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Damiano e Maroni si confrontano al ‘Meeting’
Per combattere il diffondersi del lavoro precario, la legge Biagi “non va abrogata ma modificata”, nella prossima Finanziaria saranno aumentati i contributi sul lavoro parasubordinato, mentre è prevista la riduzione del cuneo fiscale per chi assume a tempo indeterminato. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, torna a ribadire la sua ricetta contro la precarietà a Rimini, al Meeting dell'amicizia tra i popoli. L’occasione è la partecipazione a un incontro su 'Libertà nelle liberalizzazioni. Il lavoro atipico', cui sono intervenuti anche il predecessore di Damiano, Roberto Maroni, e il segretario generale della Cisl, Raffale Bonanni. “L'obiettivo a cui stiamo lavorando - ha ribadito il ministro Damiano - è regolarizzare il lavoro, non negare la buona flessibilità a disposizione delle imprese, ma creare percorsi di stabilizzazione. Ricordo che già nel Dpef il cuneo fiscale è collegato a un criterio, solo per il lavoro a tempo indeterminato: questo vuol dire che abbiamo creato il credito d'imposta - ha spiegato Damiano - per incentivare le imprese a rendere stabile il lavoro per i giovani e non soltanto”. Nella prossima Finanziaria premi al lavoro a tempo indeterminato Intanto, il ministro annuncia che nella prossima legge finanziaria verrà inserito l'aumento dei contributi previdenziali sul lavoro parasubordinato, proprio per premiare e incentivare il lavoro a tempo indeterminato. In dettaglio, aumenterà il costo dei contributi previdenziali per il lavoro sui contratti a progetto, sul lavoro associato e su quello in partecipazione e sulla variante fiscale delle partite Iva. Damiano, però, non si sbilancia sull’entità dell’aumento. “ Lo definiremo insieme alle parti sociali”, spiega, aggiungendo: “Il lavoro interinale non sarà toccato perché già costa di più. Il lavoro a tempo determinato costa come quello a tempo indeterminato, ma con il cuneo fiscale costerà un po’ di più”.
Bonanni, bene innalzamento contributi previdenziali per lavoro subordinato.
La proposta di innalzare i contributi previdenziali per il lavoro subordinato piace anche alla Cisl. Per Raffaele Bonanni, “è infatti necessario alzare i contributi sugli atipici perché finché non avranno più contributi non potranno avere maggiori tutele”. Il segretario della Cisl chiede anche “una lotta senza quartiere all'evasione fiscale e contributiva che rappresenta il 20-25% del Pil” e lancia un messaggio anche ai colleghi: “Il sindacato deve svegliarsi e non dire solo no e la politica deve fare un passo indietro. Il governo deve assistere le parti sociali con pressioni e risorse, ma sono le parti sociali che devono fare gli accordi. Nel mondo del lavoro serve stabilità, altrimenti ogni volta che cambia governo si cancellano e modificano le norme di quello precedente”. Per rispondergli, il ministro non tralascia di ricordare l'avvio del tavolo in materia con le parti sociali, fissato per il 30 agosto. Poi c'è il capitolo degli ammortizzatori sociali, definiti da Damiano “un problema annoso”. “E' un abito su misura - afferma il ministro - per la grande impresa degli anni '60 e '70 che oggi non c'è più. Occorre creare un nuovo abito”. Ma, non è un mistero, mancano le risorse e dunque nell’immediato ammortizzatori si possono, dice il ministro del Lavoro, “rifinanziare strumenti già esistenti come la cig in deroga” .
Maroni, legge Biagi passi dalla negoziazione tra le parti
Il complesso della legge Biagi “deve passare attraverso la negoziazione delle parti”. L'ex ministro del Lavoro, Roberto Maroni, intervenendo a Rimini, si dice d'accordo con il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale ha lanciato la proposta. “Marco Biagi - sottolinea Maroni - ha inventato tante tipologie di contratto per lasciarle poi a disposizione del mercato”. Per quanto riguarda, comunque, l'intenzione espressa da Damiano di non abrogare la legge, come era stato annunciato in campagna elettorale, ma di modificarne soltanto alcune parti, “se tutto il complesso della legge Biagi - osserva Maroni - dovesse subire solo qualche piccola modifica di cancellazione di due o tre contratti, vorrebbe dire che funziona. Sarebbe - commenta - un intervento saggio di modifica e di salvaguardia nella norma stessa, come abbiamo fatto noi con il pacchetto Treu”. Maroni si dice poi d’accordo con il ministro Damiano sul rifinanziamento delle casse di integrazione in deroga, istituite nella precedente legislatura. “Damiano - sostiene Maroni - potrà contare sul nostro sostegno se proseguirà in questa direzione”.
Mariangela Pani
24/08/2006
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