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Da contratti a termine a lavori usuranti, novità del protocollo welfare
Reiterazione dei contratti a termine e tetto per i lavori usuranti. Sono queste le principali modifiche apportate al protocollo sul welfare, firmato da governo e parti sociali il 23 luglio, dal Consiglio dei ministri che ha approvato il testo del disegno di legge che recepisce l'accordo. Cinque le linee di intervento definite nel ‘protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili': il completamento della riforma previdenziale, gli ammortizzatori sociali, misure per il mercato del lavoro, la competitività del sistema imprese, provvedimenti per i giovani e per le donne. Ecco, in sintesi, cosa prevede l’accordo, nella versione uscita dal Cdm.
RIFORMA PREVIDENZIALE
Gli interventi su scalone e lavori usuranti avranno un costo di 10 miliardi di euro in dieci anni, compensati all'interno di questi stessi interventi previdenziali. Si aggiungeranno, inoltre, altri 4 miliardi, che saranno reperiti negli interventi relativi alla modifica delle finestre di uscita. A queste risorse vanno aggiunte quelle coperte da una parte dell'extragettito, 13 miliardi di euro circa in 10 anni, destinati alle pensioni basse e circa 2 miliardi di euro in dieci anni per il miglioramento delle pensioni dei giovani. In totale, l'impiego complessivo di risorse per la previdenza nel decennio sarà di 29 miliardi.
DALLO SCALONE AGLI SCALINI. Nel 2008, i lavoratori dipendenti andranno in pensione a 58 anni di età e 35 di contributi e non ai 60 anni previsti dalla legge Maroni. Viene, inoltre, introdotto il sistema 'quote', ovvero la somma integrata di contributi ed età. Dal 1° luglio 2009, infatti, si andrà in pensione a 59 anni e quota 95 e a 60 anni di età e quota 96 dal 1° gennaio 2011. Per arrivare, infine, al 2013, quando sarà necessario avere 61 anni e quota 97. Requisito minimo per l'accesso al pensionamento sono i 35 anni di contributi versati.
LAVORI USURANTI. Una misura per consentire ai lavoratori impegnati in attività 'usuranti' la pensione anticipata rispetto ai requisiti che entreranno in vigore con il 'pacchetto Damiano'. Per questa voce, sono stati stanziati circa 2,5 miliardi ma salta il tetto di 5mila lavoratori all'anno. Alla concertazione il compito di stabilire i soggetti aventi diritto. I lavoratori aventi diritto, in ogni caso, saranno definiti sulla base di quelli individuati nel 'decreto Salvi' del 1999: i lavoratori impegnati nei lavori con turni notturni, quelli addetti a linee di catena e ai mezzi pubblici pesanti.
COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE. Il rafforzamento dell'impianto del sistema contributivo introdotto dalla riforma del 1995, applicando dal 2010, e poi ogni tre anni, i nuovi coefficienti di trasformazione definiti nel 2005. Si costituisce una commissione per verificare e proporre modifiche che tengano conto delle nuove condizioni economiche e del mercato del lavoro con il fine di tutelare le pensioni più basse e le carriere discontinue dei giovani.
INDICIZZAZIONE. Si pone il miglioramento dell'indicizzazione per tutte le fasce di pensioni da 3 a 5 volte il minimo fino a 2.180 euro al mese. Saranno indicizzate al 100% rispetto all'inflazione. Quattordicesima alle pensioni basse: i pensionati con oltre i 64 anni di età e con un reddito non superiore a 8.504 euro l'anno riceveranno un'erogazione supplementare legata agli anni di contributi versati.
NUOVE FINESTRE. La futura definizione, attraverso una commissione, di un intervento sulle finestre di uscita per pensione per le pensioni di vecchiaia e sulle finestre di uscita, portandole a 4, per i lavoratori che hanno 40 anni di contributi.
CONTRIBUTI E PARASUBORDINATI. Il miglioramento della prestazione pensionistica per i giovani parasubordinati aumentando, di un punto l'anno fino a tre punti, la contribuzione in quota parte maggiore sui committenti che da diritto alla pensione.
PENSIONI BASSE. Migliorano le pensioni basse dal 2008 e con un'erogazione di anticipo nel 2007.
