Formedil, puntare su formazione per qualificare settore costruzioni

Puntare sulla formazione per qualificare il settore delle costruzioni, coniugando le formule tradizionali con la formazione continua, con l’obiettivo di adeguare sempre di più i percorsi formativi ai tempi e alle peculiarità del lavoro nei cantieri. Percorsi che vanno ripensati, sia nell’ottica dell’aumento della sicurezza e delle tutele sui luoghi di lavoro che nella logica di una più efficace integrazione dei lavoratori stranieri nell’edilizia. Questi sono solo alcuni degli obiettivi del convegno, organizzato dal Formedil, Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia, in occasione della presentazione del Rapporto 2005-2006 sulla formazione nelle costruzioni.

Negli ultimi due anni, oltre ad essere aumentato il numero di corsi realizzati, che dal 2001 al 2006 sono cresciuti dell’86%, si è registrato un forte incremento degli allievi formati, passati dai 42.059 del 2005 ai 44.639 del 2006, con una particolare crescita del numero degli immigrati. E’ diminuito, invece, il numero medio delle ore di formazione dei corsi. L’incidenza degli allievi stranieri sul totale dei formati si attesta al 15,8% nel 2005 e al 18,9% nel 2006.

Nel settore delle costruzioni, va quasi del tutto scomparendo la formazione iniziale biennale di 2.400 ore, attualmente sostituita dall’apprendistato e dalla formazione di ingresso. Per quanto riguarda la formazione per macroaree geografiche, dal rapporto Formedil emerge che al Sud, mentre diminuiscono i corsi di formazione e le ore erogate, è in aumento il numero di allievi.

“In Italia - ha spiegato il presidente del Formedil, Massimo Calzoni - ogni regione legifera in materia di formazione in modo differente e, proprio per questo, il sistema delle scuole edili potrebbe costituire per il settore delle costruzioni un collante per fare interagire le regioni e arrivare a degli indirizzi unitari. Un altro obiettivo - ha ricordato Calzoni - è quello di arrivare alla formazione ‘individuale’, azzerando l’idea di una scuola staccata dalla realtà per promuovere invece quella di una scuola più vicina a un mercato del lavoro in continua evoluzione. Si dovrà pertanto prevedere un piano generale di formazione di poche ore dirette a tutti, con la possibilità di continuare per tutti coloro che lo richiederanno, arrivando così alla modulizzazione delle competenze particolari”.

Nell’ultimo biennio, la formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi nei cantieri ha assunto un ruolo significativo arrivando a superare, nel 2006, la soglia del 50% dei corsi realizzati. Se si confrontano i dati dal 2002 ad oggi, il ‘peso’ dei corsi dedicati all’area della sicurezza cresce del 123,6%.

“L’aumento dell’attività formativa relativa alla sicurezza - ha ricordato il vicepresidente del Formedil, Mauro Macchiesi - conferma il ruolo crescente delle scuole edili in materia di salute e prevenzione del fenomeno infortunistico. La maggioranza dei corsi realizzati in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri temporanei e mobili è stata promossa in stretta collaborazione con i colleghi dei Centri territoriali prevenzione, a conferma dell’efficacia del modello degli enti bilaterali caratteristico del nostro settore. Proprio riguardo ai lavoratori stranieri - ha concluso Macchiesi - occorre aumentare il nostro impegno e, per questo, sarà necessario prevedere dei percorsi formativi di alfabetizzazione linguistica e di integrazione, tenendo conto delle specificità delle varie etnie e riconoscendo i percorsi formativi e le competenze lavorative acquisiti nei paesi di origine”.


23/07/2007
 
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