A Venezia la licenza per ‘artisti di strada’ non si eredita

“La licenza per esercitare un lavoro artistico ‘per strada’ a Venezia non si eredita”. Non usa mezzi termini Giuseppe Bortolussi, assessore alle Attività produttive, commercio, nuove professionalità e lavoro atipico del comune di Venezia, che a LABITALIA smentisce le notizie diffuse nei giorni scorsi. “Qualcuno ha travisato, anzi ha voluto travisare quanto è stato deciso dall’amministrazione comunale per regolamentare gli artisti di strada - ribadisce - che mira, in futuro, a regolarizzare 10 artisti di strada per Mestre e 10 per Venezia. Un emendamento al regolamento che disciplina il lavoro di quegli artisti che vendono quadri soprattutto nelle zone di San Marco, lungo la riva degli Schiavoni e ai Giardinetti Reali, che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore del commercio”.

“L’ereditarietà della licenza - insiste Bortolussi - era prevista da una legge regionale del ‘93, così come per i gondolieri. Essendo, infatti, in presenza di operatori economici che non hanno una liquidazione, l’ereditarietà equivaleva a una sorta di avviamento dell’attività. Ma ora si cambia e nel caso di cessazione volontaria o decesso di soli ‘40’ artisti, il coniuge o il figlio, che non abbia altre attività sia proprie che come dipendente, ha diritto di priorità assoluta al rilascio dell’autorizzazione. In merito, però, la norma parla chiaro: la licenza non è trasferibile, non è cedibile e non è vendibile”.

MOLTI SONO AVVOCATI E INGEGNERI

“Abbiamo approvato una norma cosiddetta transitoria - ricorda Bortolussi - che vede un limite decennale al godimento della licenza e nel caso di decesso solo la moglie o i figli hanno la ‘preferenza’ di fare domanda entro sei mesi dalla morte, per ereditarla, ma solo una volta. Lo scopo è quello di blindare il settore, senza però danneggiare nessuno. Da alcuni dati raccolti a campione risulta che una parte dei figli dei pittori risulta essere laureata e svolgere la libera professione di architetto, ingegnere e avvocato. Il nuovo regolamento - afferma Bortolussi - riunisce in un unico testo tutti gli artisti di strada: dai suonatori ai cantanti, dai madonnari ai pittori, fino ad arrivare ai fotografi. L’iniziativa che mira a omogeneizzare il trattamento delle diverse figure professionali nasce dall’esigenza di rendere più vivibili le calli veneziane. Un turista che si ferma a guardare un’opera, in certi vicoli, crea una fila lunghissima: bisognava intervenire”.

GIRO DI AFFARI FINO A 50MILA EURO AL GIORNO

Il via libera alle nuove concessioni e il controllo sulle autorizzazioni già rilasciate agli artisti di strada di Venezia viene effettuato da una commissione consultiva, composta da tre rappresentanti di artisti e due del comune. Il giro di affari per un ‘artista di strada’ può aggirarsi fino ai 50mila euro al giorno. I prezzi minimi vanno da 10 o 15 euro per ogni disegno, rifatto in più copie, a 150-300 euro per un olio grande formato. Un posto a San Marco, compreso di cavalletto e banchetto, vale comunque oro, indipendentemente da quello che si vende (disegni fotocopiati e veri dipinti a olio). Non a caso, gli artisti abusivi non mancano.


04/05/2007
 
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