Damiano traccia il bilancio dei primi 70 giorni di governo

Lotta al lavoro precario con incentivi che premiano chi assume stabilmente e con l'aumento dei contributi per il lavoro a tempo determinato, ma anche l'approvazione di un pacchetto sulla sicurezza del lavoro (inserito nel decreto Bersani), uno stanziamento di 30 milioni per l'occupazione nella regione Campania, un accordo con il governatore Loiero per la stabilizzazione in Calabria di 2.500 lsu entro il 2007 e uno in Puglia con il governatore Vendola per un accordo di programma nel brindisino. E, soprattutto, tanta concertazione: 41 parti sociali incontrate in meno di due mesi e l'avvio entro l'autunno di tavoli sulla politica dei redditi, su welfare e pensioni, sulla cabina di regia nel settore trasporti, sulla verifica delle norme per il lavoro dei disabili e sul lavoro nero. È questo il bilancio dei primi 70 giorni di governo che ha tracciato questa mattina, in una conferenza stampa a Roma, il ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Cesare Damiano. “Vogliamo scoraggiare la concorrenza da 'costo' e incoraggiare la buona flessibilità”, ha spiegato il ministro illustrando i provvedimenti adottati per stabilizzare il lavoro. “L'orientamento del ministro e del ministero - ha continuato- è saldamente ancorato all'applicazione del programma dell'Unione, che ha certo un suo tempo di realizzazione e maturazione. E sul lavoro stiamo andando in quella direzione, affrontando le tematiche di emergenza, ma senza dimenticare le linee strategiche”.

Taglio cuneo fiscale legato a assunzioni a tempo indeterminato.

Damiano ha spiegato così la scelta di aver inserito, “prima nel Dpef e poi nella legge Finanziaria, un chiaro riferimento al problema della stabilizzazione del lavoro”. Una scelta che si concretizza con lo sconto del cuneo fiscale, “una manovra che si configura -ha detto Damiano- come una sorta di credito di imposta in quanto legata ad assunzioni a tempo indeterminato”. Una scelta, peraltro, già fatta in passato da un governo di centro-sinistra e che, secondo il ministro, ha dato ottimi risultati. Il tratto saliente “è quello di far tornare al centro del mercato del lavoro un programma di stabilizzazione”, ha ribadito Damiano. “Non è un caso - ha sottolineato - che il Dpef contenga un'indicazione molto chiara sull'aumento dei contributi previdenziali per il lavoro a tempo determinato. Vogliamo così ridurre la forbice (tra stabili e precari, ndr) che si è creata con il governo del centro-destra. Noi vorremmo riportare le assunzioni a tempo indeterminato a essere di nuovo prevalenti”. Nel tracciare il bilancio dei primi due mesi di governo, Damiano ha fatto riferimento anche alle “emergenze sotto osservazione”. E ha citato le azioni più significative intraprese sotto la sua guida. “Innanzitutto, ci siamo occupati dei call center - ha ricordato - e segnalo simbolicamente l'assunzione dei 16 addetti proprio al call center del ministero del Lavoro. Altra emergenza affrontata è quella legata alla sicurezza del lavoro. Abbiamo, nel decreto Bersani, anticipato alcune importanti misure. Naturalmente, si tratta di un preludio a un'azione che insieme al ministro Di Pietro avvieremo per rivedere la normativa sugli appalti sia sui 'general contractor' sia sugli appalti al ribasso”.

In autunno seconda Conferenza nazionale sulla sicurezza

Su questo tema, Damiano ha annunciato che, in collaborazione con la regione Campania, in autunno si terrà la seconda conferenza nazionale sulla sicurezza sul lavoro. Per fine agosto, invece, è previsto l'avvio del tavolo di concertazione sul lavoro nero. Ci sono, poi, i “piccoli interventi”, come l'emendamento presentato al dl Bersani per il recupero dei contributi pensionistici relativi al 1996 per i co.co.co. Sulla prossima legge Finanziaria, Damiano non si è sbilanciato. “Sappiamo la situazione che ci ha lasciato il precedente governo - ha affermato il ministro - e, in più, le risorse europee sono calanti”. A farne le spese potrebbero essere i centri per l'impiego, che attendono ancora i finanziamenti promessi dal governo Berlusconi. “I centri per l'impiego -ha assicurato Damiano- sono una struttura vitale che consente, sul mercato del lavoro, una regia dell'incontro tra domanda e offerta. Per questo, faremo tutto il possibile per sostenerli. Fra l'altro, proprio nei centri per l'impiego, c'è una grande contraddizione: molti dei loro addetti sono dei co.co.co. e dunque precari”. “C'è un problema da affrontare - ha concluso Damiano - sulla stabilizzazione del pubblico impiego”. Un problema che, per il ministro, non si risolve con i “tagli indiscriminati di risorse”, ma con “un piano di regolamentazione che metteremo a punto con il ministro Nicolais per fine agosto.

