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Battafarano, entro 31 marzo ddl per ‘manutenzione’ riforma pensioni
“Nella due giorni di Caserta (10-11 gennaio) verrà anche affrontato il tema delle pensioni. Successivamente, verranno convocate le parti sociali e, tenendo presente il programma dell’Unione e il memorandum sottoscritto con i sindacati, che individua una data di scadenza entro il 31 marzo, si può ipotizzare un accordo e la presentazione del disegno di legge per la ‘manutenzione’ della riforma delle pensioni per quella data”. Lo dice a LABITALIA Giovanni Battafarano, capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro e Previdenza sociale, Cesare Damiano. “La riforma Dini del 1995 - sostiene - è ancora valida, ma necessita di una sua ‘manutenzione’, considerando gli 11 anni trascorsi che hanno visto cambiare il volto della società. Nel modificare la legge Dini, bisogna tener presente due fattori importanti. Per prima cosa - ricorda – l’allungamento della vita media degli ultimi anni e poi l’aumento dell’elemento precario, che vede un'alternanza lavoro e non lavoro per i giovani senza contribuzione. Si assiste, infatti, alle cosiddette carriere discontinue senza garanzie su un futuro previdenziale”.
IN ACCORDO CON PARTI SOCIALI DEFINIRE CATEGORIA LAVORI USURANTI
Sempre con le parti sociali, rimarca Giovanni Battafarano, “verrà affrontato il capitolo relativo ai lavori usuranti”. “L’ultimo intervento che risale al 1999 - spiega - si riferiva ai lavori particolarmente usuranti e prevedeva un pensionamento agevolato per poche centinaia di lavoratori. Adesso, invece, la categoria dei lavori usuranti deve essere definita in senso più ampio, sempre in accordo con le parti sociali. Una volta elencate le diverse professionalità, si passerà poi all’individuazione di un percorso diverso rispetto alla generalità degli altri lavori, in modo da concedere un trattamento più favorevole”. “Si dovrà fare un’opera di distinzione - sostiene il capo della segreteria tecnica del ministro Damiano - grazie anche ai sindacati, che conoscono bene le diverse realtà professionali. Ogni categoria, infatti, è portata a riconoscersi come lavoro usurante, ma la categoria non dovrà essere molto ristretta, né troppo vasta”.
‘INVECCHIAMENTO ATTIVO’ RICHIEDE PASSAGGIO MORBIDO A PENSIONE
“In generale - dice Battafarano - l’intervento che il governo farà in materia di pensioni rispecchia lo spirito riformista e prevede la sostenibilità del sistema e l’aiuto per chi è più debole ad andare in pensione. In particolare, come ha spiegato il presidente Prodi, si interverrà sull’età con sistemi di scelta e flessibilità, dando incentivi a coloro che rimangono nel mercato del lavoro e studiando un part time che gradualmente vada verso la pensione. Assistiamo a quello che viene comunemente definito ‘invecchiamento attivo’, che vede un lavoratore anziano, ancora in forze, costretto a dover passare all’inattività. Ciò crea, da una parte, una condizione frustante per il lavoratore e, dall’altra, un notevole spreco di risorse”. “Il governo - sottolinea Battafarano - organizzerà un passaggio morbido tra il tempo pieno e la pensione, attraverso il part time che garantisca anche per la società un sostegno, magari realizzando un servizio sociale e civile per la collettività. Si crea così un’opera utile sia per i lavoratori sia per la società stessa”.
02/01/2007
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