ENTI PREVIDENZIALI. Riordino e razionalizzazione degli enti previdenziali con la presentazione di un piano industriale da parte del governo entro il 31 dicembre 2007.
DETASSAZIONE: Parziale detassazione per i lavoratori dei premi di risultato da attuarsi, nella prossima legge finanziaria con 150 milioni di euro per il 2008.
AMMORTIZZATORI SOCIALI
PROGETTO DI RIFORMA. La riforma si svilupperà nel tempo con l'obiettivo dell'unificazione dei trattamenti di disoccupazione e mobilità e l'universalizzazione degli strumenti per l'integrazione al reddito (con la progressiva estensione e unificazione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria).
INDENNITA' DISOCCUPAZIONE. L'intervento immediato prevede il miglioramento dell'indennità di disoccupazione nella durata, da 6 a 8 mesi, mentre sarà di 12 mesi per gli ultracinquantenni, e in termini di importo 60% dell'ultima retribuzione per 6 mesi, 50% dal 7° all'8° mese, 40% nei mesi successivi. Inoltre, l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti (in altre parole il sostegno al reddito per coloro che hanno contratti di lavoro a termine di breve durata) passerà dal 30 al 35% peri primi 120 giorni e al 40% per i successivi, per una durata massima di 180 giorni. In ogni caso è garantita la copertura previdenziale figurativa per l'intero periodo di godimento delle indennità, con riferimento alla retribuzione percepita.
MERCATO DEL LAVORO
CONTRATTO A TERMINE. Stabilita un'unica possibile reiterazione del contratto a tempo determinato dopo i 36 mesi. La trattativa deve effettuarsi presso le Direzioni provinciali del lavoro e dovrà avvenire alla presenza dei sindacati maggiormente rappresentativi, gli stessi firmatari dell'accordo del 23 luglio.
RAPPORTI LAVORO DISCONTINUI. Gli interventi più significativi riguardano: la disciplina del contratto a termine, il contratto a tempo parziale, l'abolizione del lavoro intermittente previsto dal decreto legislativo 276 del 2003 e il potenziamento dei servizi pubblici per l'impiego, che sono essenziali nel progetto di riforma degli ammortizzatori sociali.
DISABILI: E' previsto il miglioramento delle norme sui disabili (soprattutto il regime delle convenzioni), la conferma dell'agevolazione contributiva dell'11,5% per l'edilizia che sarà resa strutturale per favorire la diffusione del contratto a tempo indeterminato.
COMPETITIVITA’
DETASSAZIONE. Il trattamento a favore delle aziende e dei lavoratori, che contrattano il premio di risultato, viene migliorato sia aumentando la percentuale di sgravio alle imprese al 25%, sia innalzando il tetto del premio ammesso allo sgravio (dal 3% al 5% della retribuzione lorda). Nell'ambito di queste misure anche i lavoratori saranno sgravati dai contributi previdenziali e sarà garantita la pensionabilità piena del premio di risultato (oggi non prevista). Inoltre, saranno detassate quote di premio di risultato mediante lo stanziamento in legge finanziaria di 150 milioni. Sarà, inoltre, abolita la contribuzione aggiuntiva, a carico delle imprese, sulle prestazioni straordinarie, che è stata introdotta con la legge finanziaria del 1996.
GIOVANI. Copertura figurativa periodi di disoccupazione, totalizzazione e riscatto laurea. Miglioramento previdenza parasubordinati. Inoltre, saranno attivati tre fondi di rotazione per i lavoratori parasubordinati, per il microcredito e per i giovani lavoratori autonomi per un ammontare nel triennio di 150 milioni.
DONNE. Per favorire la loro partecipazione nel mondo del lavoro, il governo inserirà nella Finanziaria interventi mirati a incentivare i regimi d'orario legati alla necessità di conciliare lavoro e vita familiare, potenziando quanto già previsto dall'articolo 9 della legge 53/2000 (la legge Turco che tutela la maternità e la paternità nei luoghi di lavoro). Inoltre, si rafforzeranno le iniziative di sostegno ai servizi per l'infanzia e per gli anziani non autosufficienti. La programmazione dei fondi comunitari avrà un preciso orientamento di accompagnamento, formazione e inserimento al lavoro delle donne. Una particolare priorità sarà costituita per le giovani donne nell'ambito uno dei fondi di credito.
12/10/2007
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