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Pubblico impiego, firmato memorandum tra governo e sindacati
Limitato ricorso alle esternalizzazioni e alle consulenze nelle pubbliche amministrazioni, mobilità del personale sostenuta e incentivata da agevolazioni economiche, trasformazione dei dirigenti in manager ma anche riduzione del loro numero, eliminazione di ogni progressione automatica, incarichi e retribuzioni legati ai risultati e assorbimento nel breve termine del precariato esistente ma solo attraverso il ricorso a prove selettive. Sono queste le principali proposte di riforma della pubblica amministrazione previste dal memorandum d’intesa firmato al ministero della Funzione pubblica tra governo e sindacati.
L’accordo quadro “per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche” è un testo con cui l’esecutivo punta a introdurre i concetti di meritocrazia e qualità nel servizio pubblico coinvolgendo cittadini e imprese nella valutazione dei risultati. Il testo ha subito diverse elaborazioni e la stesura definitiva è arrivata a poche ore dalla firma, con l’apporto di alcune modifiche ritenute essenziali dai sindacati.
Intanto, l’idea di Pietro Ichino di un’Autorità per la valutazione dei dipendenti pubblici è diventata un disegno di legge che porta le firme di Anna Finocchiaro, Nicola Latorre e Luigi Zanda. Tre firme che si aggiungono ai due proponenti Antonio Polito e Tiziano Treu, e che si affianca a quella di Andrea Manzella. Il testo che non rientra nel memorandum prevede un’Authority indipendente composta da 5 membri, tra esperti di discipline e gestione dell’impiego pubblico e privato, premi in base ai risultati, sanzioni e mobilità del personale in esubero.
Queste le proposte nelle linee generali contenute nel memorandum siglato a Palazzo Vidoni.
MOBILITA’: Per favorire la mobilità del personale pubblico, statale, regionale e locale, “anche a seguito di riorganizzazioni e in attuazione del trasferimento di funzioni fra livelli istituzionali, verranno individuati meccanismi anche contrattuali di sostegno e incentivazione mediante agevolazioni economiche sia dirette che indirette” con il ricorso anche all'autonomia di bilancio. Nel testo si legge che “sarà strutturato un sistema che favorisca l'incontro fra la ‘domanda’ di amministrazioni con carenze di personale e ‘l’offerta’ di dipendenti che intendono cambiare collocazione, anche al fine di contribuire all’effettiva attuazione del decentramento delle funzioni amministrative”.
ESODI: Un’importante apertura si segnala da parte dei sindacati sul capitolo esuberi. “In caso di accertato esubero di personale non ricollocabile con processi di mobilità - si legge nel testo - si devono prevedere forme incentivate di uscita o attuare norme già previste nei contratti collettivi. Forme volontarie incentivate di uscita andranno inoltre previste, con modalità da definire, anche tenendo conto di esperienze di altri paesi europei”.
ESTERNALIZZAZIONI: Gli aumenti di efficacia e di efficienza della Pa., secondo quanto prevede il testo, dovranno essere perseguiti “limitando il ricorso alle esternalizzazioni ‘no core’ e alle consulenze nelle pubbliche amministrazioni e riducendo il numero di incarichi dirigenziali. Andranno inoltre realizzati risparmi sull’acquisto di beni e servizi e misure che diano piena garanzia di imparzialità e di trasparenza nel sistema degli appalti pubblici. In tale ultimo senso è diretta anche l'ottimizzazione dei servizi ispettivi e di vigilanza in materia di lavoro”. Ma il punto chiave per i sindacati è stabilire chi deve fare cosa. “In attuazione degli indirizzi politici il responsabile della gestione predispone - secondo una delle ultime integrazioni volute dai sindacati - apposito piano operativo i cui obiettivi e modalità attuative sono oggetto di confronto con le parti sociali. In questo ambito si procederà al riesame di tutte le forme di esternalizzazioni e di consulenze in atto per valutarne secondo l’indirizzo richiamato, efficacia ed efficienza ai fini delle funzioni ‘core’ delle diverse amministrazioni”.
DIRIGENZA: Del tutto nuova, invece, è la figura del dirigente manager più autonomo nel lavoro e nelle scelte. In generale il governo punta a “una riduzione del numero complessivo dei dirigenti, abbassando il rapporto medio dirigente-personale con vantaggi di efficienza, razionalità organizzativa e di spesa” e togliendo “alla attuale graduazione degli uffici la funzione di meccanismo automatico di differenziazione retributiva”. Ma il nuovo dirigente manager sarà più autonomo “nell’individuare la migliore organizzazione della propria struttura” nonché nell’utilizzo del proprio budget per conseguire gli obiettivi di gestione e potrà avere “l’opportunità di reinvestire nella propria struttura parte di risparmi conseguiti”. “A questa autonomia devono corrispondere la preventiva informazione e la documentata motivazione alle organizzazioni sindacali degli atti organizzativi assunti - si legge nel testo - e forme di valutazione ex-post dei risultati conseguiti. L’uscita deve costituire l’esito estremo di risultati negativi”. La valutazione degli obiettivi conseguiti sarà poi affidata all'incrocio tra la misurazione dei servizi e parametri di capacità manageriale tutti da individuare. Per i dirigenti è poi previsto un “sistema di incentivazione” legato alla verifica della relazione fra le “risorse utilizzate , strumentali e umane” e le realizzazioni “in termini di servizi, rispetto ad obiettivi prefissati”. Valutazione simile anche per il personale con posizione organizzativa. A tutto questo comunque, sarà affiancata, sempre per la dirigenza, anche “l’attribuzione di effettivi poteri di gestione, anche del personale e della sua incentivazione”.
