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Ferrero, in materia di pensioni i coefficienti non si possono modificare
“Penso che i coefficienti non si possono modificare. Un lavoratore che guadagna 1.000-1.200 euro al mese vorrebbe dire mandarlo in pensione con 800-900 euro. Modificare i coefficienti vorrebbe dire abbassare ulteriormente le pensioni”. Lo ha detto il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, in occasione del convegno ‘Nuove proposte per una nuova previdenza’ organizzato da Rifondazione comunista. “Mi sembra che già oggi con queste pensioni si fa fatica ad arrivare a fine mese - continua - modificare i coefficienti sarebbe una misura punitiva”.
Ferrero poi interviene sul tema dell’innalzamento dell’età pensionabile: “La storia dell’allungamento dell’età media è vera ma dobbiamo guardare a chi va in pensione nei prossimi 6-7 anni. Sono persone nate tra il 1948 e il 1955 e che hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni. Questi già non vanno in pensione con 35 anni di anzianità, ma con 37, 38 o 39 anni. Allungare ulteriormente vuol dire mandarli tutti con oltre 40 anni ed è un tradimento della legge Dini”.
REDISTRIBUZIONE REDDITO CONDIZIONE SVILUPPO PAESE
“La nostra proposta di lavoro - ha spiegato Ferrero - è la redistribuzione del reddito come condizione per lo sviluppo del Paese, per il quale non bisogna fare sacrifici, a differenza di quello che si è sempre detto. In materia di previdenza non è solo Rifondazione a volere l’abolizione dello scalone, ma tutta l’Unione. Non a caso, è previsto nel programma dell’Unione, che deve essere tenuto fermo. Per recuperare risorse, questo governo deve lottare contro l'evasione contributiva. C’è un livello di evasione pari a 5-6 volte quello che costerebbe abolire lo scalone, quindi lo spazio per avere più risorse esiste”.
“Le pensioni di oggi - ha affermato il ministro - vengono pagate da chi lavora oggi. Dobbiamo chiederci come fare per far lavorare più persone in modo da fare concorrenza non alla Cina, ma alla Germania. Il problema è del sistema produttivo. A Confindustria abbiamo posto il problema della gestione delle imprese, perché si deve garantire una pensione ai nostri figli consegnando loro un Paese produttivo”. Per Franco Giordano, leader di Rifondazione comunista, bisogna fare “un confronto sereno con i sindacati”.
“Gli elementi di urgenza - ha osservato - sono determinati dal grado di copertura per i giovani. E’ quella la vera innovazione ed è a quello che stiamo pensando. Bisogna partire da un dato clamoroso: ci sono 34 miliardi di evasione contributiva è un buco nero determinato dai processi di precarizzazione del lavoro. E’ necessario intervenire. A Caserta abbiamo convenuto che non si mette mano a processi di penalizzazione dei lavoratori e che non si tocca il rendimento. Noi faremo delle proposte anche per intervenire sul livello minimo delle pensioni, che sono francamente inaccettabili”.
PAGLIARINI, CORREGGERE MODELLO SOCIALE
“Abbiamo un sistema previdenziale caratterizzato dall’insufficienza della copertura del potere d’acquisto. Il 60% delle persone, ad esempio, vive al di sotto dei mille euro''. Lo ha detto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini. “Il modello sociale va corretto - ha spiegato - e, tenendo presente il forte nesso che esiste tra il tema della previdenza e il mercato del lavoro, dobbiamo insistere nella lotta alla precarietà. Chi non ha diritti oggi non ne avrà domani, per non parlare degli iscritti alla gestione separata che, anche in presenza di un contratto a tempo indeterminato, rischiano di perdere tutti i contributi”.
“Per la tenuta dei fondi pensione - ha precisato- e' necessario modificare l'approccio all'occupazione. Non meno importante è il tema relativo all'unificazione degli enti del settore e l'aumento delle ispezioni nei posti di lavoro”. “Dal punto di vista concreto - ha ricordato - dobbiamo attuare il programma dell’Unione, che prevede l'abolizione dello scalone. Va, inoltre, reintrodotto il tema della flessibilità in uscita e ripristinate le finestre. In questo giorni, partiranno i diversi tavoli sui temi e chiedo una battaglia comune proprio a partire dal metodo”.
