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Italiani nel mondo: sono oltre 3 milioni
Sono oltre tre milioni i cittadini italiani che vivono all'estero e, considerando gli oriundi, la presenza italiana all'estero supera abbondantemente i 60 milioni. Di fatto, una “Italia fuori dell'Italia”. A tracciare la fotografia è il primo “Rapporto Italiani nel Mondo”, realizzato dalla Fondazione Migrantes, ufficio pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, insieme a un comitato promotore formato da Acli, Inas-Cisl, Mcl e Missionari Scalabriniani e con la collaborazione di studiosi di diverse provenienze coordinati dal “Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes”. Il rapporto, che si propone di far uscire gli italiani residenti all'estero dall'anonimato, è stato presentato a Roma, da Delfina Licata e Franco Pittau. Nello specifico, rileva il rapporto, i cittadini italiani residenti all'estero, secondo i dati dell'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) aggiornati al 9 maggio del 2006, sono 3.106.152. La ripulitura degli archivi ha portato in un anno alla cancellazione di circa 450.000 iscritti, ma, avvertono i curatori, tenuto conto anche delle risultanze degli schedari consolari, il numero effettivo dei cittadini italiani nel mondo è più realisticamente vicino ai circa 3,5 milioni, per cui i numeri riportati dovrebbero essere maggiorati del 13%.
“Nessun paese europeo - ha spiegato nel suo intervento Franco Pittau - per quanto nei due secoli precedenti si emigrò a decine di milioni anche dalla Gran Bretagna e dalla Germania può essere confrontato con il nostro”. In circa un secolo di emigrazione il nostro paese ha visto partire circa 28 milioni di cittadini. L'Europa si conferma come il continente di maggiore insediamento con quasi 2 milioni di persone (1.864.579) e circa il 60% delle presenze totali, di cui il 43,9% nell'Unione europea a 15. A seguire l'America con 1.069.282 residenti (34,4%), di cui il 24,3% nell'America centro-meridionale, e l'Oceania con 110.305 presenze (3,6%); sono invece molto distanziate l'Africa (41.040 presenze, 1,3%) e l'Asia (21.045 presenze, 0,7%). Per quanto concerne il continente asiatico, rileva il rapporto, il primo paese di destinazione, Israele, si ritrova in 27a posizione, con 5.815 residenti di cittadinanza italiana, seguito da Cina, Giappone e Thailandia. In Europa, guidano la classifica le due nazioni europee maggiormente coinvolte nei flussi dal Dopoguerra: la Germania, con 533.237 presenze (1 ogni 6 italiani all'estero risiede in quel paese, senza che peraltro sia stato assicurato un insediamento del tutto soddisfacente) e la Svizzera, con 459.479 residenti e 68.000 frontalieri.
L'Argentina, con 404.330 presenze, è il paese extraeuropeo che ospita il maggior numero di cittadini italiani e anche quello in cui l'incidenza degli italiani è più alta: si stima che la popolazione locale sia per il 50% di origine italiana. Lo ricordano attualmente 31 deputati e 8 senatori e, nel passato, 10 presidenti della Repubblica, quasi un simbolo dell'acquisita convinzione che l'italianità costituisca un elemento caratterizzante il tessuto socio-culturale del paese. Una considerazione in parte analoga può valere anche per il Brasile, secondo tra i paesi latinoamericani quanto al volume della presenza italiana (148.746 residenti), composta in misura rilevante da persone di origine trentina e veneta, tanto che in diversi centri le rispettive varianti dialettali rappresentano la lingua veicolare più diffusa.
Il rapporto avrà cadenza annuale e dedica un lungo capitolo dedicato ai flussi migratori nel corso del tempo, una storia di un secolo e mezzo, per passare ai dati statistici sui flussi e le presenze e agli aspetti socio-culturali e religiosi e a quelli economico politici. Sotto questo aspetto il rapporto rileva che il commercio internazionale coinvolge mezzo milione di imprese italiane secondo una stima di Assocamere, mentre secondo un'altra fonte (Map 2005) sono 180mila le aziende italiane che esportano all'estero, di cui 250 con oltre 250 dipendenti. L'Italia è inoltre, sempre secondo il rapporto, il primo paese nell'Est Europa per numero di aziende e per capitali investiti. Solo in Romania vi sono circa 17mila aziende che danno lavoro a 670mila persone. In Cina, invece, le aziende italiane sono solo 1.428, più le 300 di Hong Kong. Una rete operativa che attende solo di essere potenziata e meglio raccordata è costituita dalle 72 le Camere di commercio Italiane nel mondo, dai 104 uffici dell'Istituto nazionale per il commercio estero e dai 155 uffici commerciali presso le 238 sedi diplomatico-consolari del ministero degli Affari Esteri. Sono poi 14.000 le imprese fondate all'estero dagli italiani con 3,3 milioni di addetti e un fatturato di 200 milioni di euro e 60.000 i ristoranti italiani nel mondo.
“Questa grande risorsa strategica che è la comunità degli italiani nel mondo - ha evidenziato Franco Danieli, viceministro agli Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo - non è seriamente valutata dalla classe politica italiana. Troppo frequentemente c'è un approccio parziale, voyeristico, legato al gossip anche a causa del modo in cui la stampa ha trattato i parlamentari eletti all'estero. La classe politica italiana non ha ancora capito il peso che i cittadini di origine italiana all'estero possono avere nella tutela degli interessi italiani, un'importanza di ordine strategico. Per questo, insistiamo in un'operazione didattica, potenziando sia l'informazione dall'Italia verso il mondo sia quella di ritorno, oltre a continuare a lavorare alla razionalizzazione e potenziamento della rete consolare, degli istituti di cultura, al sostegno di chi fa informazione all'estero e alla formazione professionale”.
10/10/2006
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