|
Istat, uffici autonomi di informatica per 16,2% comuni nel 2005
Nel 2005 il 16,2% dei comuni italiani ha dichiarato la presenza di uno o più uffici autonomi di informatica nell’ambito della propria struttura organizzativa, con una distribuzione molto variabile dal punto di vista territoriale. Da percentuali assai limitate fra i comuni della Valle d’Aosta (3%) e della provincia autonoma di Trento (5%) a quelle più consistenti della Toscana (38,6%) e dell’Emilia Romagna (31,5%). E’ quanto emerge dall’indagine Istat ‘Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle amministrazioni comunali’. La quota di amministrazioni dotate di uffici di informatica autonomi decresce a partire dai comuni di grandi dimensioni (oltre 60mila abitanti), dove l’87,5% dichiara la loro presenza nella propria struttura organizzativa, fino a quelli con meno di 5.000 abitanti, con il 5,3%. I dipendenti addetti alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) sono mediamente l’1,4% del totale del personale e non presentano marcate differenze territoriali.
20% ORGANIZZA CORSI FORMAZIONE
Nell’ambito della propria attività formativa, il 20% dei comuni ha organizzato, nel 2004, corsi di formazione su tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le quote regionali appaiono piuttosto variabili, con un valore minimo registrato in Valle d’Aosta, fino alle percentuali più elevate stimate nelle regioni del Centro, in Campania e Puglia. L'’8,9% dei comuni organizza corsi di livello avanzato e l’87,6% corsi di base. Nel complesso, la quota di dipendenti che hanno seguito corsi di formazione in Ict è pari all’8,9%. Ad eccezione dei comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta, quelli delle regioni del Nord tendono a formare in Ict quote di dipendenti superiori alla media nazionale. Fra le altre regioni è da evidenziare il livello di alfabetizzazione tecnologica elevato dei comuni dell’Umbria, mentre i livelli più contenuti sono stati riscontrati nel Lazio e nelle Isole. Oltre ai grandi comuni (10,8%), sono quelli di dimensioni intermedie (10mila-20mila abitanti) a presentare le quote più elevate di dipendenti che hanno seguito nel 2004 corsi di formazione Ict (10,5%).
OUTSOURCING MODALITA’ GESTIONE PIU’ FREQUENTE
Quanto alle funzioni Ict gestite dalle amministrazioni comunali, rileva l’Istat, la modalità di gestione più frequente è l’outsourcing, attraverso l’acquisto di servizi da fornitori esterni o società partecipate. In particolare, tale modalità è rilevante per le funzioni di gestione e manutenzione hardware e software, a cui ricorrono, in modo esclusivo, rispettivamente il 70,5% e il 68,8% delle amministrazioni comunali. Circa la metà dei comuni esternalizza, inoltre, le funzioni di sviluppo software (50,5%), di gestione di reti telematiche (51,8%) e di gestione di sistemi (49,9%). Tali percentuali risultano ancora più elevate se si considera che fra le altre modalità di gestione, che comprendono, oltre alla collaborazione con altre amministrazioni pubbliche, forme miste fra quelle considerate, risulta ancora presente il ricorso a fornitori esterni o società partecipate. Tra le funzioni Ict meno presenti nelle amministrazioni comunali, inoltre, vi sono gli studi e progettazione e il data entry, entrambe assenti in oltre la metà dei comuni.