Il presidente della commissione Lavoro della Camera, infatti, vuole evitare che “si ripeta lo stesso ‘film’ della Finanziaria anche per la previdenza”. “Il metodo della democrazia - ha rimarcato - non va solo evocato, ma anche evocato”.
RINALDI, INDIRE CONFERENZA NAZIONALE SU PREVIDENZA DONNE
Al ministro del Lavoro Damiano e alle commissione Lavoro di Camera e Senato chiedo di indire, per il mese di marzo, una conferenza nazionale su donne e pensioni”. Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro e Previdenza sociale, Rosa Rinaldi. “Le riforme - ha precisato - sono fatte nell’interesse dei cittadini e non devono fare paura. L’articolazione per sesso pone in luce problematiche preoccupanti su cui incentrare una politica di riequilibrio e di equità distributiva e redistributiva. I dati delle pensioni 2006 ci indicano come attualmente circa metà della popolazione pensionistica vive con un reddito al limite della povertà, non arrivando neanche a 9.000 euro l’anno. Se consideriamo le sole donne pensionate, questa percentuale sale addirittura al 60%”.
“Nella distribuzione complessiva della spesa pensionistica - ha ricordato - il rapporto tra i sessi si inverte determinando una distribuzione del 56,9% ad appannaggio degli uomini con una pensione media annua 15.614 euro, mentre le donne percepiscono solo il 43,3% del globale arrivando a un valore medio di 10.431 euro”. “Tra le pensionate - ha rimarcato il sottosegretario Rinaldi - solo l’1,2% arriva ad avere 40 anni di contributi e ben il 52 % è al di sotto di 20 anni di contribuzione. Questo dato spiega il perché dello scarso ricorso alle pensioni di anzianità da parte delle donne e anche nella fascia di età inferiore a 60 anni la presenza femminile e' di circa 200 mila unità inferiore a quella maschile. Questa situazione e' destinata ad aggravarsi notevolmente perché, se il sistema contributivo resterà invariato, nel 2050 si arriverà alla situazione drammatica che il 70% dei pensionati sarà sotto il 50% della media di retribuzione, ovvero sotto il livello di povertà”.
“Per questo - ha precisato - è necessario apportare importanti correzioni al sistema contributivo, per evitare la completa decadenza della previdenza pubblico. Il problema non è contenere le pensioni di anzianità, ma prevedere interventi multipli tesi ad alzare i rendimenti delle pensioni. Ripristino dell’indicizzazione delle pensioni all'andamento delle retribuzioni e istituzione di una fascia garantita indipendente dal montante contributivo sono i due strumenti più efficaci. Inoltre, una nuova e più consistente copertura contributiva per i periodi di maternità, dei congedi parentali in costanza e non del rapporto di lavoro, avranno l’effetto di riequilibrare parzialmente il grande gap uomo-donna attuale”.
CORDONI, COMINCIARE A COSTRUIRE VERO STATO SOCIALE
“Dobbiamo cominciare a costruire uno vero Stato sociale”. Ha ribadito Elena Cordoni, presidente della commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. “Le singole forze dell’Unione - ha affermato - devono mettere in agenda la riforma dello Stato sociale. Non possiamo continuare a evocare un tema sugli ammortizzatori sociali, ad esempio, senza farlo. Dal 1992 siamo inchiodati all’età pensionabile, dobbiamo mantenere la capacità di riformare, altrimenti si discute solo di questo. Il confronto con le parti sociali poi è un elemento importante per la previdenza”.
“Per gli anziani non autosufficienti -ha ribadito Cordoni - bisogna costruire una risposta pubblica così come per l’occupazione e la previdenza femminile. Spero che i tavoli con il governo comincino a delineare questo quadro di azioni”.
