Pari opportunità: 36 aziende aderiscono a ‘Bollino rosa S.O.N.O.’

Sono 36 le aziende che, in via sperimentale, hanno aderito al ‘Bollino Rosa S.O.N.O. Stesse Opportunità Nuove Opportunità’, la certificazione volontaria che un’organizzazione privata o pubblica può ottenere se è in grado di dimostrare che adotta strategie e pratiche aziendali non discriminanti di organizzazione del lavoro. Il dato è stato diffuso nel corso del convegno ‘Stesse opportunità, nuove opportunità’.

RINALDI, GOVERNO STANZI 370 MLN EURO PER POLITICHE CONCILIAZIONE

“Il ‘Bollino Rosa’ - ha detto il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi - è un’iniziativa importantissima, visto che negli ultimi anni l’occupazione femminile presenta ancora forti fragilità. Una donna su 5, ad esempio, fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella di cui è in possesso e le retribuzioni sono inferiori a quelle dei colleghi uomini; si aggravano le condizioni di accesso al lavoro e la loro permanenza nel mercato del lavoro regolare è ancora segnata in negativo dall’evento maternità. Per contrastare questi fenomeni - ha sottolineato Rinaldi - bisogna garantire le politiche di conciliazione che favoriscano il lavoro delle donne e non ne penalizzino qualità e salario. Oltre al ‘Bollino Rosa’, però, bisogna ampliare il sistema dei congedi parentali e il part time reversibile richiesto per la cura dei figli minori a tre anni. Queste proposte hanno un onere di circa 370 milioni di euro, la cui copertura può trovare capienza nell’avanzo economico di esercizio della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti dell’Inps, che è quella in cui confluiscono anche i versamenti dei contributi relativi alle prestazioni per la maternità e che da anni presenta un risultato attivo molto superiore alla somma necessaria a coprire gli interventi. Tuttavia - ha ricordato il sottosegretario - ad oggi questa proposta non ha trovato accoglienza, in quanto ritenuta economicamente incompatibile con gli equilibri di bilancio con cui è stata costruita la Finanziaria. Ma non mi arrendo e continuerò ad insistere in tutte le sedi perché il governo si impegni, con la Finanziaria 2008, a destinare le risorse necessarie a modifiche normative che consentano una maggiore indennità per i congedi parentali e un’incentivazione del part time reversibile per lavoro di cura, affermato come nuovo diritto soggettivo”.

MENZIANI, FEMMINILE 47,4% OCCUPAZIONE SOMMERSA E IRREGOLARE

Il direttore generale del Mercato del lavoro del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, Ugo Menziani, nel corso del convegno sulle pari opportunità ha illustrato i dati relativi al lavoro sommerso femminile e irregolare. “Dalle stime della ricerca Isfol commissionata dal ministero - ha detto - emerge che l’occupazione femminile sommersa e irregolare si attesterebbe intorno a un milione e 350 mila unità, pari a circa il 47,4% dell’occupazione sommersa e irregolare totale. Al Nord il fenomeno è più evidente, registrando una percentuale pari al 64,2% contro il 31,5% del Sud. L’accesso al mercato del lavoro sommerso e irregolare nel 65% dei casi avviene attraverso reti di relazioni personali e amicali. A livello retributivo - ha aggiunto Menziani - esiste un ‘salario minimo garantito’ che si aggira mediamente attorno ai 500 euro mensili. Quanto alle motivazioni che inducono le lavoratrici ad entrare nel mercato del lavoro in condizioni di irregolarità e a rimanerci, prevale l’impossibilità di trovare un’occupazione regolare (44%)”.

TREU, CONTRO DISCRIMINAZIONI SERVONO CAMBIAMENTI LEGISLATIVI

L’indagine Isfol segnala tre principali tipologie di lavoro sommerso o irregolare: sommerso di necessità, di transizione e di convenienza. Per quasi il 43% delle donne intervistate la scelta è, infatti, dettata dall’assenza di altre opportunità di lavoro o dalla necessità di integrare il reddito (6%), mentre per le straniere dall’esigenza di un alloggio o dalla mancanza del permesso (4%). Circa il 17% delle donne, invece, percepisce la propria situazione di irregolarità come transitoria, altre trovano conveniente svolgere un’attività irregolare per non perdere i vantaggi già acquisiti (come sussidi e assegni familiari).

“Dagli elementi emersi dall’indagine - ha concluso Menziani - si possono ricavare alcune importanti indicazioni in termini di ‘policy’, come il potenziamento e la diffusione di servizi di ‘prossimità’ per migliorare il presidio del territorio, l’estensione delle forme cooperative di governance locale, il potenziamento dell’offerta di servizi a domanda individuale e della visibilità ed efficacia dei servizi per l’impiego”.

Per il presidente della commissione Lavoro del Senato, Tiziano Treu, “il problema delle discriminazioni di genere sul lavoro richiede cambiamenti legislativi”. “Dobbiamo partire dalla famiglia - ha spiegato - cambiando il modello culturale e promuovendo le politiche di conciliazione. In commissione, abbiamo indicato alcune misure da adottare, come i congedi e la valorizzazione del lavoro di cura. Ma la strada che abbiamo davanti è ancora molto lunga”.


12/10/2007
 
 Fixo, a Lecce prorogato bando per esperti Wifi intelligente
 Italia Lavoro: approvato il ‘Bilancio Sociale’
 Ites, opportunità per i giovani italo-brasiliani
 Da ‘Fixo’ in scadenza bandi università Foggia e Salento
 Contrastare crescita zero del Paese guardando alla crescita sociale

Un intervento del presidente di Labitalia, Michele Dau, sul Sole 24 Ore, in cui afferma che “solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”....

sito welfare.gov.it
 
  sito informanziani.it
 
  sito metropolisinfo.it