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Catania: al via 37 tirocini per beneficiari dell’indulto
Con 18 tirocini avviati nel mese di ottobre, anche a Catania sono ormai a pieno regime le attività del progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, dove sono stati avviati 37 tirocini complessivi per altrettanti beneficiari del provvedimento di indulto varato poco più di un anno fa dal Parlamento. Una concessionaria automobilistica, un’impresa di pulizie, un’azienda multiservizi (dalla distribuzione di carburante alle ristrutturazioni edilizie): sono queste le realtà produttive che hanno già messo i primi tirocini a disposizione del progetto promosso dai ministeri del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro. Gli altri tre saranno ospitati da un autolavaggio, da un ristorante e da una casa di riposo.
I tirocinanti catanesi sono quasi tutti uomini, prevalentemente di età inferiore a 40 anni. Sono complessivamente circa 200 i potenziali beneficiari del progetto, come spiega Manuela Mantineo, coordinatrice del progetto in Sicilia, vale a dire tanti quanti sono gli ex detenuti già presi in carico dal Comune. “Fondamentale - sottolinea Mantineo - la collaborazione con le centrali cooperative e in particolare con Confcooperative. Proprio come a Messina, dove il progetto è in fase di definizione dopo la firma del protocollo con il Comune: anche nella città dello Stretto il progetto sta lavorando fianco a fianco sia con Confcooperative che con Legacoop”.
“Un primo importante risultato in termini di occupabilità dei soggetti indultati in Sicilia viene da Catania - dice Edoardo Barbarossa, consigliere regionale Confcooperative e presidente del Consorzio Sol.Co. - dove, grazie all’attività svolta dal Comune, dall’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna) di Catania e dai Consorzi Sol.co. Catania - Rete di imprese sociali siciliane e Idea Agenzia per il lavoro, alcuni beneficiari del progetto sono stati avviati in tirocinio presso le aziende Siciliana Carbonio, BiAuto, Dusty. La sinergia fra istituzioni, Terzo settore e ‘Azione for profit’ produce effetti positivi e duraturi attraverso la formula del collocamento mirato, grazie all’azione propulsiva del progetto di cui è titolare Italia Lavoro”.
Dal canto suo, Renato Briante, direttore del Focal Point di Catania (l'ente operativo del Distretto socio-sanitario catanese), spiega così la genesi e lo sviluppo del progetto nel capoluogo siciliano: “A seguito dell’approvazione del provvedimento di indulto, l’assessorato Politiche Sociali del Comune di Catania ha avviato una iniziativa integrata attorno al Distretto socio-sanitario con lo scopo di garantire a tutti i cittadini coinvolti una presa in carico funzionale al miglior inserimento sociale e lavorativo. Al contempo, l’intervento ha assicurato una regia per uniformare le azioni rivolte agli indultati con quelle previste per tutte le categorie di cittadini con problemi di accesso al mondo del lavoro, contrastando tanto il fenomeno della recidiva quanto l’insorgere di tensioni nel contesto sociale, nella logica delle pari opportunità e nel rispetto della programmazione locale”.
“Hanno aderito all’iniziativa del Comune di Catania - ricorda Briante - il Distretto socio-sanitario n. 16, l’azienda Usl3, le reti della cooperazione sociale, associazioni di Categoria, sindacati e il ministero della Giustizia (Uepe, Centro Giustizia minorile, Istituti penitenziari ). In questo modo, si sono potuti valorizzare e ampliare alcuni progetti già avviati con successo in ambito del Piano di Zona, con le cooperative Idea Lavoro e Lavoro solidale, nonché i numerosi modelli in corso di sperimentazione sul territorio”. In questo quadro, si inserisce 'Lavoro nell'inclusione sociale': “Il protocollo sottoscritto con Italia Lavoro - prosegue Briante - ha permesso di rafforzare l’identità del processo integrativo, favorendo una partecipazione più ampia e condivisa non solo della componente cooperativistica, ma anche delle aziende profit, aumentando la platea di offerta di lavoro. La maggiore competitività del mercato del lavoro per i soggetti deboli ha favorito il raggiungimento di inserimenti più duraturi e permanenti, in grado di andare oltre la logica, pur positiva, del tirocinio formativo o della borsa lavoro, rendendo più credibile l’inclusione sociale e lavorativa come programma operativo del Distretto e non soltanto alla stregua di provvedimento tampone”.
07/11/2007
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