Il 25 maggio figli in azienda per ‘Festa mamma che lavora’

Bebè in azienda per i genitori che lavorano. L’appuntamento è per la tredicesima edizione della ‘Festa delle mamme (e dei papà) che lavorano’, organizzata per venerdì 25 maggio da Job24-Il Sole 24 Ore, in collaborazione con il Corriere della Sera e con il patrocinio del ministero per le Pari opportunità. Le mamme e i papà, in accordo con le direzioni aziendali, pubbliche e private, piccole e grandi, appartenenti a tutti i settori, venerdì porteranno, anche se per poche ore, simbolicamente i propri figli sui luoghi di lavoro. Ogni azienda deciderà in piena autonomia quali iniziative organizzare. Come gli scorsi anni, comunque, ci saranno feste, merende, spettacoli e giochi. E tutto questo perché i ragazzi possano scoprire di persona dove e come lavorano le mamme. Allo stesso tempo questo permetterà ai datori di lavoro di vedere le proprie collaboratrici attive anche sotto il profilo di madri e le mamme potranno ritrovare e rafforzare tra di loro la solidarietà.

Tra i personaggi che hanno aderito all’iniziativa, Alessandro Benetton, Mariella Burani, Anna Maria Bernardini de Pace, Simona Ventura, Milly Carlucci, Lella Costa, Serena Dandini, il ministro Livia Turco. Tra le aziende: Chicco Artsana, Danone, Eminflex, Filodoro, Infostrada, Lamborghini, Marzotto, Banca Mediolanum, Plasmon, Tim, Zanussi, Yahoo Italia.

‘MONSTER.IT’, MA IL 76% ITALIANI NON SA NULLA

Sono pochi gli italiani informati della ‘Festa della mamma e dei papà che lavorano’. A dirlo l’indagine condotta in tutta Italia, tramite il web, da ‘Monster.it’, leader in Italia per la ricerca di personale su Internet. Alla domanda ‘Il 25 maggio è la Festa delle Mamme che lavorano: in accordo con la direzione i figli possono entrare in azienda. Tu...?’, gli italiani hanno risposto di non saperne nulla ben nel 76% dei casi, mentre coloro che ne sono a conoscenza rappresentano il rimanente 24%. Il 6% degli intervistati dichiara di aver presentato la domanda alla propria direzione aziendale, ma di non aver ottenuto l’autorizzazione a far varcare la soglia del proprio ufficio ai figli.

Coloro che, invece, venerdì porteranno i propri figli in azienda e in ufficio rappresentano solo il 18% degli intervistati. In particolare, il 10% li porterà soltanto per qualche ora, mentre un più scarso 8% li terrà accanto a sè per tutto il giorno. Dal loro canto, le imprese, per rendere più piacevole questa speciale iniziativa, dovranno essere in grado di organizzare l’accoglienza dei piccoli ospiti e la loro visita in azienda, intrattenendoli con simpatiche animazioni.

ZANELLA, MATERNITA’ BARRIERA PIU’ FREQUENTE PER LAVORATRICI

“Nonostante non sia il primo anno che venga organizzata la ‘Festa della mamma che lavora’ - spiega a LABITALIA Silvia Zanella, responsabile contenuti e comunicazione di ‘Monster.it’ - la gente ancora non la conosce. Dalla nostra indagine, inoltre, emerge che, nonostante la legge preveda norme in materia di flessibilità in entrata e uscita, part time, soprattutto a favore delle lavoratrici madri, le aziende stentano ancora ad applicarle. La maternità - precisa Zanella - è forse la barriera che più frequentemente le donne incontrano nel mondo dell’occupazione. Tuttavia, è possibile dar loro un aiuto a conciliare carriera e famiglia, intervenendo sugli orari di lavoro e mettendo a disposizione delle mamme lavoratrici servizi e strutture dedicate, come ad esempio gli asili nido aziendali”.

SALOMON, TELELAVORO STRUMENTO ANCORA POCO UTILIZZATO

“La ‘Festa della mamma che lavora’ è un’iniziativa splendida. Ricordo ancora quando andavo a trovare mio padre in azienda e quando ci portai per la prima volta i miei figli. Ma, in Italia, ci sono ancora molti ostacoli per le mamme che lavorano”. Non usa mezzi termini Marina Salomon, che oltre ad aver fondato la Altana spa, tra le maggiori aziende europee di abbigliamento per donna e bambino, ha assunto assieme al padre il controllo della Doxa, la maggiore società italiana nel settore delle ricerche di mercato. “La conciliazione famiglia-lavoro - osserva - procede a rilento perchè il telelavoro è uno strumento ancora poco utilizzato. Eppure, non è difficile. Al di là della legge, bisogna riprogettare il lavoro. Ferme restando che alcune funzioni essenziali, come la portineria e il commerciale devono sempre essere presidiati, gli altri posti - rimarca Salomon - possono tranquillamente essere ‘seguiti’ da remoto con un pc portatile che costa solo 600 euro. Nella mia azienda, stiamo sperimentando il telelavoro e direi che va benissimo, visto che permette alle madri e ai padri di uscire dal lavoro a un orario ‘civile’ e avere il resto del pomeriggio a disposizione per stare in famiglia”.

GOLOSITA’ E GIOCHI PER I FIGLI DEI DIPENDENTI DI ITALIA LAVORO

Anche Italia Lavoro, l’agenzia tecnica del ministero del Lavoro e previdenza sociale, aderisce alla festa. Il programma della giornata in Italia Lavoro prevede l’apertura di tutte le sedi territoriali ai figli dei lavoratori e, nella sede centrale, l’organizzazione di attività di animazione mirate. In particolare, presso gli uffici di Roma i bambini verranno accolti da animatori e riceveranno un gadget aziendale. Seguirà una visita guidata negli uffici accompagnata da un’animazione che coinvolgerà bambini e genitori. I bambini saranno poi impegnati in un laboratorio creativo sul tema ‘mamma e papà al lavoro’ che terminerà con la consegna di un’opera collettiva a ricordo della giornata.

Alle 13 il vertice aziendale saluterà i lavoratori e i loro figli con collegamento in videoconferenza con tutte le sedi territoriali. Il pranzo a buffet, aperto a tutti i lavoratori, è pensato per soddisfare la golosità dei più piccoli. Nel pomeriggio i genitori porteranno i figli nelle proprie stanze per far conoscere loro i colleghi più stretti. Ci sarà ancora spazio per un’ora di gioco, prima di ritrovarsi alle 16 in sala assemblee per salutarsi e darsi appuntamento al prossimo anno.


21/05/2007
 
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