Da consigliere parità bilancio Anno europeo

Un anno che ha rimesso al centro la questione delle pari opportunità e, in particolare, delle discriminazioni di genere. E’ il bilancio del 2007, l’Anno europeo delle pari opportunità per tutti, tracciato in occasione dell’incontro promosso a Roma dalla rete delle consigliere di parità, che fa capo al ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. Una due giorni dedicata, infatti, a fare il punto sulle azioni svolte ma soprattutto sulle prospettive e che ha visto riunite attorno a un tavolo quattro donne sottosegretario: Donatella Linguiti (Diritti e Pari opportunità), Franca Donaggio (Solidarietà sociale), Maria Chiara Acciarini (Politiche per la famiglia) e Rosa Rinaldi (Lavoro e Previdenza sociale). Al dibattito introduttivo, coordinato da Isabella Rauti, consigliera nazionale di parità, hanno partecipato tra gli altri anche Ugo Menziani, direttore generale per il Mercato del Lavoro del ministero del Lavoro, Sergio Trevisanato, presidente dell’Isfol, Maria Pia Camusi, responsabile settore lavoro del Censis.

“Abbiamo conquistato strumenti per la partecipazione delle donne - ha affermato Rosa Rinaldi - ma occorre rimettere in moto il tema della democrazia, dando un segnale forte della presenza femminile”. Non solo. “Alle analisi dei dati sulla presenza delle donne nel mercato del lavoro - ha avvertito - occorre poi dare risposte. E le politiche per la pari opportunità non possono essere a costo zero”. Di risorse ha parlato anche Donatella Linguiti, sottolineando l’opportunità di promuovere “una vera e propria Finanziaria di genere, un bilancio in cui emerga l’analisi delle risorse disponibili e degli utilizzi che ne vengono fatti: questo ci permette di valutare le ricadute delle politiche sugli uomini e sulle donne”.

Per Franca Donaggio, “occorre radicare nelle politiche l’idea che l’avanzamento dei diritti individuali rappresenta una condizione per la crescita dell’intera società e rimettere in moto la politica delle pari opportunità: è una delle questioni vere della qualità democratica di un paese”. Di anno di ‘svolta’ ha parlato anche Maria Chiara Acciarini, sottolineando l’importanza di avere poi “un progetto a medio termine” e ricordando che promuovere le pari opportunità, in Italia, “significa semplicemente applicare l’articolo 3 della Costituzione”. Da tutte e quattro, poi, è arrivato un monito: la riforma elettorale deve garantire una reale rappresentanza femminile.

A ricordare come le norme che recepiscono il protocollo sul welfare contengano un richiamo alle pari opportunità è stato Ugo Menziani: “Le donne figurano al primo posto tra i target su cui il governo pone un’attenzione importante. Del resto, l’attenzione alle pari opportunità è una costante nell’attività del ministero, incentrata sulla collaborazione stretta nel territorio con regioni e province”. Anche Sergio Trevisanato ha sottolineato l’importanza di “sinergie e approfondimenti su temi chiave non solo della società civile, ma anche dell’agenda politica italiana ed europea”. “Il lavoro svolto dovrà proseguire in futuro - ha detto - perché costituisce un patrimonio da valorizzare quale chiave di lettura di un sistema in continuo cambiamento”. Per Isabella Rauti, “l’Anno europeo è un’occasione in più per svolgere iniziative specifiche e per questo si corre un rischio celebrativo: la questione di genere, invece, deve conservare centralità all’interno dell’agenda e delle politiche del governo”.

Un bilancio dell’attività svolta dalla rete delle consigliere di parità è stato tracciato da Maria Pia Camusi. “Se la condizione della donna nel mercato del lavoro è migliorata, ma i problemi veri, come il gap retributivo, le discriminazioni e gli stereotipi, ancora esistono, questo significa - ha spiegato - che c’è una domanda sociale verso il ruolo delle consigliere di parità. In particolare, deve essere rafforzata la dimensione di ‘sistema’ della rete, sviluppandone e razionalizzandone la presenza nel livello pre-politico delle decisioni”. Una rete, quindi, che ha funzionato come “una minoranza trainante” e che “ha dato visibilità al tema della discriminazione e agganciato la sua attività a questioni civili - ha concluso Camusi - come una forza sociale”.


14/11/2007
 
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