Istat, 2,5 milioni gli stranieri residenti in Italia

Sono 2 milioni 670 mila 514 (1.350.588 maschi e 1.319.926 femmine) gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2006. Rispetto all'anno precedente, gli iscritti all'anagrafe sono aumentati di 268.357 unità (+11,2%). L'incremento è inferiore a quello registrato nei due anni precedenti, quando l'aumento dei residenti stranieri era stato determinato in larga misura dagli ultimi provvedimenti di regolarizzazione (legge numero 189 del 30 luglio 2002, articolo 33, e legge numero 222 del 9 ottobre 2002), grazie ai quali numerosi immigrati, già irregolarmente presenti in Italia, avevano potuto sanare la propria posizione e iscriversi successivamente all'anagrafe. E' quanto riporta l'Istat nel rapporto sulla popolazione straniera residente in Italia.

La crescita della popolazione straniera residente nel nostro paese è dovuta anche all'aumento dei nati di cittadinanza straniera (figli di genitori entrambi stranieri residenti in Italia), che nel 2005 si traduce in un saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) in attivo di 48.838 unità. Il saldo, pur essendo nettamente inferiore rispetto a quello determinato dai flussi migratori, è particolarmente significativo soprattutto se contrapposto al bilancio naturale della popolazione residente di cittadinanza italiana, che risulta invece negativo per 62.120 unità.

MA IN ITALIA LA PRESENZA DEGLI STRANIERI E’ ANCORA BASSA

Nel complesso, la positiva dinamica migratoria degli stranieri contribuisce alla crescita della popolazione residente in Italia - passata da 58.462.375 a 58.751.711 unità nel corso del 2005 - per oltre il 92%, cosicché l'incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione complessiva raggiunge, alla fine del 2005, il 4,5%, rispetto al 4,1% dell'inizio dell'anno. Si tratta di valori che collocano l'Italia tra i paesi europei con una presenza straniera relativamente bassa rispetto alla popolazione complessiva: in Germania, a gennaio 2006, i residenti di cittadinanza straniera sono l'8,8%. In Spagna e nel Regno Unito, già nel 2004, la popolazione straniera rappresentava rispettivamente il 6,6% ed il 4,7% del totale dei residenti; in Francia, al censimento del 1999, la quota degli stranieri era pari al 5,9% della popolazione complessiva.

NUOVI NATI COMPONENTE ESSENZIALE AUMENTO

I nati in Italia da genitori stranieri costituiscono una componente tutt'altro che trascurabile dell'aumento dei minori di cittadinanza straniera, che rappresentano il 21,9% (585.496 unità) del totale della popolazione straniera residente al 1° gennaio 2006. Essi sono circa 84 mila in più rispetto al 1° gennaio 2005: oltre il 60% di tale aumento è dovuto proprio ai nuovi nati, mentre la parte rimanente è costituita dai minori giunti in Italia per ricongiungimento familiare. L'aumento dei minori va di pari passo con l'aumento della popolazione straniera, e in particolare della componente più stabile rappresentata da coloro (la grande maggioranza) che oltre a essere regolarmente presenti, e quindi in possesso di un permesso di soggiorno valido, sono anche iscritti in anagrafe. Negli anni della regolarizzazione il peso percentuale di questa classe di età sul complesso della popolazione straniera è diminuito, in quanto l'afflusso di nuovi residenti è stato caratterizzato da una prevalenza di persone adulte, per poi tornare a crescere nell'ultimo anno.

AUMENTO STRANIERI IN MASSIMA PARTE AL CENTRO-NORD

L'insediamento della popolazione straniera nel nostro paese interessa in modo assolutamente preponderante le regioni del Centro-Nord; il Mezzogiorno accoglie soltanto il 12% della popolazione straniera, la parte restante è suddivisa fra il Nord-Ovest (36,6%), il Nord-Est (27,4%) e il Centro (24%). Si nota inoltre che un quarto degli stranieri residenti in Italia (il 24,9%) risiede in Lombardia e, in particolare, nella provincia di Milano (la cui quota, sempre rispetto al totale degli stranieri residenti in Italia, è pari al 10,9%). Nel Centro-Nord la popolazione straniera è distribuita piuttosto uniformemente in rapporto alla popolazione complessivamente residente: infatti l'incidenza è più elevata nelle regioni settentrionali (mediamente pari al 6,4%), il Centro segue a non molta distanza (5,7%), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di stranieri è molto inferiore e pari, mediamente, al 1,6%. La Lombardia (7%), l'Emilia-Romagna (6,9%) e il Veneto nel Settentrione e l'Umbria (6,8%) nel Centro sono le regioni con l'incidenza più elevata di popolazione straniera, mentre tra le regioni del Mezzogiorno solo l'Abruzzo (3,4%) segnala un'apprezzabile percentuale di stranieri residenti.


18/10/2006
 
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