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Almadiploma, 64% diplomati vuole diventare matricola
Conclusi gli studi secondari superiori, i diplomati si dividono in tre categorie: gli studenti che intendono iscriversi all’università, che rappresentano il 64% dei diplomati, coloro che non proseguono gli studi e si avviano verso un’attività lavorativa (opzione indicata nel 28% dei casi) e i diplomati che intendono svolgere un tirocinio o un'altra attività di qualificazione al di fuori dell’università (6%). E’ quanto emerge dai due rapporti annuali di AlmaDiploma, realizzati in collaborazione con il consorzio interuniversitario AlmaLaurea, sul ‘Profilo dei diplomati e sui loro sbocchi professionali e formativi’, presentati a Bologna, in occasione della quarta edizione del convegno nazionale ‘Prima e dopo il diploma. Le caratteristiche e le scelte dei diplomati fra università, formazione e lavoro’.
Dal punto di vista delle prospettive post-diploma, le caratterizzazioni dei percorsi di studio sono nettissime. Tutti e tre i diplomi liceali preludono chiaramente allo studio universitario: il 96% dei diplomati 2006 nei licei ha intenzione di iscriversi a un corso di laurea (erano il 91% nel 2005). Negli indirizzi tecnici, invece, la scelta prevalente rimane l’iscrizione all’università (58%), ma sono numerosi anche coloro che non intendono proseguire gli studi (35%). Negli indirizzi professionali, infine, i diplomati che non intendono proseguire gli studi (58%) superano gli studenti che andranno all’università (31%).
Indipendentemente dall’impegno in attività formative, a un anno dal conseguimento del titolo risultano occupati 43 diplomati su cento: questa percentuale raggiunge il suo massimo in corrispondenza dei diplomati professionali (66%), mentre tocca il minimo tra i liceali (25%). Questi ultimi svolgono soprattutto attività occasionali, saltuarie, che coniugano con l’impegno principale, quello universitario: per tale motivo sono molto più frequenti tra i liceali i lavori senza contratto (34%), rispetto a quanto non avvenga tra i diplomati degli istituti tecnici (9%) o professionali (7%). Sono più diffuse le attività stabili (ovvero i contratti a tempo indeterminato e le attività autonome effettive) tra i diplomati del professionale (24%) e del tecnico (20%) rispetto a quelli del liceo (15%). Nel complesso, la forma contrattuale più diffusa tra i diplomati è l’apprendistato, che coinvolge il 37% di coloro che lavorano, ma che raggiunge il valore massimo tra gli occupati del professionale (46%) e del tecnico (39%), mentre scende considerevolmente, sempre per le motivazioni sopra descritte, tra i liceali (13%).
I diplomati che lavorano, secondo l’indagine Almadiploma, guadagnano in media 740 euro mensili netti. Il 57% dei diplomati ritiene che il proprio guadagno sia adeguato al titolo conseguito e il 78% pensa che sia adeguato alla posizione ricoperta. I diplomati liceali riconoscono frequentemente che la retribuzione sia adeguata alla posizione ricoperta, ma ritengono che non sia abbastanza per il titolo conseguito. Nel complesso, i diplomati occupati sono discretamente soddisfatti del lavoro svolto: in media il giudizio (sulla scala 1-10) è pari a 7,6.
I diplomati del liceo, coerentemente col tipo di lavoro svolto, di carattere occasionale, sono lievemente meno appagati dei compagni degli altri percorsi di studio. Ciò vale, in particolare, per la coerenza del lavoro rispetto agli studi secondari compiuti e per le prospettive di guadagno e di carriera. All’opposto, sono più soddisfatti degli altri per il tempo libero.
19/04/2007
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