collocano le cooperative edilizie di abitazione (10.357 iscrizioni), quelle i cui soci sono assegnatari di immobili a proprietà indivisa o divisa oppure in affitto ma con la possibilità di riscatto della proprietà. La terza posizione, invece, è occupata dalle cooperative sociali (9.617 iscrizioni), la cui finalità mutualistica si esplica nella gestione di servizi sociosanitari, educativi o in attività produttive finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate. Assistenza sociale, servizi di pulizia e disinfestazione e servizi connessi all’agricoltura e alla zootecnia i settori nei quali prevalentemente operano queste imprese.
I PRIMATI REGIONALI
Osservando la concentrazione sul territorio per singola categoria, si nota come non solo la Lombardia ma anche altre regioni assorbono in una o più categorie il maggior numero di iscritti. Ad esempio, le cooperative di trasporto e le cooperative edilizie di abitazione si concentrano prima di tutto nel Lazio (rispettivamente il 20,3% e il 16,4% del totale nazionale). Le cooperative di conferimento di prodotti agricoli sono, invece, maggiormente presenti in Emilia Romagna (15%), mentre in Trentino Alto Adige si contano il maggior numero di banche di credito cooperativo (23,9% del totale degli iscritti nella categoria). La Toscana, poi, è la regione che assorbe il maggior numero di consorzi cooperativi (17,3%), la Sicilia detiene, invece, il numero più consistente di cooperative di lavoro agricolo (oltre un quarto del totale nazionale), mentre in Campania si conta la componente maggiore (23,1%) dei consorzi agrari. Infine, il Veneto assorbe il maggior numero di cooperative di pesca (17,4%).
3.821 COOPERATIVE ‘DIVERSE’
Come stabilito dalla legge numero 366 del 2001, l’albo distingue le cooperative a mutualità prevalente meritevoli del trattamento di favore previsto dalla Costituzione e pertanto qualificate come cooperative costituzionalmente riconosciute da quelle a mutualità non prevalente o ‘diverse’. La distinzione tra le due categorie si basa su un’opzione statutaria (l’introduzione di clausole di non lucratività) e su un’opzione gestionale (la prevalenza), che si incentra sulla scelta aziendale di mantenere prevalente nel tempo il rapporto di scambio con i soci rispetto a qualunque altro tipo di rapporto. Le cooperative ‘diverse’ appartengono, comunque, al mondo della cooperazione anche se la loro mutualità assume un connotato meno accentuato rispetto alle altre cooperative. Complessivamente risultano iscritte 3.821 società all’albo del ministero delle Attività produttive. Le più numerose sono le altre categorie (1.343 iscrizioni), le cooperative di produzione e lavoro (1.193 iscrizioni), le cooperative edilizie di abitazione (614 iscrizioni) Anche tra le cooperative diverse, l’edilizia si conferma principale settore di attività. In seconda posizione si posiziona invece il comparto delle attività immobiliari in conto proprio, seguito dall’allevamento degli animali.
24/03/2006
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