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Damiano in audizione in Parlamento
Tornano a riunirsi le commissioni Lavoro di Camera e Senato. E, dopo le prime convocazioni per gli atti formali, cominceranno a delinearsi i temi su cui avviare il confronto. A dare il via a un primo dibattito nel merito sarà l’audizione del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Cesare Damiano. Il ministro illustrerà le linee programmatiche del suo dicastero martedì 27 giugno, alle 16, alla commissione Lavoro pubblico e privato di Montecitorio e mercoledì 28, alle 15, alla commissione Lavoro e previdenza sociale di Palazzo Madama. A questa audizione dovrebbero seguire anche quelle degli altri ministri competenti per le materie che ruotano intorno al mondo del lavoro e facenti capo, nella precedente legislatura, al ministero del Welfare, Paolo Ferrero (Solidarietà sociale) e Rosy Bindi (Famiglia), oltre al titolare della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais. Un giro di incontri dal quale dovrebbero emergere le questioni sul tappeto, che la maggioranza di centro-sinistra intende portare avanti e su cui l’opposizione sembra già affilare le armi.
L’XI commissione della Camera, poi, si riunirà nuovamente mercoledì, alle 14,45, in sede consultiva, per un parere sulla legge comunitaria 2006 e sulla relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea relativa al 2005 e, successivamente, per l’ufficio di presidenza. Mentre, al Senato, l’XI commissione si è già riunita il 13 e 14 giugno, alla presenza del sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, per pronunciarsi sul decreto che ha ‘spacchettato’ le competenze dei ministeri. Un esame che si è concluso con un parere favorevole, ma con osservazioni.
PAGLIARINI, IMPORTANTE GESTIONE COLLEGIALE E RUOLO ATTIVO
“Non ci sono ancora provvedimenti assegnati alla commissione, quindi cominciamo l’attività di fatto con l’audizione del ministro Damiano, che esporrà il programma del governo sui temi del lavoro e sul quale gli esponenti di maggioranza e di opposizione potranno intervenire. Ma saranno ascoltati anche gli altri ministri competenti per le materie relative al lavoro”. Così il presidente della commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini (Comunisti italiani), illustra a LABITALIA i primi passi dell’attività parlamentare. “Per ora - dice - il clima mi sembra positivo. Io stesso ho fatto presente che intendo gestire collegialmente i lavori della commissione, con una grande disponibilità all’ascolto degli interessi di tutti. E questo è stato apprezzato sia dalla maggioranza sia dalla minoranza. Certo - aggiunge Pagliarini - ci saranno, come è inevitabile, orientamenti diversi, ma il mio tentativo è quello di costruire una collegialità. Inoltre, vorrei evitare che la commissione abbia un ruolo meramente burocratico e far sì, invece, che si faccia parte attiva. Per questo, organizzeremo una serie di audizioni con tutte le organizzazioni che ruotano intorno al mondo del lavoro, a cominciare dai sindacati”.
TREU, PUNTARE SU CONCERTAZIONE E SINTESI CON WELFARE
“Ancora non c’è un’agenda di priorità per la commissione, anche se le proposte cominciano ad arrivare spontaneamente. Dopo l’audizione di Damiano, convocherò un comitato di presidenza per definire un programma, a partire dall’esame del Dpef”. Lo afferma a LABITALIA Tiziano Treu (Margherita), presidente della commissione Lavoro del Senato. Quanto al clima di questi primi incontri, Treu ammette che “c’è già stata una certa tensione per il parere sul decreto di spacchettamento dei ministeri”. Un provvedimento, quest’ultimo, che “pone per la prima volta la commissione Lavoro - sottolinea il presidente - in condizione di fare riferimento alle materie gestite da tre ministeri diversi e, per questo, sarà fondamentale la sintesi tra lavoro, welfare e politiche della famiglia, nella quale io credo molto”. Anche Treu ha in mente un giro di audizioni informali delle parti sociali. “La concertazione - sostiene - deve essere fatta dal governo, ma anche con la partecipazione del Parlamento. Le priorità per il governo di centro-sinistra sono indicate nel programma dell’Unione, che sui temi del lavoro ho contribuito a scrivere fianco a fianco con Damiano e Ferrero. Quelle sono le nostre linee guida e si tratterà di graduare le priorità anche in funzione dei costi”.
FABBRI, PRIORITARIA RIFORMA AMMORTIZZARI SOCIALI
L’opposizione, intanto, è pronta a dare battaglia. Anche se per il momento, in attesa di capire meglio quali saranno i temi sul tavolo, sta a guardare. “L’atteggiamento iniziale - spiega a LABITALIA Luigi Fabbri, capogruppo di Forza Italia in commissione Lavoro della Camera - non può che essere di ‘fair play’ e di rispetto dei ruoli reciproci, ma poi faremo la nostra battaglia. Aspettiamo l’audizione del ministro Damiano, che avremmo chiesto comunque anche noi, perché finora quello che sappiamo sulle intenzioni del governo è ciò che sta scritto nel programma dell’Unione o che abbiamo sentito da esternazioni giornalistiche. Soprattutto - avverte Fabbri - abbiamo sentito cose antitetiche, a partire dall’ipotesi di abolizione della legge Biagi”. E, a proposito di riforma del mercato del lavoro, Fabbri precisa che “il problema non è quello di eliminare alcune tipologie contrattuali, peraltro numericamente molto ridotte”. “La vera questione - afferma - è la riforma degli ammortizzatori sociali, prevista dal Patto per l’Italia, che noi avremmo voluto fare. Questo è l’impegno che chiediamo al nuovo governo e vedremo come lo realizzerà”.
VIESPOLI, DA GOVERNO FINORA POSIZIONI NON SEMPRE COERENTI
La riforma degli ammortizzatori sociali rappresenta una priorità anche per Pasquale Viespoli, capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione Lavoro del Senato e già sottosegretario al Welfare nel governo Berlusconi. “Per noi - spiega a LABITALIA - il riferimento resta il Libro bianco, che ha disegnato un lungo percorso di cambiamenti. Su quello intendiamo misurare le scelte del governo e vogliamo sapere quali prospettive ha rispetto alle questioni sul tappeto: quella degli ammortizzatori sociali innanzitutto, ma anche quelle dello Statuto dei lavori e della partecipazione dei lavoratori. Mentre finora - avverte - abbiamo ascoltato, sui temi del lavoro, posizioni nel centro-sinistra non sempre coerenti, non solo sul programma ma anche sulla sua interpretazione”. Basti pensare, ricorda Viespoli, alle due grandi riforme fatte dal centro-destra, quella del mercato del lavoro e quella delle pensioni. “Su queste - conclude - bisogna che ci siano parole di chiarezza, per individuare i temi su cui avviare il confronto in commissione”.
26/06/2006
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