Pensioni , Covip continui a svolgere sue funzioni

A proposito di pensioni e previdenza integrativa, il ministro Damiano, durante la conferenza stampa, ci ha tenuto a smentire alcuni voci circolate nei giorni scorsi su una sua presunta intenzione di chiudere la Covip. “Sono assolutamente contrario all'eliminazione della Covip”, ha ribadito Damiano. “La Covip - ha proseguito - deve continuare a svolgere la sua attività di vigilanza e le altre funzioni, tra cui quella importantissima di far decollare la previdenza integrativa”. E, sul tema, Damiano ha ricordato anche l’accordo con l’Abi. “E’ mio intendimento - ha detto - far conoscere alle 23 parti sociali che hanno firmato l'intesa sulle pensioni integrative l'accordo firmato dal precedente ministro del Lavoro con l'Abi. Accordo che è sconosciuto se non a chi l'ha firmato”. L'accordo, ha continuato , “deve essere firmato dai ministri attuali, deve essere inviato alle parti sociali e, soprattutto, ci deve essere il 'disco verde’ dell'Unione europea, per cui potrebbe anche configurarsi un 'aiuto di Stato”. Fin qui, ha spiegato il ministro, “tutto questo non è stato fatto e io lo dovrò fare, in primis sentire l'opinione dell'Unione europea”. Per il ministro, non è in discussione “l'impianto”. “Se una cosa serve ed è buona - ha affermato Damiano - io la mantengo. Ma, se all'interno dell'impianto c'è un muro maestro che si chiama 'fondo di garanzia’, io lo devo rivedere”.

Rinaldi, conclusi 1.633 accordi per cigs

Ci siamo messi subito al lavoro e in questi primi mesi abbiamo già affrontato e portato a termine 1.633 accordi per cassa integrazione guadagni straordinaria e per azioni di solidarietà”. Lo ha annunciato, intervenendo alla conferenza stampa del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi. “Abbiamo anche firmato 66 decreti interministeriali che - ha spiegato Rinaldi - riguardano centinaia di accordi territoriali e sono strumenti a sostegno delle politiche di sviluppo”. Rinaldi, che ha deleghe in materia di vertenze, ammortizzatori sociali, lsu, lavoro sommerso e pari opportunità, ha sottolineato l'importanza di “aprire un tavolo sul lavoro nero partendo dal documento presentato dai sindacati”. “Una cosa che avremmo comunque fatto subito -ha assicurato - e che sta nel solco degli interventi programmati”.

Montagnino, su sicurezza lavoro occorre risposta efficace

“Sulla sicurezza in materia di lavoro bisogna dare una risposta efficace a un problema che riguarda la vita dei lavoratori e la competitività delle imprese”. Lo ha dichiarato Antonio Montagnino, sottosegretario al Lavoro, durante la conferenza stampa del ministro Damiano. “Il primo passo compiuto da questo governo - ha ricordato Montagnino - è stato il 'pacchetto' inserito all'interno del decreto Bersani. Ma ora stiamo lavorando al testo unico sulla sicurezza sul lavoro ed entro settembre pensiamo di avere pronta una bozza da sottoporre alla condivisione delle parti interessate”. E il sottosegretario ha assicurato: “Si tratterà di un disegno di legge che non sarà di vincoli burocratici, ma di regole, per adeguarci alla normativa europea e per rispondere non solo a un appello fatto dal presidente della Repubblica e dal Pontefice ma anche alla domanda che viene da tutta la collettività”.

Mariangela Pani


03/08/2006
 
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