|
Auto d’epoca, per restauratori chiave inglese e tanto web
Non chiamateli meccanici. Sono i restauratori d'auto d'epoca, professionisti specializzati nelle cui officine tornano a nuova vita auto da sogno. In Italia, sono circa 50 le officine che si occupano esclusivamente di lavorazioni su auto storiche, ma sta crescendo il numero dei meccanici che dedicano un angolo dell'officina alle 'vecchie signore' della strada. “L'officina di restauro - spiega a LABITALIA Giovanni Rosi, titolare della 'Old Factory Garage' di Perugia, una delle più qualificate nel settore - non è fatta solo di meccanica o carrozzeria, ma è un insieme di tanti lavori artigianali, che comprendono anche il lattoniere, l'elettrauto, il tappezziere: è l'unione di tutti questi lavori”. Insomma, una serie di competenze artigianali. “Certo - spiega Rosi - perché non c'è la blanda sostituzione del pezzo, come sempre più spesso accade nelle auto moderne. Spesso il pezzo è da riparare o addirittura da ricostruire”.
La professione del restauratore di auto d'epoca è cambiata molto in questi ultimi anni e ora attira sempre più giovani. “Nel passato - afferma Rosi - era più facile trovare i ricambi. Ora occorre molta dimestichezza con le lingue perché la gran parte dei pezzi di ricambio viene dall'estero: basti pensare che i ricambi per le Ferrari storiche vengono dall'Inghilterra, perché la Ferrari ha ceduto il diritto di fabbricazione. E poi negli anni '50 e '60 hanno spopolato Jaguar, Aston Martin o anche vetture tedesche come la Porsche. Questo significa avere molto a che fare con quei Paesi”.
BUONA MANUALITA' SERVE SEMPRE MA NON BASTA
Insomma, fino a qualche tempo fa, bastavano una discreta manualità e una buona conoscenza della meccanica. E oggi? “La buona manualità serve sempre - precisa Rosi - e anche la buona conoscenza della vettura, solo che, spesso, per noi più giovani, questa non è data dall'esperienza, ma dalla lettura e dallo studio dei manuali, che quindi sono molto ricercati. E poi bisogna sapere navigare bene su Internet, per cercare i pezzi o le forniture giuste, saper fare le ricerche, visitare le Fiere e conoscere chi produce i vari ricambi: insomma, bisogna tenersi continuamente aggiornati”. Molti i modelli e le marche che passano nel laboratorio alle porte di Perugia. “Anche le vetture d'epoca seguono le mode - aggiunge Rosi - e ultimamente vanno molto le Porsche 356, il cui valore varia dai 30 mila ai 300 mila euro”.
L'auto più vecchia che è passata dalle officine di Perugia è una Lea Francis del 1914 (“ma in giro ce ne sono anche di più vecchie”, dice Rosi), mentre attualmente, sotto le sapienti mani dei restauratori, c'è la preziosa Lancia Astura Cabriolet del 1938, costruita per il ministero dell'Interno, con carrozzeria di Pininfarina e utilizzata da Mussolini e Hitler per la visitare Roma del Fuhrer. Sulla stessa auto il re Vittorio Emanuele III scappo' a Pescara. Più storica di così, è difficile da trovare.
UNA PASSIONE CHE DA' LAVORO A 30MILA ADDETTI
Sono più di 250mila le auto storiche circolanti in Italia, vecchie 'signore' di classe che portano nomi gloriosi ormai spariti come Bugatti o Austin Healey, o fiere antenate delle nostre Fiat, Lancia o Ferrari. Il mercato di questi veicoli (che per essere dichiarati storici devono avere almeno 30 anni di vita e per cui sono previste agevolazioni su bollo e assicurazione) è, infatti, nel nostro Paese, in forte ascesa. Subito dopo gli inglesi (i creatori del collezionismo storico), gli italiani vantano il primato mondiale del mercato delle auto d'epoca. Attorno a questi specialissimi mezzi, si muove un intero mondo: restauratori d'auto (guai a chiamarli meccanici), preparatori, carrozzieri, gommisti, club, scuderie, tappezzieri, ricambisti e accessoristica, senza contare la fiorente stampa specializzata (in Italia ci sono almeno 8 periodici dedicati all'argomento). In tutto, circa 30mila persone, fra cui 5.000 i soli 'ricambisti'. “Il mercato di questi veicoli è in continua espansione da almeno 5 anni -conferma a LABITALIA Mario Baccaglini, organizzatore del Salone di Roma - ma il fenomeno non si può ridurre a un puro fatto economico: l'auto d'epoca è innanzitutto uno status, un modo di pensare e di vivere”.
Gli appassionati, infatti, oltre ad andare alla caccia di pezzi originali spesso introvabili, si dedicano anche all'oggettistica, al cosiddetto 'vintage'. “Sicuramente gli appassionati di auto d'epoca sono intorno ai 115mila - racconta Leonardo Adessi dell'Aci Cremona, che organizza anche Rally con le auto storiche - ma, poiché è molto diffuso il collezionismo, molti di loro posseggono più di una macchina”. Parliamo di “veicoli regolarmente immatricolati - tiene a precisare Adessi - che possono anche circolare se le disposizioni regionali in materia di tutela dell'aria lo consentono”. Ma avverte Adessi: “Non è lecito comprarsi una macchina 'vecchia' solo per risparmiare”. “Si tratta di veicoli privi di marmitta catalitica - spiega - e poi l'auto d'epoca deve essere tale, e non vogliamo che questa passione sia rovinata. Per questo, bisognerà anche definire meglio cosa si intende con auto d'epoca”. Un'istanza già recepita da una proposta di legge bipartisan (porta la firma di Cesare Salvi dei Ds e di Filippo Berselli di An), che giace in Parlamento e che cerca appunto di regolamentare il settore.
28/08/2007
|
|