Calzature, 3.600 posti di lavoro persi nei primi 6 mesi del 2006

Nella filiera ‘pelle’, nei primi sei mesi di quest’anno, si sono persi quasi 3.600 posti di lavoro e hanno chiuso 343 aziende, mentre il numero di ore di cassa integrazione straordinaria è aumentato di quasi il 100%. Sono questi i dati elaborati dall’Ufficio studi dell’Anci, Associazione nazionale calzaturifici italiani, diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione del ‘Micam’, il maggiore salone internazionale dedicato alla calzatura di livello medio-alto e alto, alla Fiera di Milano dal 21 al 24 settembre.

“E’ un peccato - commenta Rossano Soldini, presidente dell’Anci - che molte importanti aziende italiane ed europee puntino a ingannare il consumatore facendo pagare caro o carissimo un prodotto che, realizzato con costi molto bassi, dovrebbe costare molto meno. La forza del marchio - spiega Soldini - sicuramente potrebbe sopportare un maggior costo di produzione in Italia. Si salverebbero così tanti posti di lavoro e il consumatore sarebbe correttamente informato. Il settore, invece, continua a subire le conseguenze della competizione asimmetrica dei paesi asiatici e della burocrazia delle istituzioni di Bruxelles”.

IMPEGNO ANCI PER OBBLIGATORIETA’ ETICHETTA

L’Anci è scesa in campo per l’obbligatorietà dell’etichetta di origine, partecipando al ‘Gruppo di iniziativa per l’obbligatorietà del Made-In’ costituito da organizzazioni industriali, artigiane e commerciali, istituzioni, associazioni dei consumatori e sindacati. Il Gruppo, da ottobre, svilupperà nei diversi Paesi europei un piano di comunicazione e di iniziative pubblicitarie, per sensibilizzare sul tema i governi dei Paesi ancora contrari, soprattutto Germania e Inghilterra. “La nostra campagna - avverte il presidente Soldini - mira a promuovere le calzature made in Italy e a sensibilizzare il consumatore in modo diretto sulla necessità dell'introduzione del marchio obbligatorio di origine per i prodotti extra-Ue. La nostra speranza è che questo sforzo venga presto premiato con l'ottenimento del regolamento europeo sul ‘Made-In’ obbligatorio”.

FINO A +120% IMPORTAZIONI PRODOTTI CINESI

Le importazioni di calzature, anche nei primi cinque mesi del 2006, sono aumentate del 17,4% in volume e del 13,6% in valore. Il traino a questa nuova forte espansione dell’import è legato all’incremento dei prodotti provenienti dai paesi asiatici e, in particolare, dalla Cina. L’import dalla Cina, dopo la crescita straordinaria del 130% nel triennio 2002-2004 e del 29% nel 2005, ha fatto segnare un ulteriore aumento del 31%, pur in presenza di dazi provvisori. Ancora più significativo è l’aumento delle importazioni di calzature cinesi in pelle che sono cresciute in media del 55%, con punte superiori al 120% per alcune voci (scarponcini-stivali e calzature di sicurezza). Non meno significativa la crescita degli acquisti di calzature di provenienza indiana, con un aumento del 31,7% in volume e del 40,9% in valore. Le esportazioni sono ancora condizionate dalla crisi che ha colpito i più importanti mercati di sbocco della produzione realizzata in Italia: -11% la Germania, -6,3% la Francia, -15% Stati Uniti e -8% il Regno Unito. Segnali positivi arrivano da paesi come Spagna, Svizzera, Belgio e Russia. Complessivamente, le esportazioni sono diminuite del 3,5% in volume, pur con un +2,8 % in termini di valore.

RICERCA LUMINOSITA’ E CROMIE SOFT PER LE COLLEZIONI 2006-2007

La ricerca della luminosità. E’ questa tendenza principale della collezione ‘primavera-estate 2007’ delle calzature italiane, secondo la ricerca realizzata in collaborazione con il Comitato Moda Anci e Smi-Ati (Federazione Tessili e Moda Italiane) e diffusa in occasione del ‘Micam’ di Milano. Elementi importanti del nuovo guardaroba diventano cromatismi patinati, mix di tinte forti per mood ‘active-street’, colori e superfici luminose diluite in una scala di cromie soft. Il design delle calzature uomo e donna accenna a giochi azzardati nelle forme e si accompagna a un susseguirsi di materiali e accostamenti, rispettando la pulizia delle strutture tesa verso l’ambito sferico e geometrico, soprattutto nelle texture a rilievo. Proiettate verso un lusso pulito, sofisticato ma di classe, le proposte al femminile conducono verso una moda couture, introducendo una ventata scultorea e briosa, rinfrescando con toni meno pieni e forme più architettoniche. La gamma dei colori varia dal bianco, grigio cittadino e fumo, avorio, beige, verde e turchese polverosi e terre bruciate.

SANDALI CON TACCO ALTO ANCHE SE RITORNA LA BALLERINA

Per il 2007, le ‘neo-girl’ con le scarpe giocano con la compostezza bon-chic, non si privano di giochi iperbolici di giorno, abolendo le regole dell'eleganza e applicando quelle dello sport confortevole alla sartorialità della young-couture. Indossano sandali con tacco alto rigorosamente affrancato alla caviglia, immancabile compagno di viaggio anche per la sera, con effetti matelassé su plateaux, zeppa o sandali bassi. Il pellame gioca un ruolo da protagonista nella calzatura dell’uomo mixando corposità e leggerezza e trasmette sensazioni di vissuto, valendosi delle sfumature di colori densi e un po’ stinti. Il panorama della nuova stagione delinea l’appropriazione di una femminilità dinamica e fresca, avvolgente e seducente con una voglia di glamour non gridato. Torna, poi, la ‘ballerina’ di colore unito in pelle o in tessuto in versione iper decorate o mono, la decolleté e il mocassino da città.

