Prevenzione e repressione per decreto correttivo codice appalti

Prevenzione e repressione del lavoro sommerso e sicurezza e tutela dei lavoratori nei lavori pubblici. Questi gli obiettivi del primo decreto correttivo al ‘Codice degli appalti’, presentato dai ministri delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e del Lavoro, Cesare Damiano, dopo l’incontro con le parti sociali sullo stesso tema. Lo schema prevede tre misure fondamentali. La prima prevede l’inserimento della regolarità contributiva tra i requisiti soggettivi per partecipare alle gare di appalto e la regolamentazione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva). La seconda misura riguarda la previsione che tutti i soggetti appaltanti provvedano al pagamento dei contributi e delle retribuzioni dovute ai lavoratori in caso di inadempimento del soggetto appaltatore. Il regolamento generale, infatti potrà disciplinare in modo uniforme, nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e regioni, la tutela dei lavoratori e i pagamenti dei dipendenti dell’appaltatore. In questi casi, il soggetto appaltante si rivale in sede di pagamento di quanto dovuto all’appaltatore. Inoltre, nel primo decreto correttivo al ‘Codice degli appalti’, è stato inserito un provvedimento interdittivo, seguito alla sospensione del cantiere con i lavoratori irregolari, tra le cause di esclusione dalle gare. In questo modo, viene garantita al massimo la tutela dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Il governo, già con il decreto Bersani e con la Finanziaria, è intervenuto in questa direzione.

DAMIANO, DA DECRETO MASSIMA PROTEZIONE PER LAVORATORI

“Il decreto - ha spiegato il ministro Damiano - è il frutto del lavoro portato avanti congiuntamente dai due ministeri. Un’azione in comune molto importante, perché vogliamo procedere di pari passo con la riforma del codice per la tutela della sicurezza dei lavoratori. Dal giorno del suo insediamento, infatti, il governo cerca di costruire un quadro organico e oggi riteniamo di aver fatto un passo avanti con il confronto con le parti sociali. Il complesso dei provvedimenti - ha ricordato il ministro- riflette proprio il carattere organico dell’azione. Non siamo, infatti, favorevoli a interventi spot. Per battere il lavoro nero e la precarietà è importante agire con tempestività. Il primo decreto correttivo del codice degli appalti - ha aggiunto - assicura il massimo grado di protezione dei lavoratori impegnati nei cantieri. Si tratta, ad esempio, di fornire all’amministrazione, in caso di offerta anormalmente bassa, una spiegazione in cui si dice che non si tratta di un aggiramento degli oneri per la sicurezza”.

DI PIETRO, IN CDM PRIMO DECRETO CORRETTIVO CODICE APPALTI

“Il provvedimento -ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro - tutela la sicurezza nei cantieri e i lavoratori per quanto riguarda il loro futuro previdenziale. Tutela, inoltre, la trasparenza e la competitività nelle imprese, che non subiranno più la concorrenza sleale di chi assume di lavoratori in nero, di chi ‘sottopagando’ i lavoratori e di chi non rispettando le regole di sicurezza nei cantieri riesce a fare dei prezzi più bassi e vincere così le gare. Ma - ha precisato il ministro - il lavoro sul codice degli appalti proseguirà nei prossimi mesi. Si segue, infatti, una logica per rendere più fluido il suo utilizzo snellendolo. I controlli non bastano mai, anche se il mondo delle imprese è un mondo di grandi lavoratori e professionalità e quando adottiamo questi provvedimenti dobbiamo guardare alla potenzialità che l’impresa stessa offre. Non penso a un'azienda da punire, ma alle sue qualità e alla libertà di mercato”.


24/01/2007
 
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