Al via tavolo governo-parti sociali su mercato lavoro e previdenza

Al via, a Palazzo Chigi, il tavolo di concertazione governo-parti sociali 'Sistema di tutele, mercato del lavoro e previdenza'. All'incontro hanno partecipato, per l'esecutivo, il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Giulio Santagata, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il ministro per i Diritti e le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il ministro delle Politiche giovanili e le Attività sportive, Giovanna Melandri. Per le parti sociali, erano presenti rappresentanti dei sindacati, delle associazioni datoriali, di categoria e cooperative, nonché una delegazione delle associazioni di rappresentanza di regioni, province ed enti locali.

Nel corso della riunione, coordinata da Santagata e introdotta da una relazione di Damiano, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “si è discusso, tra l'altro, di politiche di contrasto all'occupazione sommersa e di una ridefinizione della cornice normativa e contributiva dei rapporti di lavoro e del sistema di sostegno e tutele, ai fini di un più generale adeguamento agli obiettivi indicati nella Strategia di Lisbona”. Il tavolo tornerà a riunirsi nella settimana successiva a Pasqua.

DAMIANO, SU MERCATO LAVORO NON SARA' RIFORMA A COSTO ZERO

Una riforma ambiziosa, molte volte tentata e mai giunta a conclusione, che non sarà a costo zero. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha tratteggiato, in questi termini, la revisione del sistema degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro per la quale l'avvio del terzo tavolo di concertazione tra governo e parti sociali ha posto oggi la prima pietra. “Penso che si tratti di un avvio positivo”, ha commentato Damiano al termine dell'incontro di Palazzo Chigi. Quello delle tutele e del mercato del lavoro “è - ha sottolineato - un argomento di grande complessità e va affrontato, pur con la necessaria gradualità, per raggiungere un obiettivo ambizioso, cioè la riforma delle tutele sociali e del mercato del lavoro. un tema molte volte affrontato ma mai arrivato a conclusione”. “Si tratta di riformare un sistema - ha spiegato il ministro del Lavoro - che risale agli anni '60, calibrato sul modello fordista e taylorista della grande imprese. Un sistema che non è universale perché va a vantaggio della grande impresa e non della piccola e che esprime più tutele per chi ha un lavoro stabilizzato”.

Il punto d'approdo di questa riforma dovrà essere, ha proseguito Damiano, “un sistema universale che guardi alle figure più deboli del mercato del lavoro: i giovani, le donne e i soggetti deboli rappresentati dagli over 50”. E “priorità fondamentale è guardare ai giovani anche sotto il profilo previdenziale”. Rimane il nodo delle risorse che richiederà la riforma degli ammortizzatori e del mercato del lavoro. “I tavoli di concertazione - ha detto Damiano - vanno coordinati. Noi facciamo riferimento alla trimestrale di cassa, lì è il plafond di partenza. Sappiamo che la riforma degli ammortizzatori sociali richiederà l'impiego di risorse, non sarà una riforma a costo zero. E' azzardato dire che non abbiamo idee sulle risorse. E' evidente che queste idee le abbiamo e che le consolideremo strada facendo. Lo faremo con calma e con tutta la pacatezza necessaria”.

SINDACATI, SU MERCATO LAVORO BENE AGENDA MA PRESTO CIFRE

Bene l'agenda sul mercato del lavoro, ma dal prossimo incontro il governo deve scoprire le carte sulle risorse finanziarie con cui intende fare fronte alla riforma degli ammortizzatori sociali e all'introduzione di nuove tutele per il mercato del lavoro. Così Cgil, Cisl e Uil hanno tracciato un primo bilancio del confronto con il governo sul welfare. Un incontro interlocutorio, in cui però il governo si è presentato con un indice dettagliato dei temi e del percorso da seguire, su cui i sindacati sono sostanzialmente d'accordo pur chiedendo integrazioni, a cominciare dai contratti a progetto.

“Non sono state fatte cifre. Può andare bene, oggi ma la prossima volta vogliamo conoscere quanto il governo intende puntare sul welfare. Hanno dieci giorni di tempo per elaborare una ipotesi. La nostra stima è che servano tra 1 e 2 miliardi per fare fronte a un intervento serio”, ha spiegato il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che comunque ha apprezzato la volontà esplicita del governo di impegnarsi nella lotta al precariato “contrastando tutte le leggi non coerenti con questo obiettivo”, dalla legge Biagi al pacchetto Treu. Apprezzato dalla confederazione di Corso Italia anche la decisione di far procedere parallelamente l'esame degli ammortizzatori sociali con quello del mercato del lavoro per poi chiuderli contemporanemente.

A puntare sul varo di una riforma, dopo i tentativi andati a vuoto di tre governi, è la Cisl. “E' politicamente importante che il governo abbia ufficializzato l'intenzione di mettere mano all'assetto del mercato del lavoro e alla riforma degli ammortizzatori sociali per estendere le tutele a tutti quei lavoratori che ne sono privi”, ha detto il segretario confederale Giorgio Santini, che ha apprezzato la volontà di sostenere l'occupazione dei giovani, delle donne e degli 'over 50' così come ha condiviso la ricognizione, al momento solo teorica, del governo sul part time, l'apprendistato e i contratti a tempo determinato. Un tema, quest'ultimo, che Confindustria vorrebbe derubricare ma che invece Cgil Cisl e Uil guardano con attenzione: “Questi contratti rappresentano un punto critico quando si procede con continue proroghe impedendo di fatto la stabilizzazione del rapporto di lavoro”, ha aggiunto ancora Santini.

Giudizio più che positivo anche dalla Uil. “Damiano ci ha offerto un inventario estremamente esauriente in cui si evidenziano le connessioni necessarie a far sì che gli interventi possano produrre effetti definitivi e non effetti spot”, ha commentato il segretario confederale, Fabio Canapa, auspicando “di entrare nel merito nel corso del prossimo appuntamento”.


30/03/2007
 
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