LOOK SFACCIATO DA DIVA E TEXANI MORBIDI E AFFLOSCIATI

Ma per il nuovo anno aspettiamoci anche un look ‘sfacciato’ da diva, che prevede sandali gioiello anche per il giorno, o forme aperte che si arrampicano sopra la caviglia. Colori vitaminici si abbinano a metallizzati in un diluvio di oro bronzo e platino. Tocchi di whips e pitone accanto al cuoio naturale. Tacchi ricoperti medi e alti. Ma anche tessuti stampati e camoscio montati su zeppe di legno. Sogni floreali e dettagli madreperla per calzature ultrapiatte, dove l’infradito costituisce la base per decori che si arrampicano facilmente oltre la caviglia. Spesso morbidi e afflosciati spessissimo alla caviglia, sempre molto esibiti, trionfano i texani che contro ogni altra previsione stanno diventando classici, in grado di conferire carattere a un certo tipo di look femminile. Importanti gli effetti nabuk e gli intarsi, ma anche il denim fa da protagonista. Lo sport tecnico non è di moda e per la prossima stagione è atteso un grande ritorno dello sportwear nell'abbigliamento e nella calzatura.

ARTIOLI, BASTA CON SCARPA DA SERA E GIORNO SI’ A SANDALO INVERNALE

“Quest’anno si torna al tradizionale, anche se con qualche rivisitazione. Del resto, sono cambiate le abitudini e si tende a indossare più scarpe durante la giornata”. A parlare è Vito Artioli, che produce scarpe di alta moda da 61 anni vendute in tutto il mondo e che partecipa al ‘Micam’ di quest’anno. “Negli ultimi anni - spiega a LABITALIA - il mercato è cambiato. Non esiste più il concetto della scarpa da giorno e da sera. Ci sono modelli eleganti e sportivi da indossare in più occasioni e soprattutto il sandalo non è più solo appannaggio della stagione estiva. Sarà perché le donne vogliono apparire più sexy, sarà perché ormai si va al mare anche d’inverno, ormai le scarpe aperte si indossano sempre”. “Non esiste più - avverte Artioli - la distinzione tra colori estivi e invernali: il bianco la farà da padrone per Natale e anche i colori pastello. Tra le novità, aspettiamoci il boom degli stivali di zebra e ancora tanti infradito opportunamente rivisti per le serate ‘chic’ della prossima estate”.

SABBIONI (JACKAL), PUNTARE SU ARTIGIANALITA’ PRODOTTO ITALIANO

“‘Jackal’ nasce 5 anni fa da un’idea pazza di fare cose che piacciano a chi le crea con il massimo della libertà di creazione, senza vincoli commerciali e senza obblighi di fatturati”. A rompere gli stereotipi del settore è Luca Sabbioni, imprenditore di Sant’Elpidio a Mare (Ascoli Piceno) che, in occasione del ‘Micam’ di Milano, parla con LABITALIA della sua linea di calzature. “Le prime collezioni ‘Jackal’ - racconta - erano libere dal dovere di piacere a tutti o di avere un prezzo per tutti e sopratutto libere di seguire tendenze o di creare indipendentemente. Le nostre caratteristiche sono quelle dell’artigianalità del prodotto fatto in Italia, della estrema ricerca di nuovi materiali e nuove costruzioni e soprattutto di come complicare un oggetto, quello della calzatura, già di per sé estremamente complesso. Nel nostro futuro, comunque, ci sono i negozi monomarca delle grandi capitali, anche se già vendiamo nelle più prestigiose boutique di tutto il mondo, da Londra a Mosca. Per la prossima stagione - anticipa a LABITALIA Sabbioni - proponiamo pellami con una bella lucentezza e profondità, su modelli di sapore vagamente fine anni ‘70 inizi ‘80 e leggermente più puliti rispetto a stagioni passate, con meno accessori e più tecnica. Proponiamo, infatti, la tecnica difficile del ‘sancrispino' (sportiva e maschile) su scarpe donna con tacco o ballerine o fondi ‘opanca' con tacco applicato su forme nuove di gusto retrò. Come colori verde chiaro, il beige, l'oceano e il cipria”.

TORRESI (PANETULIPANI), IMPORTANTI REALIZZAZIONE E TECNICHE

“La creazione è importante, ma poi quello che conta è la realizzazione e le tecniche usate”. Non usa mezzi termini Giordano Torresi nell’illustrare lo spirito della sua azienda ‘PaneTulipani’, che si arricchisce anche della collezione ‘Angeli Inquieti’. “La nostra fabbrica - racconta - da oltre 30 anni accomuna professionalità e artigianalità, avanguardia e tradizione, tecnologia e lavoro manuale. Tutto all’interno di una sola famiglia. Diamo particolare attenzione alla scelta dei materiali di prima qualità e all’accurata applicazione di ogni tipo di accessori su ogni singolo modello, che alla fine diventa un'unica irripetibile creatura. La nostra collezione - spiega Torresi - corre su due binari diversi. Da una parte, lo stile romantico con strass Swarovski e fili di lamé platino e, dall'altra, quello sportivo, ma con una punta ‘cavallerizza’, magari arricchiti da inserti in pelle rovesciata, oppure laserizzata con borchie smaltate con toni accesi”.

Sabrina Rosci


20/09/2006
 
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