Agente spettacolo cerca un riconoscimento ufficiale

Dedizione, passione e istinto. Sono questi gli ingredienti principali dell’agente degli attori di cinema, teatro e televisione. Parola di Fiorella Giannelli, da 22 anni agente di volti italiani famosi dai 20 ai 78 anni di età. La sua agenda vanta personaggi prestigiosi delle nostre scene, come Neri Marcorè, Natasha Stefanenko (protagonista di ‘Nebbie e delitti’), Roberto Nobile (più noto come Antonio Parmesan di ‘Distretto di Polizia’), Sarah Felberbaum (protagonista della nuova ‘Elisa di Rivombrosa’ e di ‘Caravaggio’). E, ancora, Silvana De Santis, Lydia Biondi (attualmente tra i protagonisti del prossimo film di Spike Lee), Marina Giulia Cavalli (Ornella Bruni di ‘Un posto al Sole’), Giorgia Cardaci (Elena del serial ‘Raccontami’) e Anita Zagaria (Nilde in ‘Un medico in famiglia’) solo per citarne alcuni.

“Un lavoro duro - spiega - che però, in Italia, non viene ancora riconosciuto. A differenza degli altri Paesi europei, infatti, qui non esiste un albo né tanto meno una legge che regoli gli operatori del settore. Inevitabile, quindi, il proliferare di agenti poco onesti, pronti a scappare una volta riscossa la quota d’iscrizione da parte dei malcapitati attori, mettendo in difficoltà chi esercita questa professione da molti anni con serietà e coscienza. Per questo, nel 1997, è stata fondata un’associazione, ‘Lara’ (Libera associazione rappresentanti artisti), soprattutto per volontà di Roberto Romani. L’associazione si propone di raggruppare i rappresentanti e mandatari degli artisti che operano in ogni settore dello spettacolo, assume tutte le iniziative necessarie per tutelare gli interessi degli associati e facilita i rapporti tra gli operatori e vigila sul rispetto della deontologia professionale”.

“‘Lara’ - ricorda Giannelli - cura i rapporti con ogni organismo pubblico o privato operante nell’ambito di interesse della categoria, anche per contribuire all’approvazione in sede normativa di tutti i provvedimenti opportuni per la migliore disciplina e tutela dell’attività di agente o rappresentante artistico. Cerchiamo così di tutelare anche gli attori”.

SI SEGUONO VICISSITUDINI PROFESSIONALI ED ECONOMICHE ARTISTA

Per Fiorella Giannelli, è fondamentale che gli attori che si presentano alla sua agenzia abbiano fatto teatro. “Provo solo i giovani che hanno frequentato l’Accademia - dice - o che, comunque, abbiano studiato. Poi, mi affido molto all’istinto: se per me un ragazzo o una ragazza vanno bene, sono sicura che sarà così. Certo che, prima di prenderli in agenzia, preferisco vederli all’opera, magari a teatro. Una prova del nove che in genere conferma la mia prima impressione. Comunque, ai ragazzi che non hanno mai calcato le scene ma che vogliono fare questo mestiere suggerisco di studiare, indicando la scuola più adatta per loro. E’ il caso dell’ex velina Elena Barolo: ha studiato impegnandosi tantissimo”.

L’agente segue passo passo gli artisti. “Come una mamma - sostiene Fiorella - sono vicina a loro anche, e soprattutto nei momenti difficili e di debolezza. Anche se voglio sfatare il luogo comune che vede gli attori fragili. Hanno un vigore, una determinazione e un modo di affrontare la vita non comune”.

Ma qual è il compito dell’agente? “Una volta scelto l’artista - racconta Giannelli - il suo agente lo propone per un lavoro e ne segue le vicissitudini sia professionali che economiche, controllando che tutti i pagamenti avvengano in piena regola e secondo quanto pattuito. Personalmente, non faccio l’ufficio stampa però collaboro per la stesura dei comunicati stampa, contribuendo alla promozione del personaggio che seguo”.

UN'AGENZIA SERIA NON CHIEDE SOLDI PER ISCRIZIONE

“A livello economico - sottolinea Fiorella Giannelli - un’agenzia seria non chiede soldi per l’iscrizione. In genere, all’agente spetta il 10% del cachet che l’artista pattuisce con la produzione cinematografica, teatrale o televisiva che sia e il 20% in casi di prestazione professionale per spot pubblicitari. La somma che riceve l’agenzia, poi, non va assolutamente detratta dal guadagno dell’attore”.

Negli anni, come è cambiata la professione dell’agente? “Quando ho cominciato - ricorda Fiorella - se c’era un cast, l’attore interessato si presentava direttamente alla produzione nel giorno dei provini. Le nuove tecnologie hanno migliorato il nostro lavoro. Prima, ad esempio, per poter firmare un contratto bisognava vedere la bozza che veniva portata da un incaricato, rimandarla indietro e poi riceverla nuovamente con le eventuali modifiche. Adesso, con le e-mail, è tutto più semplice e più rapido. Resta, ovviamente, il problema dei cellulari ‘grazie’ ai quali sono sempre reperibile, in ogni ora del giorno e della notte”.


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