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Enpaf, in meno di 5 anni raccolti 656 mln per farmacisti
“In meno di 5 anni grazie a una politica gestionale improntata al massimo rigore l’Enpaf ha raggiunto l’obiettivo di mettere da parte 656 milioni di euro”. Così Emilio Croce, presidente dell’Enpaf, ente nazionale previdenza assistenza farmacisti. “Siamo, inoltre, riusciti a stabilizzare la spesa per pensioni, la cui crescita è ormai determinata, in larga prevalenza, dal periodico adeguamento degli importi alle variazioni dell’indice Istat dei prezzi al consumo ed è migliorato il rapporto contribuenti-pensionati, attualmente pari a 2,6. Tali risultati sono confermati sulle valutazioni attuariali che nel rispetto delle direttive ministeriali, si estendono nel medio-lungo periodo”. All’inizio di ottobre, l’Enpaf contava 74.173 iscritti. Tra questi, i percettori di pensione sono 25.981.
“L’Enpaf, ma bisognerebbe dire più correttamente, la Fondazione Enpaf, denominazione assunta nel 2000 al momento della sua trasformazione in soggetto di diritto privato - precisa Croce - è l’ente preposto alla gestione della previdenza obbligatoria in favore dei farmacisti. La Fondazione provvede poi a erogare l’indennità di maternità alle iscritte (siano esse disoccupate, titolari di farmacia, socie, associate agli utili o libere professioniste) quando non ricevano indennità da altro ente o istituto per la gravidanza e il puerperio. La legge estende l’indennità al caso di aborto nonchè all’adozione e all’affidamento”.
“Ci sono poi le prestazioni assistenziali - continua il presidente Enpaf - indirizzate a favore di alcune categorie di iscritti e familiari che si trovino in condizioni di particolare bisogno economico. Possono essere raggruppate in due categorie: prestazioni continuative a favore di iscritti o familiari, anziani e in situazione di difficoltà economica, a favore di iscritti con figli disabili e le prestazioni straordinarie ‘una tantum’ dirette a dare copertura ad eventi che incidono in misura determinate sul reddito dell’iscritto (è il caso, ad esempio, delle spese mediche). Tra le prestazioni previdenziali, vanno anche ricomprese le borse di studio erogate a favore dei figli degli iscritti”.
PROFESSIONE IN UNA FASE IMPORTANTE DI TRANSIZIONE
“La professione farmaceutica - continua Croce - sta attraversando la transizione più delicata della sua storia, al termine della quale il servizio conoscerà probabilmente qualche significativo cambiamento, sulla spinta, in particolare, dell’incontrastato primato che viene riconosciuto da tutte le istituzioni alle istanze del mercato e dell’iniziativa economica”. “Anche un settore come quello farmaceutico - spiega a LABITALIA - che per le sue implicazioni etiche dovrebbe essere sottratto a logiche puramente mercantili, corre il rischio di essere ‘governato’ in futuro soltanto o in larga prevalenza da queste. Non mi sembra una deriva positiva, almeno in termini di tutela della pubblica salute. L’introduzione degli sconti sui farmaci da banco, la liberalizzazione, i continui richiami dell’Antitrust per ulteriori aperture del mercato dei farmaci, le stesse linee di indirizzo che vengono dalla Ue sembrano andare tutte nell’unica direzione di generare le condizioni favorevoli a vendere più farmaci a minor prezzo, rendendone l’acquisto più facile ai consumatori”.
“Gli esercizi farmaceutici - sostiene Croce - sono una risorsa strutturale che gode di una fiducia quasi plebiscitaria da parte degli stessi cittadini: pensare di smantellarne la rete, o comunque di rinunciare al loro ruolo e funzione, sarebbe dunque un’autentica follia. Al contrario, una rete che funziona, che dà risposte affidabili ed economiche alla domanda di salute dei cittadini deve essere non solo preservata, ma potenziata e sviluppata. A mio giudizio, esistono ampi margini per ricercare e trovare soluzioni equilibrate che consentano di intervenire sul servizio farmaceutico, preservando il mantenimento della rete, valorizzando la professionalità dei farmacisti e sviluppando la quantità e qualità dei servizi. E’ confortante che anche il ministro della Salute abbia reiteratamente indicato le stesse prospettive e gli stessi traguardi. L’auspicio è che alle parole seguano i fatti, in tempi accettabili”.
12/11/2007
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