|
Per i ragionieri l’assistenza sanitaria resta un problema
Assistenza sanitaria e pensioni per i giovani. Questi i problemi principali della Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (Cnpr). “Sono i problemi di carattere assistenziale e previdenziale comuni a tutte le categorie professionali”, spiega a LABITALIA il presidente, Paolo Saltarelli. “Ormai - afferma - gran parte dei lavoratori dipendenti gode dell’assistenza sanitaria integrativa, contrattata a livello collettivo. Per i liberi professionisti, questo compito è stato affidato dalla legge Maroni alle loro Casse di previdenza. Per questo, a giugno 2006, abbiamo adottato un regolamento che istituisce la tutela sanitaria integrativa per i nostri iscritti e stiamo aspettando che i ministeri lo approvino”.
“L’altro problema molto sentito dalla categoria - aggiunge Saltarelli - riguarda il cosiddetto ‘tasso di sostituzione’, ovvero il rapporto fra il reddito e la pensione. Anche per noi, come per le altre categorie, la pensione che si prospetta per i giovani, dopo le riforme dei diversi sistemi previdenziali, sarà molto inferiore a quella delle generazioni precedenti. La nostra riforma del 2003 ha creato i presupposti per intervenire a elevare le pensioni dei giovani, man mano che si liberano risorse”.
IN QUATTRO ANNI RISTABILIZZATO SISTEMA PER DARE RISORSE A GIOVANI
“La ‘Cnpr’ - ricorda Paolo Saltarelli - ha raggiunto l’obiettivo fondamentale di ogni ente previdenziale: la stabilità del sistema pensionistico. Nel 2003, abbiamo varato una riforma che ha introdotto il sistema di calcolo contributivo, in pro-rata, e ha limitato la generosità del sistema di calcolo retributivo previsto per i vecchi iscritti. Avevamo due priorità: dare stabilità al sistema evitando il ‘default’ cui giungono di solito i sistemi previdenziali maturi e contrastare gli effetti perversi del finanziamento a ripartizione che prima o poi, inevitabilmente, obbliga i giovani a contributi sempre più elevati per pagare le pensioni dei loro genitori, con la prospettiva, per loro stessi, di pensioni molto basse”.
“A quattro anni di distanza - sottolinea il presidente della Cassa - possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. Abbiamo ricapitalizzato il sistema e questo ci ha permesso di liberare risorse che abbiamo destinato al miglioramento delle pensioni dei giovani iscritti. Il nostro Comitato dei delegati ha approvato, nel novembre 2006, una delibera che alza di quattro punti l’aliquota di computo per gli iscritti dal 1° gennaio 2004. Così, il giovane che versa 4.000 euro di contributi, pari all’8% di un reddito di 50.000 euro, ottiene un accredito, nel proprio montante contributivo, di 6.000 euro. Avrà così, al momento della pensione, una rendita più alta del 50%”.
“Per quanto riguarda la previdenza la Cassa - conclude - garantisce le pensioni di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, di inabilità e ai superstiti. Sul fronte dell’assistenza, vengono garantiti sussidi nel caso di eventi straordinari che abbiano incidenza sul bilancio familiare e stiamo per avviare la tutela sanitaria integrativa. Gli iscritti alla Cassa sono circa 30.000, oltre a circa 2.500 pensionati che proseguono l’attività. I pensionati sono in tutto circa 5.600”.
29/10/2007
|
|