Pa, nel 2006 meno risorse per formazione ma più corsi

Nel 2006, nella pubblica amministrazione, si sono investiti meno soldi nella formazione dei dipendenti, ma al tempo stesso le persone che hanno goduto di un intervento formativo sono aumentate. Lo rileva il 10° ‘Rapporto sulla formazione pubblica’, realizzato dall’Osservatorio sui fabbisogni formativi istituito presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (Sspa), presentato al Forum Pa. L’indagine, coordinata da Massimo de Cristofaro, responsabile Innovazione Tecnologica e Organizzativa della Pa della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, ha preso in considerazione i dati forniti da 593 amministrazioni e ha raggiunto complessivamente 805.862 dipendenti, con 543.068 partecipazioni ad attività formative.

L’indagine segnala gli effetti delle politiche di riduzione della spesa, avvertite anche negli investimenti sulla formazione, in calo del 7% circa. A questo si contrappone, però, un aumento dell’efficienza nel loro utilizzo: la quantità delle ore erogate nel 2006, infatti, cala solo del 4% rispetto a quelle del 2005 e le edizioni dei corsi invece aumentano dell’1%. Infine, le ore fruite aumentano del 4,9%, passando dalle 17.183.719 del 2005 ai 18.025.636 del 2006, mostrando anche contemporaneamente un calo generalizzato del loro costo.

“Questo andamento - dichiara a LABITALIA de Cristofaro - da una parte dipende dal contenimento di alcune spese già previsto nella Finanziaria 2006 e, dall'altra, dal fatto che comuni, province e tutti gli enti pubblici si sono ingegnati per erogare comunque la formazione, utilizzando meglio le risorse e spesso attingendo a docenti interni”.

EROGATE 1,2 MLN ORE DI FORMAZIONE

Significativi, da questo punto di vista, i dati sull’e-learning: il numero dei corsi effettuati in questa modalita', infatti, aumenta in tutti i comparti, ad eccezione di province e comuni e sicurezza. Un ulteriore indice di positivo utilizzo delle risorse si nota nella maggiore partecipazione alla formazione nelle fasce alte, dove cioè l’investimento potrebbe avere maggiori ricadute all'interno della struttura pubblica, con tassi medi del 102% per i dirigenti e del 75% per i funzionari. Le partecipazioni ad attività formative censite nel corso del 2006 sono state 543.068 in oltre 43.000 edizioni di attività formative, per un totale di circa 1.200.000 ore di formazione erogata, che, moltiplicata per i partecipanti, equivale a un totale di 18.000.000 di ore di formazione fruite.

Il minor investimento in formazione è particolarmente evidente se si prende il parametro (stabilito nella contrattazione collettiva del pubblico impiego) che fissa all’1% della massa salariale (salario fisso più variabile), la quota da utilizzare per interventi formativi. Per la prima volta da quando viene svolta l’indagine, questa quota non è raggiunta (e dunque non e' utilizzata) da quasi tutti i comparti, con l’eccezione dei comuni e degli organi di Stato. Il rapporto stabilito viene raggiunto solo in alcuni settori (Camere di commercio, enti pubblici, Autorità e organi dello Stato). Tuttavia, numerose amministrazioni (4 ministeri, 6 enti pubblici, altre 6 amministrazioni centrali, 13 regioni, tutte le province più grandi e molti comuni sopra i 100.000 abitanti) riescono a raggiungere questa soglia, nonostante la diminuzione delle risorse disponibili.

SU 100 DIPENDENTI IN MEDIA 62 PARTECIPANO A CORSI

I numeri generali presentati nel 10° Rapporto sottolineano, comunque, che la formazione costituisce ormai una prassi consolidata delle amministrazioni pubbliche, che in effetti mostrano diversi meccanismi di reazione alle minori disponibilità finanziarie. Tutte le amministrazioni che hanno partecipato all’indagine realizzano attività di formazione, compresi anche, al contrario degli scorsi anni, i comuni piu' piccoli, spesso in forma associata (31% dei comuni). Si sono complessivamente registrate 62 partecipazioni per ogni 100 dipendenti. Questi dati indicano che le amministrazioni pubbliche, anche nel 2006, si situano ben al di sopra del tasso minimo auspicato del 12,5% dal Consiglio europeo di Lisbona, le cui strategie sono state con forza rilanciate di recente.

Sotto il profilo dei contenuti, si sono ampliate le attività formative nelle aree informatica e telematica e giuridico-normativa. Si registra, inoltre, una maggiore finalizzazione della formazione al sostegno e accompagnamento ai processi di miglioramento della gestione e di cambiamento o innovazione. La Sspa realizza il Rapporto coordinando vari contributi e rilevando e analizzando direttamente la formazione effettuata da presidenza del Consiglio, ministeri, sicurezza, organi dello Stato, autorità garanti ed enti pubblici. Il Gruppo tecnico delle regioni raccoglie ed elabora i dati di tutte le regioni e le province autonome, l’Istituto Guglielmo Tagliacarne rileva le Camere di commercio, il Formez elabora un campione significativo di province e comuni, rispettivamente 82 e 284. Per il comparto Università, la Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) rileva e analizza un campione di 60 atenei. L’Osservatorio, dal 2001, ha anche potuto costituire una banca dati dei corsi, con oltre 30.000 schede.


25/05/2007
 
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