|
Da progetto ‘Indulto’ 312 avviamenti a tirocinio e 12 reti territoriali
E’ ormai trascorso oltre un anno dal provvedimento legislativo che ha introdotto uno sconto di pena di tre anni per i reati commessi fino al 2 maggio 2006. Il progetto promosso dal ministero del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia, con l'assistenza tecnica dell'agenzia governativa Italia Lavoro, pensato come azione sperimentale di accompagnamento, varato formalmente a ottobre, ha iniziato la propria attività concreta nei territori.
Un bilancio, a circa a sei mesi dalla scadenza programmata è necessario. Diciotto assunzioni e 312 tirocini avviati in poco più di quattro mesi. Vale a dire poco più di un assunto a settimana e oltre 3 tirocini partiti ogni giorno. Il progetto si chiama 'Lavoro nell'inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell'indulto' e ha attivato i primi tirocini, a giugno. Con l'obiettivo di raggiungere, avendo a disposizione risorse per 2.000 tirocini formativi, i beneficiari dell'indulto nelle aree metropolitane: Torino, Milano, Genova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Cagliari, Palermo, Catania, Messina.
PREVISTI CONTRIBUTI ECONOMICI PER LAVORATORI E IMPRESE
Il progetto, che punta a migliorare le competenze delle persone uscite dal carcere attraverso tirocini formativi di 4 o 6 mesi, prevede misure di sostengo al reddito per i beneficiari, ma anche incentivi economici per le aziende coinvolte. I beneficiari, seguiti da un tutor durante tutto il percorso, ottengono, infatti, un sostegno al reddito di 2.700 euro (450 euro al mese per un massimo di 6 mesi o 675 euro al mese per un massimo di 4 mesi). Ma anche le aziende che decidono di assumere i tirocinanti ricevono un contributo di 1.000 euro per le attività di formazione. E, in caso di assunzione prima della fine del percorso formativo, il contributo destinato al lavoratore per i mesi di tirocinio non svolti andrà all'impresa stessa. È, inoltre, possibile, cumulare il beneficio con altre agevolazioni previste a livello nazionale o locale. Un vero e proprio 'sistema delle convenienze’ per lavoratori e imprese, che aderiscono a una 'carta dei servizi', con cui si impegnano a valorizzare l'esperienza del tirocinio formativo come occasione di reinserimento socio-lavorativo. Il progetto 'Indulto' rappresenta anche un'occasione per favorire la qualificazione dei servizi pubblici e privati per l'inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed ex detenute e per promuovere le politiche dell'occupazione e di sostegno al reddito sul territorio. Al progetto collaborano le regioni, le province, attraverso i servizi per l'impiego, e i comuni, in particolare con i servizi sociali. Operatori pubblici e privati, enti locali, parti sociali, Terzo settore, privato sociale, infatti, sono coinvolti nel recupero e nella valorizzazione delle esperienze degli ex detenuti.
LA GOVERNANCE E LE STRUTTURE OPERATIVE TERRITORIALI
La pianificazione e la gestione delle attività sul territorio si basa sull’attivazione di una struttura organizzativa incentrata, in ogni territorio, su un organismo istituzionale di livello strategico (tavolo di indirizzo) e su una struttura operativa che opera secondo le linee di indirizzo definite dal tavolo. Il tavolo coordina e indirizza il lavoro dei territori sul progetto e tende, per quanto possibile, ad assumere compiti di governance di tutti i progetti, nazionali e/o territoriali, che a vario titolo sono presenti sul territorio e possono essere utilizzati a favore dei beneficiari dell’indulto.
Al Tavolo di indirizzo partecipano, generalmente, i rappresentanti di: amministrazione regionale, provinciale e comunale; referente territoriale del ministero della Giustizia; Italia Lavoro; altri soggetti territoriali. Il Gruppo territoriale operativo (GTO) è costituito presso i servizi per l’impiego della provincia, in cui il referente territoriale, operatori dei centri per l’impiego e operatori di Italia Lavoro gestiscono congiuntamente le azioni in cui si struttura l’intervento. I compiti del GTO consistono nella: programmazione delle attività di incontro domanda-offerta; monitoraggio delle azioni e dei risultati; interfaccia tra i diversi soggetti della rete territoriale che sono coinvolti nelle attività.
Il livello raggiunto dalla concertazione tra gli attori presenti al tavolo di indirizzo e l’integrazione di risorse e competenze che avviene nel Gruppo territoriale operativo sono fondamentali per la realizzazione delle azioni di progetto e rappresentano di per sé un risultato dell’intervento poiché garantiscono l’instaurarsi sul territorio di un sistema in grado di gestire con successo, anche in seguito, le situazioni relative al rapporto tra carcere e lavoro.
31 TIROCINI A FIRENZE, 10 ASSUNZIONI A VENEZIA E BUONI RISULTATI NEL SUD
Dei 312 tirocini avviati al 31 ottobre dal progetto 'Indulto', 31 riguardano il territorio di Firenze, dove sono state effettuate 4 assunzioni. Al Nord si registrano, inoltre, 39 tirocini a Torino, 14 tirocini a Genova (più 3 in fase di attivazione) e 14 a Venezia, dove si segnalano anche ben 10 assunzioni di indultati che hanno aderito al progetto. E, ancora, 17 tirocini a Bologna (più 2 in partenza) e 2 a Milano. Mentre i tirocini non sono ancora partiti a Trieste.
Spostandosi verso il Centro, a Roma, sono 57 gli ex detenuti beneficiari dell'indulto che hanno già avviato il tirocinio in cooperative del territorio romano attive in diversi settori, da quello agricolo a quello dei servizi alla persona, sanità, servizi alle imprese, informatica. Per 4 di loro, il tirocinio si è trasformato in assunzione.
Soddisfacenti i risultati del progetto anche al Sud, dove i tirocini avviati sono 35 a Bari e 37 a Catania. A Cagliari, i tirocini avviati sono in tutto 24.
07/11/2007
|
|