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Servizio civile: boom di richieste per la scelta che 'ti cambia la vita'
Sono scaduti, con il 12 luglio, i termini per la presentazione della domanda di partecipazione al servizio civile. Stando ai dati finora diffusi dall'Ufficio nazionale per il servizio civile (Unsc), che cura l'organizzazione e il coordinamento del servizio che ha sostituito e ampliato la vecchia 'obiezione di coscienza', è un vero e proprio boom di richieste. “Dal 2001 al 2006 - spiega a LABITALIA Diego Cipriani, direttore generale dell'Unsc - i volontari avviati al servizio sono stati oltre 154mila, una cifra che tuttavia non ha soddisfatto tutte le richieste pervenute, che superavano le 181mila unità. Basti pensare che nel 2001 - ricorda Cipriani - i volontari per il servizio civile erano 200 e nel 2006 quasi 50mila. Il bando del 2007 che si chiude giovedì è per 39mila posti, ma, fra chi ha fatto domanda, quasi certamente uno su due rimarrà fuori”.
'Una scelta che cambia la vita’ recita lo spot che accompagna la promozione del servizio civile. E tale può essere la possibilità, messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni, di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico nell'assistenza alle persone, nella protezione civile, nell'ambiente, nel patrimonio artistico e culturale, nell'educazione e promozione culturale, anche all'estero. Un'esperienza qualificante, da aggiungere al proprio bagaglio di conoscenze, e spendibile nel corso della vita lavorativa, che può diventare addirittura opportunità di lavoro e che, nel contempo, assicura una sia pur minima autonomia economica. I volontari, infatti, percepiscono un rimborso di circa 433 euro al mese.
CIPRIANI, SUCCESSO LEGATO A VOLONTARIETÀ E A PRESENZA FEMMINILE
Per Cipriani, il successo del servizio civile nel nostro paese ha varie motivazioni. “Intanto - dice il direttore dell'Unsc - è un'esperienza basata sulla volontarietà. Mentre prima, quando c'era l'obbligatorietà della leva, i giovani erano costretti a scegliere, adesso presta servizio civile solo chi vuole. E in questo senso l'Italia è un Paese all'avanguardia: siamo stati i primi - ricorda Cipriani - ad aver istituito il servizio civile volontario, addirittura un anno prima della fine della leva obbligatoria. In Francia, l'hanno fatto solo l'anno scorso”.
L'altro dato che spiega l'elevato numero delle domande è la forte partecipazione femminile. “Oltre il 70% dei volontari - spiega Cipriani - è donna. E questo ha ribaltato i dati della vecchia obiezione di coscienza”. Secondo l'identikit fornito dall'Unsc (istituito nell'ambito della presidenza del Consiglio dei ministri), il 75% dei volontari che scelgono di vivere un'esperienza formativa in uno degli oltre 3.400 progetti ammessi è rappresentato da donne. La maggior parte di giovani è al Sud e Isole (57%). Seguono i giovani del Centro Italia (il 22% circa del totale dei volontari) e del Nord (circa 20%). Una piccola parte, meno dell'1%, è impiegata in progetti all'estero (Europa orientale e America meridionale).
CHANCE IN PIU' PER TROVARE LAVORO
“Stando ai dati delle nostre e di altre indagini - prosegue Cipriani - la motivazione principale che spinge i giovani al servizio civile volontario è la solidarietà, seguita dalla voglia di imparare qualcosa di diverso che possa poi essere anche utile nel mondo del lavoro. Ad esempio, è noto che per lavorare nel settore privato è importante avere buone capacità relazionali e queste si possono acquisire nei mesi di esperienza sul campo. Il servizio civile non dà la sicurezza di trovare un lavoro, ma - avverte Cipriani - delle chance in più. Di recente, sono stato in Puglia, in una cooperativa sociale che ha assunto il 40% delle ragazze che vi avevano prestato servizio volontario”.
La Finanziaria 2007 ha destinato al servizio civile 256 milioni di euro. “Certo, le risorse non sono mai sufficienti - ammette Cipriani - e le richieste che abbiamo avrebbero bisogno di una cifra doppia. Ma - riconosce - il governo sta facendo grossi sforzi: l'anno scorso ha dato 30 milioni in più e quest'anno, nel collegato al Dpef, ha stanziato altri 40 milioni”. Un po' di ossigeno per molti giovani e per molti enti e amministrazioni pubbliche che si avvalgono della preziosa collaborazione dei giovani del servizio civile.
12/07/2007
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