SMART CARD DIFFUSE IN TOSCANA ED EMILIA ROMAGNA
Per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche e il loro utilizzo presso le amministrazioni comunali nel 2005, si rileva che il ricorso a sistemi informatici basati su ‘mainframe’ è ormai piuttosto limitato, anche se questa tecnologia viene ancora usata dal 10% dei comuni, con percentuali superiori in Basilicata (20,8%) e Sicilia (16,8%) e quote minime registrate in Valle d’Aosta (3,1%) e Umbria (3,4%). Circa il 73% dei comuni, invece, ricorre a tecnologie client-server, adottate dalla quasi totalità dei comuni friulani e trentini, mentre sono i comuni del Piemonte a far registrare la quota più contenuta (46,9%). Per quanto riguarda altre tipologie di strumentazioni tecnologiche, significativa (22,8%) la percentuale di comuni dotati di lettori di carte elettroniche (smart card), con picchi del 53,1% e del 45,9% rispettivamente in Toscana ed Emilia Romagna. L’utilizzo di sistemi informativi geografici è diffuso nel 21,3% dei comuni italiani, con quote generalmente più contenute nel Mezzogiorno. Nel complesso, si mostra più consistente l'utilizzo fra i comuni di sistemi ‘Cad’. Il 47,6% dispone, infatti, di tali software e strumentazioni e, ancora una volta, percentuali più consistenti sono registrate nei comuni del Trentino Alto Adige. Inferiore al dato medio, invece, l’utilizzo nelle amministrazioni comunali del Piemonte (17,8%), Lazio (26,6%) e Abruzzo (31,4%).
POSTA ELETTRONICA PER 98,1% AMMINISTRAZIONI
Il 98,1% dei comuni italiani, secondo l’Istat, dispone di sistemi di posta elettronica, con percentuali prossime alla media nazionale in tutte le regioni. La posta elettronica risulta utilizzata dalle amministrazioni più frequentemente su un dominio istituzionale (67,8%). Soltanto il 19,5% dei comuni dichiara di utilizzare la posta elettronica certificata per lo scambio di documenti elettronici con valenza legale. Superiore alla media nazionale si presenta la percentuale dei comuni dell'Emilia Romagna che usano la posta elettronica certificata (circa il 35%), a fronte di percentuali minime registrate nei comuni friulani (1%) e nella provincia autonoma di Bolzano (2,6%). Il 95,7% delle amministrazioni prevede la disponibilità di software antivirus con aggiornamento frequente. L’applicazione di procedure standardizzate di protezione dei dati appare consistente (63,8% dei comuni italiani), con quote elevate fra i comuni del Trentino Alto Adige, Marche, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana. Anche con riferimento alla sicurezza informatica, la diffusione del suo utilizzo aumenta al crescere della dimensione demografica dei comuni.
PER 80,5% INFORMATIZZAZIONE GESTIONE TRATTAMENTO ECONOMICO
L’uso di applicazioni informatiche e basi di dati mediante reti telematiche appare diffuso fra le amministrazioni comunali in maniera consistente per l’anagrafe e stato civile (65,8%), la gestione della contabilità (63,4%), il protocollo (61%), la gestione di tributi (56,8%) e dei pagamenti (56,5%). Se per queste attività si considerano, inoltre, anche le amministrazioni che utilizzano procedure informatizzate in locale, le percentuali superano il livello del 90%. In questi termini, appare elevata anche la quota di comuni con un grado di informatizzazione avanzato delle attività relative alla gestione del trattamento economico del personale (80,5%). Fra le attività meno informatizzate, invece, risultano la gestione del provveditorato e il controllo di gestione, che si mostrano prive di qualunque utilizzo informatico rispettivamente nel 62,8% e nel 40,9% circa della amministrazioni comunali.
PROTOCOLLO INFORMATICO PER OLTRE 79,3%
Quanto al livello di informatizzazione dello sportello unico, attivo nel 46,9% dei comuni, l’Istat stima che per circa la metà di questi (22,7%) non si ricorra ad alcuna procedura informatizzata. Al contrario, soltanto il 2,9% dei comuni ha impiantato soluzioni tecnologiche che consentono una gestione integrata delle pratiche e la piena interattività con l’utenza fino al rilascio dell’autorizzazione unica in modalità elettronica, mentre le rimanenti quote di comuni consentono comunque alcuni tipi di interattività con l’utenza, come la possibilità di fornire elettronicamente documentazione o di consultare lo stato di avanzamento delle pratiche (14,7%) o una gestione in rete telematica delle pratiche fra le istituzioni coinvolte (6,6%). Sempre nel 2005, l’adozione del protocollo informatico è presente nel 79,3% dei comuni italiani, con le quote più elevate fra i comuni del Veneto e dell’Umbria (circa il 94%), mentre le percentuali più basse si registrano fra i comuni delle province autonome di Bolzano e di Trento (rispettivamente 43% e 44,8%).
