Formez, 72% imprese sensibile a responsabilità sociale

Continuano a diffondersi i comportamenti socialmente responsabili delle aziende italiane, che mostrano grande sensibilità (non solo teorica) all'argomento nel 72% delle rilevazioni effettuate. Ma occorre migliorare la comunicazione, dato che nel 59% dei casi analizzati non sono previsti specifici link dedicati alle azioni di Corporate Social Responsibility. E' quanto emerge da un'indagine svolta dal Formez su incarico dell'Ufficio della consigliera nazionale di parità e della direzione generale per il Mercato del lavoro del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. Su un campione complessivo di 202 imprese messe sotto osservazione, 75 organizzazioni hanno partecipato attivamente alla raccolta di informazioni (36 tramite interviste, 15 mediante somministrazione di un questionario semi-strutturato e le restanti 24 mediante la partecipazione a focus group su base nazionale). E' emerso che il bilancio sociale viene comunicato nel 41% dei siti delle aziende analizzate, ma le buone pratiche devono essere maggiormente promosse, visto che se ne parla in meno del 10% dei siti. Anche per costruire, grazie al coinvolgimento dei gruppi imprenditoriali nell'indagine, una base conoscitiva da mettere a disposizione dei decisori pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro.

I risultati completi sono inseriti nella ricerca sulla 'Conciliazione nella responsabilità sociale delle imprese', presentata a Roma. All'incontro ha partecipato la consigliera nazionale di parità, Isabella Rauti, che ha parlato della conciliazione dei tempi “come strumento di inclusione per costruire un'economia sociale di mercato fondata sull'equità”. “Occorre un'educazione in questo senso - ha proseguito - perché le imprese, dopo i costi della fase di avvio, possono beneficiarne non solo in immagine di solidarietà ma anche nella bontà dell'organizzazione e nell'utilizzo più razionale dei tempi. La flessibilità, se adeguatamente governata, può dare un grandissimo apporto al recupero di competitività del nostro Paese”. Conciliare i tempi nell'ottica della responsabilità sociale dell’impresa significa, secondo Rauti, “migliorare il concetto di cittadinanza e la condivisione dei ruoli all'interno della famiglia: anche se la maternità è garantita dalla legge, stanno infatti aumentando le difficoltà per le donne lavoratrici e secondo i dati del ministero del Lavoro, una donna su quattro in Italia lascia il lavoro dopo aver messo al mondo tre figli”.

Al centro della ricerca realizzata dal Formez, l'applicazione da parte delle imprese di buone pratiche, con specifico riguardo alla Work-Life Conciliation (Wlc) e alle pari opportunità secondo l'ottica della Corporate Social Responsibility (Csr). Il panel delle imprese è stato selezionato tra quelle appartenenti alle realtà organizzative e associative aderenti al Forum Multistakeholder.La responsabilità sociale rappresenta un modo relativamente innovativo, sotto il profilo valoriale e organizzativo, di intendere e di vivere la cultura d'impresa. L'adozione di un approccio socialmente responsabile impegna l'impresa ad agire tenendo conto e cercando di soddisfare i pilastri su cui essa si fonda. Il sistema impresa, in questa ottica, è aperto e le responsabilità delle decisioni e azioni che prende travalicano le mura dei propri uffici, fabbriche e di tutti i possibili luoghi in cui produce o eroga servizi. Lo stakeholder per eccellenza dell'impresa è costituito dalle risorse umane di cui si avvale e il lavoratore non può essere vissuto dall'impresa come semplice ingranaggio della propria macchina operativa, ma come persona chiamata a giocare più ruoli e funzioni.


28/12/2006
 
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