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Toscana, stranieri regolari triplicati in 10 anni
Continuano ad aumentare, con un ritmo di crescita superiore a quello medio nazionale, gli stranieri regolarmente soggiornanti in Toscana, triplicati negli ultimi dieci anni. A fine 2005, secondo la stima del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes, i cittadini immigrati ‘toscani’ erano 244.671, con un incremento del 9,8% rispetto ai 12 mesi precedenti. In termini di incidenza percentuale, i cittadini stranieri soggiornanti in Toscana sono pari al 6,8% della popolazione residente, valore superiore di un punto percentuale a quello nazionale.
L’incremento ha coinvolto in modo abbastanza omogeneo quasi tutti i territori provinciali, oscillando tra il +11,6% di Firenze e il +8% di Arezzo. All’interno di questi valori, mostrano una crescita significativa le province di Siena (+10,3%), Pisa (+9,8%) e Massa Carrara (+9,6%). In valore assoluto, l’area fiorentina resta il territorio che accoglie il maggior numero di immigrati regolarmente soggiornanti: 84.570, pari al 34,6% del totale regionale. Seguono: Prato (12,5%), Arezzo (9,9%) e Pisa (9,1%). Rispetto alla popolazione italiana, invece, in testa alla classifica per incidenza di stranieri figura Prato con 13 immigrati ogni 100 abitanti, quindi Firenze (8,8%), Siena e Arezzo (entrambe 7,3%), Pistoia (6%), Pisa (5,7%), Grosseto (5%), Lucca (4,3%), Livorno (3,9%) e Massa Carrara (3,7%).
E proprio all'immigrazione, non solo nel territorio regionale, è dedicata la mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo', che si svolgerà a Sinalunga (Siena), sabato 23 giugno, presso la Casa del Popolo (in via Piave 41). L'evento è organizzato all'interno del progetto 'Pane e denti (possibilità e strumenti)', realizzato in partnership da Labitalia, Conform srl, Cenasca-Cisl, Cnca, Stellaria Cooperativa Sociale e Impresa Sensibile-Cna. Un progetto cofinanziato dal Fondo sociale europeo all'interno dell'iniziativa comunitaria Equal II Fase, che ha come obiettivo principale la lotta alle discriminazioni e disuguaglianze nel mercato del lavoro, e gestito in Italia dal ministero del Lavoro.
STRANIERI RAPPRESENTANO 12,8% LAVORATORI
In Toscana, ormai da molti anni, gli stranieri costituiscono una componente fondamentale della forza lavoro regionale. Basti pensare che, a fine 2005, rappresentano il 12,8% del totale dei lavoratori assicurati all’Inps. La maggioranza dei lavoratori immigrati presenti sul territorio proviene da paesi extracomunitari. Oltre la metà (50,1%) lavora nei servizi, il 41,2% nell’industria, il 6,9% nell’agricoltura. L’incidenza degli immigrati è particolarmente elevata nella collaborazione familiare (67%), nell’edilizia (24,5%), oltre che nell’agricoltura, nell’industria tessile, nel settore alberghiero e nella ristorazione (ciascuno con un’incidenza superiore al 20%).
La distribuzione territoriale degli stranieri è fortemente influenzata dalle dimensioni delle economie provinciali. Firenze e Prato ospitano, da sole, la metà degli assicurati stranieri. Tra le province, considerando l’incidenza rispetto al totale dei lavoratori, i valori più elevati si registrano a Prato (17,5%), Arezzo (14,1%), Firenze (13,9%) e Grosseto (12,9%). Mentre quelli più bassi si trovano a Siena (12,4%), Pistoia (12,1%), Lucca (10%), Pisa (9,9%), Livorno (9,3%) e Massa Carrara (8,7%). Inoltre, tra le province, Prato ha l’incidenza più elevata di lavoratori subordinati (58%), mentre Firenze detiene il primato per la quota degli autonomi (13,1%).
AUMENTANO PERMESSI PER LAVORO AUTONOMO
Che il lavoro sia la principale attrattiva degli immigrati che scelgono la Toscana lo si deduce anche dalla ripartizione per classi d’età della popolazione regolarmente soggiornante sul territorio regionale. Il 55% di essi, infatti, si colloca fra i 19 e i 40 anni. I minorenni sono il 19,4% e gli ultrasessantenni il 3,4%. Oltre la metà degli immigrati ‘toscani’ è coniugato (52,6%). I celibi e le nubili, invece, sono il 43,9%, i vedovi e i divorziati incidono per l’1,5%, mentre i separati per lo 0,3%. Pressoché inesistenti le convivenze ufficializzate.
La quasi totalità degli immigrati ha un titolo di soggiorno che presuppone un inserimento stabile o quanto meno una permanenza di lunga durata sul territorio regionale. Rispetto a due anni fa, nel 2005 si è attenuata l’incidenza dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato (51,2%) ed è tornata ad aumentare quella dei titoli di soggiorno per lavoro autonomo (9,8%). Fenomeno spiegabile col fatto che il 2003 coincise con l’emersione dei lavoratori immigrati che usufruirono della regolarizzazione che, però, non consentiva la fuoriuscita dall’irregolarità ai lavoratori autonomi. Torna a crescere anche l’incidenza dei motivi familiari (28,7%), mentre si riduce il peso percentuale dei titoli di soggiorno per studio.
18/06/2007
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