TOTALE IL COLLEGAMENTO A INTERNET
La connettività esterna della amministrazioni comunali e, in particolare, il collegamento a Internet, è pressoché totale. Tuttavia solo il 32,1% dei comuni dispone di collegamenti in banda larga, con percentuali molto elevate fra i comuni con oltre 60mila abitanti (81,6%). Le connessioni a Internet dei comuni sono assicurate nel 69,1% dei casi tramite un provider privato, mentre il 41,1% utilizza anche il collegamento con reti pubbliche territoriali. Fra i servizi telematici forniti da amministrazioni pubbliche centrali, i più utilizzati dai comuni sono quelli dell’Agenzia delle entrate relativi alle comunicazioni di variazioni anagrafiche, utilizzate dal 70,3% delle amministrazioni comunali, e il servizio di interrogazioni di dati anagrafici e di residenza dei contribuenti che il 66,9% dei comuni dichiara di usare abitualmente. Fra gli altri servizi rilevanti, frequente appare l’utilizzo dell’invio delle variazioni anagrafiche al ministero dell’Interno riscontrato nel 58,7% dei comuni, mentre presso il 55% di essi risulta attiva la connessione con i servizi informativi della Cassa depositi e prestiti.
LIMITATO RICORSO A COLLEGAMENTI CON CAMERE COMMERCIO E ASL
Quanto all’uso di servizi telematici di varia natura offerti da altre amministrazioni territoriali, i collegamenti dei comuni più frequenti si riscontrano con le regioni (41%) e con le province (22%). Solo il 9% dei comuni dichiara di avere interazioni telematiche con altri comuni. Limitato è il ricorso ai collegamenti con le Camere di commercio e le Aziende sanitarie locali che risultano attivi, rispettivamente, nel 15% e nel 10% delle amministrazioni. Quasi la metà dei comuni (48,5%) dispone di un collegamento telematico con il proprio tesoriere bancario. Di fondamentale importanza, anche ai fini del monitoraggio degli obiettivi di legislatura, è l’analisi del ricorso a procedure di acquisizione elettronica di beni e servizi, l’e-procurement. Tale modalità di acquisto, sembra ancora poco utilizzata dai comuni (6,2%), con percentuali che vanno dal 4,2% del Nordovest all’8% del Mezzogiorno. Al di sopra del valore medio, la quota di grandi comuni che effettuano acquisti in modalità elettronica, 33,1%.
UN SITO WEB PER 65,9% AMMINISTRAZIONI
Riguardo l’utilizzo da parte dei comuni di strumenti tecnologici per fornire servizi telematici a famiglie, imprese e istituzioni e realizzare le politiche di e-government, l’Istat rileva che lo strumento principale dei comuni è il sito web istituzionale, la cui presenza nella rete Internet si riscontra nel 65,9% dei comuni, con una diffusione elevata in Emilia Romagna (96,6%), Basilicata (94,3%) e Toscana (93,6%), mentre la frequenza più contenuta si rileva fra le amministrazioni comunali del Piemonte (39%). Totale l’esistenza di un sito web istituzionale per i comuni con più di 10mila abitanti, mentre solo poco più della metà dei piccoli comuni (54,6%) risulta in tal modo presente in Internet. Significativa anche se limitata (6,8%) risulta la quota di comuni che fornisce servizi interattivi attraverso canali telematici diversi dal sito web istituzionale, ovvero altri siti dedicati o reti telematiche diverse da Internet.
04/07/2006
|
|