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Aiuto registi, ‘comandanti del set’ durante le riprese di un film
Preparazione materiale e coordinamento di reparti e persone addette alla realizzazione di un film. Questo il delicato lavoro dell’aiuto regista, un lavoro non secondario a nessun altro, di grande responsabilità per la riuscita di un film. È l’aiuto regista, infatti, colui che predispone, in accordo con la produzione e il regista, il piano di lavorazione, tenendo conto di molteplici fattori tra cui, non trascurabile, quello del budget a disposizione, come confermano i professionisti del settore. “L’aiuto regista è, in fase di riprese, il comandante del set”, afferma Filippo Fassetta, da anni alle prese con questa professione e collaboratore di film del calibro di ‘Gangs of New York’, ‘Perduto amor’ e ‘La Terra’. “Questo - spiega - è un lavoro di grande responsabilità, da cui dipende tutta la giornata di riprese. Realizzare un piano di lavorazione giornaliero implica il coordinamento di tutti gli ‘addetti ai lavori’. Ma non solo: letto il copione, devo inserire tutti i dati rilevanti nel software ‘Movie Magic Scheduling’ per la predisposizione di un programma di riprese. La fase successiva è quella di far pervenire sul set tutto il necessario per la realizzazione di ogni scena, concordare gli orari con il direttore della fotografia e preparare tutti gli ambienti”.
Ma come si diventa aiuto regista? “Con la frequentazione di scuole specializzate”, riferisce Francesco Sperandeo, autore di film come ‘L’Inchiesta’ e ‘Exodus’. “ In Italia - continua - stanno fiorendo centinaia di scuole che preparano alla professione di aiuto regista. Ovviamente, la sola preparazione ‘accademica’ non basta. Ci vuole molta esperienza e un lungo apprendistato presso professionisti. Questo periodo di formazione direttamente sul set non solo consente ai giovani di mettere in pratica ciò che hanno studiato, ma consente loro di iniziare a prendere contatti con personalità importanti del settore e ovviamente di far notare le proprie qualità”. L’inizio è, dunque, una lunga gavetta come assistente di aiuto regista con tutte le difficoltà che in Italia questo comporta. “Iniziare come assistente implica grande umiltà - afferma Fassetta - dal momento che in Italia non è una figura propriamente ‘riconosciuta’. Questo implica che, a fronte delle molte ore di lavoro, egli non ottiene una buona paga mentre altrove, ad esempio in America, l’assistente è ben pagato”.
Anche secondo Roberto Farina (aiuto regista di Pupi Avati in film come ‘La seconda notte di nozze’ e ‘La rivincita di Natale’) il miglior approccio alla professione è la frequentazione dei set cinematografici. “Ti rechi su un set - racconta - e chiedi al regista di poter assistere alle riprese; piano piano cerchi di farti conoscere e di proporti volontariamente come assistente dell’aiuto regista. Le scuole sono molto utili - continua - ma in Italia sono molto teoriche, lasciando spesso dei vuoti per quanto riguarda la pratica. E’ pur vero che la teoria da qualche parte deve pur arrivare, però penso che l’esperienza non vada cercata in una scuola ma direttamente sul set”.
Passione, gavetta e responsabilità. Ma quali ostacoli incontra un giovane che voglia iniziare questa attività? “Non è difficile accostarsi alla professione di aiuto regista”, risponde Fassetta. “Certo - precisa - bisogna autocandidarsi, proporsi e avere umiltà, ma in generale non esiste una grande concorrenza. E’ un lavoro massacrante, che porta molti ragazzi a lasciare presto. Questo fa sì che ci sia un ricambio costante di assistenti. D’altro canto, molti preferiscono spostarsi subito alla regia lasciando spesso l’aiuto regista in difficoltà”. Per Roberto Farina, le maggiori difficoltà sono legate al primo impatto: “La prima impressione quando si arriva sul set la prima volta è che sia un mondo caotico e di conseguenza che quello dell’aiuto regista sia un mestiere caotico. C’è gente che corre ovunque, ognuno con il suo lavoro e i suoi impegni. Devi coordinare tutti e le esigenze di tutti. A volte si fa davvero molta fatica a capire dove finisce il lavoro di uno e inizia quello dell’altro”.
Che la scuola sia importante è chiaro, così come che l’esperienza sia indispensabile, ma un giovane, magari neo-diplomato, come compie il primo passo verso il mondo del cinema? “Esistono strumenti molto utili - ci ricorda Fassetta - per fare il ‘grande passo’ nel mondo del cinema. Sono dei database online in cui è possibile ‘caricare’ e aggiornare il proprio curriculum; uno di questi è ‘Internet movie database’ (www.imdb.com), ma ce ne sono altri molto validi come il ‘Trovaset’ (www.trovaset.it)”. Quanto, poi, alla Borsa nazionale dello Spettacolo, Fassetta non ha dubbi: “Trovo che sia uno strumento utilissimo, che si aggiunge agli altri, a patto però che venga maggiormente pubblicizzato. Ammetto di non averne mai sentito parlare ed è un peccato perché è una fonte utilissima per ‘reclutare’ giovani appassionati con voglia di imparare un lavoro come questo”. Francesco Sperandeo, invece, preferisce individuare i suoi assistenti in altri modi: “Quello dell’assistente è un lavoro delicato, che mi sento di affidare solo a persone di cui ho piena fiducia. Non ricorrerei a nessuno strumento on line per la ricerca di collaboratori per il semplice fatto che quello dell’aiuto regista è un mestiere molto complesso e pieno di sfaccettature. Quando ho bisogno di collaboratori il mio canale preferito sono le conoscenze: telefono a un mio collega e mi faccio dare dei nomi di ragazzi fidati che sentono vero amore per questo lavoro”.
“Ci sono tanti modi per compiere il primo passo: la cosa importante - afferma Roberto Farina - è avere molta pazienza e disponibilità e ovviamente molto amore per tutto quello che si fa. Ben venga - continua - un’iniziativa come Borsa lavoro dello Spettacolo. Può essere un ottimo strumento per iniziare a crearsi uno staff di collaboratori fidati”.
Quella dell’aiuto regista, dunque, si configura come una professione complessa ma non impossibile. Un lavoro carico di responsabilità che richiede passione e dedizione. “Ai giovani - conclude Filippo Fassetta - consiglierei di metterci tanta passione e pazienza, perché è con la gavetta che potranno arrivare in alto. Devono studiare e fare pratica; soprattutto, devono conoscere l’inglese, per aprirsi prospettive più ampie, e il software ‘Movie Magic Scheduling’, indispensabile per la realizzazione di un piano di lavoro. La gavetta è dura, lo so bene: io stesso, prima di essere aiuto regista, sono stato per 7 anni un assistente; in America, ho lavorato e mi sono formato e ho potuto lavorare con grandi registi alla realizzazione di grandi film”.
26/10/2007
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