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In un anno e mezzo proclamati 1.590 scioperi
Sono 1.590 gli scioperi, di rilevanza nazionale e locale, proclamati dal 1° gennaio 2005 al 30 giugno 2006. Una cifra che corrisponde a circa tre proclamazioni di astensione dal lavoro al giorno. Lo evidenzia la Relazione sull'attività della commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, presentata, nella sala della Lupa a Montecitorio, dal presidente della stessa commissione, Antonio Martone. La relazione, contrariamente a quanto accaduto finora, abbraccia un periodo di un anno e mezzo, in quanto la commissione, a causa del rinnovo, ha subito un'interruzione delle attività, riprese solamente a marzo di quest'anno. Le proclamazioni in totale di sciopero nel periodo considerato sono state 2.621, ma a queste vanno sottratti gli scioperi revocati (1.031). In totale, dunque, gli scioperi effettivamente indetti sono stati 1.590. “Il rapporto tra scioperi proclamati e scioperi revocati - ha sottolineato Martone - è un dato che deve essere guardato con favore”, sia per “la tutela dei diritti dei cittadini sia per le dinamiche interne al sistema delle relazioni sindacali”. Anche se, ha avvertito il presidente, continua a preoccupare “il cosiddetto effetto-annuncio” che provoca “disorientamento nei cittadini, accentuato dai mezzi di informazione, che spesso diffondono le relative notizie in modo parziale”.
RECORD SCIOPERI A TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
Il record delle proclamazioni di scioperi va al trasporto pubblico locale: 248 nel periodo di riferimento della relazione (432 proclamati inizialmente di cui 184 revocati). Il secondo posto nella classifica dei settori più 'turbolenti' va al settore dell'igiene ambientale, con 159 scioperi effettuati (221 proclamati e 72 revocati). Seguono le poste, con 148 scioperi (198 proclamati e 50 revocati), e il trasporto aereo, con 137 proclamazioni di sciopero. Quest'ultimo è forse il settore con il più alto tasso di revoca: sui 470 scioperi indetti, ben 333 sono stati revocati. Anche il settore delle telecomunicazioni, quinto in classifica, è stato attraversato da 102 astensioni dal lavoro (126 proclamate e 24 revocate). Seguono, fra i comparti significativamente più interessati, il trasporto ferroviario con 85 scioperi (152 proclamati e 77 revocati), regioni ed enti locali (78, a fronte dei 126 inizialmente indetti) ed elettricità (76, a fronte degli iniziali 95). I
N 18 MESI 290 QUELLI NAZIONALI O GENERALI SU TERRITORIO
Dal 1° gennaio 2005 al 30 giugno 2006, gli scioperi di rilevanza nazionale (o generali, anche se in ambito territoriale) sono stati 290 (596 convocati e 306 revocati). Il settore più interessato dalle agitazioni più 'corpose’ è stato il trasporto aereo (ben 121 in un anno e mezzo). Nella classifica degli scioperi nazionali o generali sul territorio, molto al di sotto del trasporto aereo troviamo il trasporto ferroviario (16 scioperi), il trasporto marittimo (8), il trasporto pubblico locale (7), la scuola (6), la circolazione sicurezza stradale (5), il Servizio sanitario nazionale (4), le poste (3), Radio e Tv (3).
MARTONE, AGITAZIONI SPONTANEE IN LIMITI FISIOLOGICI
Oltre 280mila euro. A tanto ammontano le sanzioni pecuniarie irrogate dalla commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, dal 1° gennaio 2005 al 30 giugno 2006. Il settore più multato è stato il trasporto aereo (oltre 90.900 euro di sanzioni nel periodo di riferimento). Seguono il trasporto merci (48.700), il settore pulizia e servizi (36.150), gli avvocati (23.000), regioni e autonomie locali (18.000), trasporto pubblico locale (17.900), igiene ambientale (15.400), il Servizio sanitario nazionale (7.700), l'elettricità (3.900). In fondo alla classifica dei sanzionati, comunicazione, istituti di vigilanza e sanità privata, con oltre 2.500 euro a testa di multa. “L'esercizio del potere sanzionatorio - ha sottolineato Martone - in relazioni alle agitazioni cosiddette spontanee è stato ben più contenuto rispetto all'anno precedente. Il fenomeno, infatti, è attualmente ricondotto entro limiti fisiologici e per lo più concentrato in determinate realtà (igiene ambientale e pulizia), caratterizzate dalla volontà dei lavoratori di reagire in modo eclatante a comportamenti datoriali ritenuti gravemente lesivi dei loro diritti fondamentali”.
14/12/2006
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