Enpals, più di 260mila iscritti tra artisti e calciatori

Attori, musicisti, lavoratori delle sale da ballo, doppiatori, artisti del circo, ma anche costumisti, parrucchieri dei set, truccatori e persino dipendenti delle case da gioco e sportivi di professione. È lunga la lista delle categorie di lavoratori assistiti dall'Enpals, l'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico creato nel 1947. Un ente, come recita uno spot, “al servizio di chi crea emozioni”. “Attualmente - spiega a LABITALIA Lia Ghisani, presidente dell'ente - gli iscritti all'Enpals sono oltre 260mila, dei quali circa il 90% artisti e il 10% calciatori”. Già perché tra le numerose professioni che rientrano nella sfera dell'Enpals ci sono anche quelle degli sportivi. Per loro, l'ente gestisce l'assicurazione per l'invalidità, la pensione di vecchiaia e per i superstiti in sostituzione dell'Inps. All'Enpals, contrariamente agli altri enti previdenziali, sono iscritti obbligatoriamente anche i lavoratori autonomi.

I lavoratori dello spettacolo sono attualmente divisi in tre gruppi: coloro che prestano a tempo determinato attività artistica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli (ballerini e registi ad esempio); coloro che prestano (sempre a tempo determinato) attività 'al di fuori' dello spettacolo (costumisti, truccatori e così via); coloro che lavorano nel settore a tempo indeterminato. Gli sportivi sono, invece, iscritti a un Fondo speciale autonomo, istituito presso l'Enpals. Inizialmente vi aderivano i soli calciatori e allenatori e in seguito l'obbligo di iscrizione è stato esteso a tutti gli sportivi professionisti.

GHISANI, NELLO SPORT EVASIONE STRUTTURALE

“Il tratto comune tra mondi dello sport e mondo dello spettacolo - spiega ancora Ghisani - è la saltuarietà della professione. E nel caso degli sportivi - ricorda la presidente dell'Enpals - sono le Federazioni del Coni a decidere chi è professionista e chi no. Di fatto - ammette - abbiamo solo calciatori e c'è una sottorappresentazione degli sportivi professionisti, in quanto le Federazioni fanno resistenza a concedere la qualifica di 'professionista’ proprio perché altrimenti dovrebbero pagare i contributi”. Una situazione così radicata e diffusa che porta la presidente dell'Enpals a parlare di “evasione strutturale nel mondo dello sport”.

Il sistema pensionistico dello spettacolo è tarato sulle 'giornate’ invece che sulle settimane, su cui si basa l'Inps. La copertura di un anno di contribuzione è assicurata da un diverso numero di giornate lavorate, a seconda del gruppo di appartenenza (da 120 a 312). Anche i requisiti per accedere alla pensione sono diversi: meno anni di anzianità contributiva per ballerini e calciatori, più anni per gli impiegati. Fra le prestazioni previdenziali, ve ne è anche una 'esclusiva’ dell'Enpals. L'ente, infatti, eroga una pensione di invalidità specifica, riservata a ballerini, attori, indossatori (o categorie similari) in caso di perdita di capacità di lavoro, riferita però specificatamente alla professione svolta.

FINANZE IN BUONO STATO E ATTIVE PER I PROSSIMI 30 ANNI

“Dal 2002 - spiega ancora Ghisani - l'ente ha subito un'importante ristrutturazione e, dopo che una legge ci ha assicurato la sopravvivenza, abbiamo raddoppiato gli ispettori, proprio per scovare l'evasione. Ma -ammette- rimane ancora molto da fare”. Comunque, assicura la presidente, “la situazione finanziaria dell'ente è buona”. “Ogni anno - conferma - vanno in Tesoreria i fondi dell'avanzo di gestione. E, secondo i calcoli attuariali, i nostri due Fondi sono attivi fino ai prossimi 30 anni”. Ora l'Enpals guarda al futuro. “Spettacolo e sport - dice Ghisani - sono mondi in espansione e ci aspettiamo di conseguenza una forte crescita dell'ente”.


01/10/2007
 
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