PRC, ABOLIRE LO SCALONE E RIVALUTARE LE PENSIONI MINIME
Abolire tutte le modifiche apportate dal governo Berlusconi alla legge Dini, a partire dallo scalone del 2008, rivalutare le pensioni minime, aggancio per quelle in essere e future al costo della vita, possibilità di indirizzare il Tfr anche all’Inps per integrare la pensione pubblica ad un fondo integrativo gestito dall’ente pubblico alle stesse condizioni degli altri fondi. Rifondazione Comunista parte dal programma con cui l’Unione si è proposta agli elettori per avanzare le sue proposte per la riforma della previdenza. Rifondazione dice ‘no’ all’aumento obbligatorio dell’età di permanenza al lavoro e a qualunque forma di disincentivo. Chiede, invece, seri incentivi per chi sceglie di restare in attività dopo aver raggiunto l’età per andare in pensione e la riduzione di almeno due anni dell’età di accesso alla pensione con il sistema contributivo per operai, turnisti - sia dei settori pubblici che privati - e chi svolge un lavoro stressante. Inoltre flessibilità prevista dalla Dini a partire da 57 anni di età. Il Prc, poi, si dice contrario alla riduzione dei coefficienti con conseguente taglio delle pensioni future e considera che una pensione pubblica col sistema contributivo debba portare ad un tasso di sostituzione della retribuzione tra il 65% ed il 70%. Una pensione di soglia minima di circa 600 euro rivalutabili per chi al compimento dell’età pensionabile ha almeno 15 anni di contributi e un rendimento minimo per gli anni successivi.
Inoltre, per gli immigrati che decidono di tornare nel paese di origine, il Prc prevede la stipula di accordi con gli Stati di provenienza o forme di liquidazione del capitale versato. Per quanto riguarda i lavoratori espulsi anzitempo dalle imprese, invece, un piano sociale per la ricollocazione con percorsi formativi e forti incentivi alle imprese che assumono, favorendo la mobilità da posto a posto fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Per chi è in pensione ma non vuole restare inattivo, Rifondazione prevede forme sperimentali di attività in campo sociale, anche attraverso un servizio sociale volontario per gli anziani. Per razionalizzare il sistema e reperire nuove risorse, Rifondazione punta all’unificazione degli enti pubblici di previdenza, Inail compreso la separazione tra previdenza e assistenza, un nuovo equilibrio tra contributi versati e pensioni erogate dai fondi pensione di singole categorie, l’evasione contributiva come reato penale e la regolarizzazione del lavoro sommerso, l’applicazione dello stesso criterio della fiscalità sugli studi di settore per combattere l’evasione contributiva, il recupero dei crediti già certificati dall’Inps, stimati oggi in 38 miliardi.
A due anni dall’entrata in vigore della riforma una verifica sulla percentuale dei contributi versati dai lavoratori. Per saldare la rottura generazionale intervenuta, infine Prc, propone la copertura dei ‘buchi contributivi’ prodotti dal lavoro intermittente e precario e la possibilità di riunificare i contributi versati al fondo dei collaboratori con quelli versati al fondo lavoratori dipendenti.
SINDACATI PRONTI A PRESENTARE DOCUMENTO UNITARIO
“Ci sono alcune cose della proposta di Rifondazione - ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - che corrispondono anche alle opinioni del sindacato, altre no. Ma quello che mi sembra più importante è che Rifondazione e gli altri partiti di maggioranza, tra di loro, raggiungano una intesa. Perché noi la trattativa la dobbiamo fare con il governo tutto, non possiamo farla con 9 soggetti. Dal canto loro i sindacati sono pronti a presentare un documento unitario. Una ‘piattaforma’ che verrà sottoposta a tutte le assemblee perché quando si parla di pensioni è fondamentale il consenso dei lavoratori”.
Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, “lo scalone va eliminato, è uno sconcio ingiusto e inapplicabile. E va respinto il taglio dei coefficienti perché ci sembra incongruente parlare dei giovani e ridurre le pensioni di quelli che andranno a riposo tra vent’anni. Quindi non se ne parla. Il sindacato, inoltre, è favorevole ad un aumento dell’età pensionabile ma esclusivamente su base volontaria favorendo solo gli incentivi”.
“E’ ora di finirla - ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - il governo ci faccia una proposta che sia una, se vuole trattare e il sindacato saprà rispondere”.
18/01/2007
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