A 'Okkupati' trasmissione d'impresa nel settore artigiano

C'era una volta l'impresa familiare. E ora, invece, sono sempre di meno le aziende artigiane in cui il sapere si tramanda da padre a figlio. Vanno perduti così valori di conoscenza e professionali, ma anche valori economici. Per rimediare a questo gap, la Cna ha elaborato un progetto sulla 'trasmissione d'impresa’, che mette in contatto un artigiano esperto in procinto di chiudere e un giovane che vuole, invece, intraprendere proprio quell'attività. È questa la storia che ha raccontato il servizio di 'Okkupati', il magazine settimanale sul mondo del lavoro prodotto per la Rai dalla Palomar Endemol in convenzione con il ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, andato in onda domenica 22 luglio su Rai Tre alle 12,40.

È stato, infatti, grazie alla Cna e al progetto che si sono intrecciati i destini professionali di Luciano Zanotto, di Bologna, titolare di un laboratorio di oreficeria con 40 anni di storia e sei dipendenti, e di Giulio Trombacco, 39 anni, impegnato prima in uno studio professionale e poi consulente esterno in un'impresa di allestimenti fieristici. Trombacco all'inizio del 2005 ha deciso di mettersi in proprio, con un'azienda tutta sua e, grazie all'assistenza della Cna, ha potuto subentrare al precedente proprietario nella ditta orafa, conservando i rapporti con i clienti, con i fornitori e coi dipendenti. Nel servizio anche un commento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano: “Bisogna intervenire - ha detto - per non mortificare la dimensione della piccola impresa”.

IL VECCHIO TITOLARE CONTINUA A COLLABORARE NELLA NUOVA AZIENDA

Trombacco ha conosciuto il progetto della Cna entrando nel sito www.generazioneimpresa.com della Camera di commercio, nel quale è possibile consultare l'elenco delle aziende il cui titolare era intenzionato a lasciare l'attività per ragioni di età e senza 'eredi' interessati a proseguire il suo lavoro. Scelta l'azienda, Trombacco è stato assistito da consulenti Cna che l'hanno messo in contatto con l'imprenditore e aiutato a partire. Non si è trattato di un semplice passaggio di proprietà: il precedente imprenditore, Luciano Zanotto, è rimasto in azienda come collaboratore, un prezioso sostegno per il neo-imprenditore che può utilizzare la lunga esperienza del predecessore nel rapporto coi clienti, coi fornitori, coi dipendenti. Trombacco vive con entusiasmo questa nuova esperienza, non solo utilizzando le sue competenze di manager, ma anche applicandosi con passione al nuovo mestiere. Ha investito in nuovi macchinari e i suoi prossimi obiettivi sono lo sviluppo dell'azienda non solo verso una produzione di massa, ma anche in direzione di clienti collocati nella fascia alta del mercato dell'oreficeria.

La storia è uno dei migliori casi verificatisi all'interno di 'trasmissione d'impresa’, un progetto al quale Cna Bologna sta lavorando da tempo, grazie anche al contributo della Fondazione Carisbo. Nella provincia di Bologna, infatti, il problema del ricambio generazionale incombe su tante imprese. Circa il 33% delle ditte individuali e circa il 30% delle società di persona, a Bologna, hanno il titolare o il legale rappresentante prossimo alla pensione (over 55). Col progetto della Cna, in due anni, già un'ottantina di imprese a rischio chiusura hanno trovato l''erede’.

DAMIANO, UN FONDO PER L'AUTOIMPRENDITORIALITÀ

“Ogni anno - ha commentato il ministro Damiano ai microfoni di 'Okkupati' - chiudono molte imprese, anche perché non c'è la possibilità di passare il testimone dai proprietari ai figli o ai nipoti. E questo - ha ricordato - vale soprattutto per le aziende di piccole dimensioni del commercio e dell'artigianato, che non sempre hanno la vocazione a ingrandirsi, a quotarsi in borsa, ad avvalersi di manager o a dotarsi di strumenti in una logica anche di crescita dimensionale”. Per questo, ha ribadito il ministro, “bisogna intervenire anche per non mortificare la dimensione della piccola impresa”. “Come governo - ha spiegato Damiano - per aiutare i giovani a intraprendere attività autonome, pensiamo a un Fondo per l'autoimprenditorialità, ispirato al vecchio 'prestito d'onore’. Potrebbe essere un Fondo - ha concluso - che stanzia risorse per il cosiddetto 'passaggio tra generazioni', per incentivare i giovani a continuare l'attività familiare o intraprendere un'attività in aziende che corrono il rischio di chiudere”.


23/07/2007
 
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