Infortuni: Montagnino, a settembre testo unico a parti sociali

Sicurezza sul lavoro, si cambia. “Interventi rigorosi, un sistema sanzionatorio più efficace per chi viola la normativa sulla sicurezza e sul collocamento, estensione delle tutele a tutte le categorie del lavoro, in particolare ai giovani subordinati e ai precari, interventi a salvaguardia della legalità e, insieme, della vita, dell'integrità fisica, della salute dei lavoratori e della competitività delle imprese”. Così il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, riassume a LABITALIA lo spirito che guida il governo nella stesura del Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, su cui stanno già lavorando gli esperti del tavolo tecnico del ministero del Lavoro. “La bozza -assicura Montagnino- sarà pronta a settembre per essere condivisa con le parti sociali e contiamo a novembre di presentare il testo al Parlamento. Ascolteremo le ragioni di tutti -assicura- e non siamo ostili a cio' che è stato compiuto, tenendo presente pero' che per la sicurezza sul lavoro non si puo' più agire per interventi parziali, ma avendo una strategia”. E a sindacati e imprese lancia un messaggio:”Il governo vuole un progetto condiviso, che è l'unica vera forma di assicurazione”.”Per questo -conclude- vogliamo discutere senza pregiudiziali, sapendo su questa materia così delicata dobbiamo fare il nostro dovere al di là delle prerogative di rappresentanza”.

ALLO STUDIO 'PATENTE A PUNTI’ DELL'IMPRESA SU SICUREZZA

A riunire e ordinare le numerose norme in materia di infortuni sul lavoro, ci hanno provato sia i governi D'Alema e Amato nella 13ma legislatura (con il ddl presentato da Carlo Smuraglia) sia quello Berlusconi nella 14ma. Ma nessuno dei due tentativi è andato a buon fine. Ci riprova ora il governo Prodi e Montagnino assicura:”Bisognerà trovare un punto di equilibrio tra le due proposte, prendendo il meglio da ognuna di loro, perchè non tutto quello che è stato fatto è da buttare. La filosofia di fondo è che la sicurezza del lavoro non è solo un dovere, ma un investimento di ordine sociale”. Entrando nel merito del disegno di legge, Montagnino ne illustra i contenuti di fondo. “Conterrà le questioni normative italiane e europee -annuncia il sottosegretario al Lavoro- riunendo le tante norme che si sono susseguite in questi anni (non solo la 626). Poi stiamo valutando con attenzione la possibilità di introdurre di una sorta di 'patente a puntì in materia di sicurezza e prevenzione. L'idea, suggerita dai sindacati, è quella di una normativa premiale, nell'ambito degli appalti, per i comportamenti virtuosi. In pratica, se in un'azienda non si verificano, per un certo periodo di tempi, incidenti sul lavoro, quell'azienda avrà un 'premio' che varrà una maggiore considerazione nei concorsi nella Pubblica Amministrazione”.

FINANZIAMENTI ALLE PMI PER DOTARSI DI NORME DI SICUREZZA

Il governo sembra intenzionato anche a riprendere la legge 144 del '99. “In particolare -spiega Montagnino- la parte che prevedeva finanziamenti alle pmi per adeguare gli stabilimenti alle norme vigenti in materia di sicurezza”. Un percorso “opposto a quello intrapreso dal precedente governo -sottolinea il sottosegretario- che aveva ideato una sorta di 'deregulation' per le piccole aziende. Noi, invece, vogliamo aiutarle, anche perchè è dimostrato che il maggior numero di incidenti avviene nelle imprese di piccola dimensione”. Altra ipotesi allo studio dei tecnici, annuncia Montagnino “è l'estensione del Durc (documento unico di regolarità contributiva previsto per le ditte di costruzioni ndr) anche al di fuori del settore edile”. L' obbligatorietà del Durc è stata introdotta dalla riforma Biagi: tutte le imprese edili cui viene attribuito un appalto devono attestare la propria regolarità attraverso un apposito certificato rilasciato dalla Cassa edile provinciale, in convenzione con Inps e Inail.

DURC HA DATO BUONI RISULTATI

Il Durc riguarda tutti i tipi di appalti, inclusi quelli di edilizia privata, il terreno cioè tradizionalmente più favorevole al lavoro sommerso. “È uno strumento che ha dato buoni risultati -riconosce Montagnino- e per questo pensiamo di estenderlo. Anzi vogliamo andare oltre e fare in modo che nel cantiere, dove non lavorano solo le imprese titolari di appalto ma molte altre, ogni lavoratore sia 'certificato’”. Per quanto riguarda le attività ispettive, invece, il governo punta non solo alla “quantità dei controlli, ma anche alla qualità”. Si tratta ora di “verificare -avverte il sottosegretario se il sistema fin qui individuato, ossia la recente riforma dei servizi ispettivi, sia adeguato. Ne stiamo monitorando l'efficacia, anche nell'ottica di evitare duplicazioni di interventi”.

Mariangela Pani


16/08/2006
 
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