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Isfol, novità in arrivo su formazione professionale
Il futuro dell'istruzione e della formazione professionale, tra competenze centrali e locali, alla luce della recente legge 40 (quella sulle liberalizzazioni) che ha introdotto importanti novità in materia. Questo il tema del seminario organizzato dall'Isfol, a Roma, dal titolo 'Risorse umane e governance del sistema di istruzione e formazione professionale', alla presenza, tra gli altri, del viceministro dell'Istruzione, Mariangela Bastico, e di Gianni Principe, direttore generale dell'Isfol. La legge 40, si legge in una nota dell'Isfol, “tende a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro ridefinendo la governance del sistema e istituendo, tra l'altro, i 'poli tecnico-professionali. Si tratta dell'ultimo capitolo di un processo di implementazione legislativa che muove dal decentramento amministrativo sancito alla fine degli anni Novanta con le cosiddette leggi Bassanini, per arrivare alla riforma del Titolo V della Costituzione e successivamente ai più recenti esiti (si pensi all'istituzione dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica prevista dalla Legge finanziaria 2007) del processo di riforma della scuola”.
PRINCIPE, ENPOWERMENT AL CENTRO DELLE POLITICHE DEL LAVORO
“Il contesto istituzionale della formazione professionale - ha detto Principe - sta cambiando, grazie alla legge 40 che sta toccando il sistema dell'istruzione nei suoi intrecci con il sistema della formazione. La parola chiave di tale cambiamento è autonomia, collocata dentro un quadro di sussidiarietà verticale e consolidando il rapporto tra principio dell'autonomia scolastica e il ruolo dello Stato”. Due i nodi principali da risolvere per il direttore generale dell'Isfol. “Da un lato - ha spiegato Principe - il nesso tra formazione professionale e lavoro e, dall'altro, quello tra sussidiarietà orizzontale e verticale. Se avviamo un ripensamento chiaro del sistema sul versante dell'istruzione - ha avvertito Principe - mi auguro che ci la stessa chiarezza per fare altrettanto sul versante della formazione professionale e sull'avviamento al lavoro. Al centro delle politiche attive del lavoro - ha concluso - ci deve essere l'enpowerment, inteso come formazione della personalità tutta oltre che del lavoratore”.
MONTAGNINO, CAPITALE UMANO FONDAMENTALE PER RILANCIO PAESE
“Ritengo che il capitale umano adeguatamente formato sia un elemento essenziale del rilancio della competitività di un Paese”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, a proposito della formazione professionale. “La formazione professionale - ha ribadito Montagnino - assume una posizione sempre più rilevante e strategica nel contesto delle politiche comunitarie e nazionali in cui il rafforzamento della competitività si persegue attraverso la costruzione di un'economia della conoscenza. Per questi motivi - ha concluso Montagnino - il governo intende, tra l'altro, integrare, potenziare e valorizzare tutte le forme di apprendimento contribuendo ad assicurare al maggior numero possibile di persone l'innalzamento dei livelli di istruzione, in qualunque area del Paese e a qualunque categoria sociale o gruppo culturale si appartenga, a prescindere dall'età e dal sesso”.
BASTICO, MINISTERO STA LAVORANDO A POLI TECNICO-PROFESSIONALI
“Entro luglio 2008, dovremo presentare la definizione del regolamento per l'istruzione professionale e definire aree e contenuti. E nel fare questo dobbiamo tenere conto di un quadro di riferimento che è costituito essenzialmente dalla strategia di Lisbona, dal testo dell'articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza nei diritti, e dalla governance dei sistemi locali del sapere”. Mariangela Bastico, viceministro dell'Istruzione, ha fatto il punto sull'attuazione della legge 40 (quella sulle liberalizzazioni), che tende a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro ridefinendo la governance del sistema e istituendo, tra l'altro, i 'poli tecnico-professionali'. “Si tratta - ha spiegato Bastico - di strutture consortili, una per provincia, specializzate in una vocazione produttiva, ad esempio il polo della meccanica o del turismo. All'interno del polo c'è una filiera produttiva e formativa e c'è la possibilità di acquisire un titolo post diploma ad alta specializzazione, spendibile a livello nazionale. Il ministero sta già lavorando a definire gli standard dei poli e la loro cornice, mentre la loro programmazione sarà fatta d'accordo con le regioni”.
21/05/2007
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