Ferrero in visita nel Friuli Venezia Giulia

Riqualificare il centro di permanenza temporanea (cpt) di Gradisca d’Isonzo, promuovere a tutti i livelli l’integrazione conservativa, diritto alla salute per tutti, modificare la legge Bossi-Fini, aprire gli sportelli unici per l’immigrazione e, più in generale, collaborazione dal governo per risolvere tutti i problemi ancora aperti. Sono questi i punti salienti affrontati dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, nel corso del suo intervento all’incontro pubblico sull'immigrazione svoltosi a Trieste, con la partecipazione del ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e del sottosegretario competente, Cristina De Luca. Moderato dall’assessore regionale all’Immigrazione, Roberto Antonaz, il forum ha messo in contatto i rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni locali che operano nel campo sociale con il massimo referente politico nazionale in tema di immigrazione, impegnato a raccogliere esperienze e suggerimenti nell'intera penisola al fine di convogliarle nella nuova proposta legge che, assicura, verrà presentata entro febbraio.

CPT DI GRADISCA D'ISONZO INOPPORTUNO

Presentando il Friuli Venezia Giulia come una regione costituita dai tre principali ceppi linguistici europei (latino, tedesco e slavo), il presidente Illy ha sottolineato la convivenza ideale che la contraddistingue, consolidata nei secoli come una ricchezza sociale, culturale ed economica proveniente dalle diversità.

“Qui da noi - ha detto - si parla di integrazione conservativa, un sistema che rifugge il ghetto come l’omologazione forzata ma entro il quale gli immigrati si integrano in tutto e per tutto, mantenendo nel contempo i propri elementi di distinzione quali lingua, religione e cultura che costituiscono un arricchimento per l'intera comunità”.

Tra i problemi da affrontare e risolvere quanto prima, Illy ha definito il cpt di Gradisca d’Isonzo “inopportuno in quanto fuori assetto rispetto alle sensibilità locali ed elemento di sfiducia verso la capacità della Slovenia di far fronte all'immigrazione clandestina”. A questo proposito, il presidente ha chiesto al governo di trasformarlo in centro di prima accoglienza e di rifugio per i richiedenti asilo politico, “che - ha ricordato - sono ancora tanti: in Friuli si cercherà di aprire entro la metà del 2007 gli sportelli unici per l’immigrazione dove si troveranno i rappresentanti di prefetture, questure e amministrazioni provinciali”.

FERRERO, IMMIGRAZIONE NON E' FATTO ECCEZIONALE

Recependo le indicazioni giunte dal territorio, il ministro Ferrero si è detto in quasi perfetta sintonia con quanto affermato da Illy sulla questione dell'immigrazione e in particolare sui centri di permanenza temporanea, specificatamente su quello di Gradisca, per il quale il sindaco isontino, Franco Tommasini, ha rilevato l’incongruenza di una simile struttura ‘para-carceraria’ con la vocazione al dialogo della cittadina che, suo malgrado, la ospita.

“L’immigrazione non può essere considerata come un fatto eccezionale - ha spiegato Ferrero - e in Italia, dove 3 milioni di migranti rappresentano il 5% del Pil, non la si può arrestare per diversi motivi, tra i quali la collocazione geografica, che non è quella dell'Australia, e l’evidenza di una richiesta di manodopera che giunge dall'alto per fare fronte a lavori spesso rifiutati dagli italiani”.

PERMETTERE A TUTTE IDENTITA’ DI MODIFICARSI

Il modello di immigrazione espresso da Ferrero fonda la propria centralità sulla conoscenza della lingua italiana, considerata determinante per ogni forma di integrazione. A seguire, acquisizione dei diritti civili (in primis la cittadinanza per nascita o per lunga permanenza), dei diritti sociali (perché si deve combattere la clandestinità e non i clandestini) e il riconoscimento ufficiale di culture e religioni diverse “perché - ha precisato il ministro - dobbiamo permettere a tutte le identità di modificarsi, determinando l'evoluzione di tutti gli individui grazie a un sistema di interscambio reciproco”.

Per il ministro, comunque, il Friuli Venezia Giulia è una regione complessivamente avanzata sul tema dell’immigrazione. Un apprezzamento rimarcato dall’assessore Antonaz che, al termine dei lavori, ha definito l'incontro un'occasione riuscita per valutare gli effetti di tutti i provvedimenti regionali. “Tutto va sottoposto a verifica - ha commentato - e le risposte di generale approvazione provenienti dal tessuto sociale regionale sono il segnale che stiamo andando nella giusta direzione”.


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