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Pensionati in piazza contro perdita potere d’acquisto
Pensionati italiani in piazza contro la perdita del potere d’acquisto delle pensioni. Hanno manifestato in tutta Italia per rispondere all'iniziativa organizzata da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp, per chiedere una rivalutazione delle pensioni contributive e per sensibilizzare l'opinione pubblica e il governo sulle condizioni degli anziani.
La risposta del governo non ha tardato ad arrivare. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, consapevole “di dover cominciare a rispondere ai più acuti bisogni sociali”, ha sottolineato come sia intenzione del governo rendere una priorità “portare sollievo alle condizioni di reddito più basse”. Anche per il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, dalle piazze si è avanzata “una richiesta che va ascoltata: il problema della rivalutazione delle pensioni in essere, a partire da quelle più basse, è una delle priorità del governo”. Mentre il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha individuato nell'extragettito “le risorse per rispondere a queste domande elementari”.
Solidarietà alle manifestazioni svoltesi in tutta Italia sono giunte anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una lettera ai tre segretari generali di Spi, Fnp e Uilp ha espresso “apprezzamento per l'impegno con cui seguono le problematiche del mondo degli anziani”, così come ha definito “doveroso riconoscere e valorizzare questa grande risorsa del paese”. La giornata, ha detto ancora Napolitano, “potrà essere di stimolo a un sempre più forte riconoscimento della società nel suo complesso alla dignità e alla condizione dell'anziano”.
Sui numeri della manifestazione, grande soddisfazione è stata espressa dalla segretaria generale dello Spi Cgil, Betty Leone, che ha voluto sottolineare l'importanza di questa giornata di lotta alla vigilia della ripresa della trattativa tra le parti sociali e il governo sui temi del welfare. "A questo punto - ha detto il leader dei pensionati Cgil - c'è solo da augurarsi che il governo dia assicurazioni sulle due questioni poste al centro della giornata di lotta”: la rivalutazione delle pensioni e la legge a sostegno delle persone non autosufficienti. Quanto agli interventi necessari, Leone ha concluso: “Non basta un intervento solo per aumentare le pensioni più basse, ma occorre studiare un meccanismo strutturale per contrastare l'erosione del potere d'acquisto dei redditi previdenziali che si sviluppa quasi automaticamente a causa di una indicizzazione del tutto inadeguata”.
Tra le richieste avanzate dai manifestanti, l'approvazione di una legge nazionale, adeguatamente finanziata, a sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Infatti, sulle condizioni in cui versano i pensionati, la fotografia scattata dall'Istat, e riportata dai sindacati, mostra come un terzo di loro viva in condizioni di povertà. Il 31% dei pensionati percepisce infatti un importo compreso tra 500 e 1.000 euro, il 24% meno di 500 euro, il 23% un importo compreso tra 1.000 e 1.500 euro, il restante 22% supera i 1.500 euro mensili.
13/06/2007
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