SPOIL SYSTEM: Forti limitazioni vengono dettate sullo ‘spoil system’ che deve essere rigorosamente limitato alle figure apicali e a quegli incarichi dichiarati aventi natura fiduciaria degli organi di governo di cui possono essere chiamati esterni all’amministrazione”.
PRECARIATO: Quanto al precariato, la bozza di Memorandum punta, entro la legislatura, a sanare la situazione. “I sistemi di reclutamento pianificati - si legge ancora - dovranno portare alla scomparsa del precariato”. Il ricorso al lavoro flessibile potrà avvenire, con limiti individuati nella contrattazione collettiva, “solo per fallimento o documentato ritardo” delle forme ordinarie di reclutamento e per casi che “non attengano a funzioni ordinarie e permanenti delle amministrazioni”. Nel breve periodo, invece, “il precariato esistente sarà assorbito mediante ricorso a prove selettive”, assicura ancora il governo.
ACCESSO AI PUBBLICI IMPIEGHI: Accedere alla pubblica amministrazione, comunque, sarà possibile solo con concorso, “che resta la modalità ordinaria per tutti i livelli della Pa”. Il governo comunque pensa all'introduzione di sistemi utili a decongestionare i concorsi anche sperimentando “selezioni comuni” a diverse amministrazioni. L’accesso alla dirigenza sarà possibile “ordinariamente con concorsi pubblici, integrati da appropriate attività formative, come strumento di selezione”. Inoltre, per l’accesso alla dirigenza dall’interno “le valutazioni dei candidati da parte dei livelli dirigenziali superiori confluiranno in una valutazione comparativa fra gli aspiranti, in cui si verifichi, a opera di un soggetto esterno alle amministrazioni interessate, la ‘capacità generale’ di esercitare la funzione dirigenziale, indipendentemente dal settore di provenienza”.
MISURAZIONE QUALITA’ E QUANTITA'’SERVIZI: La base dell’intero impianto di riorganizzazione della Pa si baserà “sul rafforzamento e la diffusione di un metodo fondato sulla fissazione di obiettivi e sulla misurazione dei risultati dell’azione amministrativa. La misurazione dei servizi in tutte le amministrazioni diverrà lo strumento con cui valutare il conseguimento degli obiettivi delle politiche”. Secondo quanto recita il ‘memorandum’, “si tratta di produrre e pubblicizzare informazioni di qualità, in via continuativa, sia sulle realizzazioni di ogni amministrazione, sia sugli effetti ottenuti in termini di benessere dei cittadini, imprese e lavoro pubblico, anche sulla base delle percezioni degli utenti”. Si prevedono sedi e momenti di misurazione anche sperimentali che vedano la partecipazione delle amministrazioni, delle organizzazioni sindacali e degli utenti.
FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO: La formazione svincolata a meccanismi di progressione interna “può riacquistare una natura effettivamente funzionale a incrementare la qualità e offrire al personale l’opportunità di aggiornarsi e di corrispondere all’evoluzione del fabbisogno di capacità”. Importante novità introdotta nella stesura definitiva riguarda il fatto che “verranno anche individuati enti bilaterali di formazione come nel settore privato”.
SISTEMA REGIONI, AUTONOMIE LOCALI E SANITA’: Gli interventi attuativi dei principi contenuti nel memorandum saranno oggetto di un ulteriore specifico accordo con le organizzazioni sindacali. “In questo ambito passi importanti verso la responsabilizzazione effettiva degli Enti sono contenuti nella stessa finanziaria 2007. Il riordino terrà conto della ridefinizione delle competenze dello Stato e del sistema regioni-autonomie locali, unitamente ai livelli più appropriati di governo dei processi di innovazione e di coordinamento e controllo dei risultati. Per quanto riguarda gli enti pubblici non economici, il governo realizzerà un apposito tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali applicativo del seguente accordo”, e questa è un’ulteriore ‘conquista’ del sindacato.
CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA: Ultimo capitolo, la contrattazione integrativa per la quale nei prossimi rinnovi contrattuali andranno definiti gli obiettivi mirati da conseguire, dagli orari di apertura dei servizi, alla riduzione dei tempi di attesa alle misure integrative di stabilizzazione del precariato.
19/01/2007
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