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Enpapi, rivedere normativa per infermieri assicurati
Rivedere la normativa per soddisfare al meglio i bisogni degli assicurati. A chiederlo è Mario Schiavon, presidente dell’Enpapi, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica. “La libera professione - ricorda - può essere esercitata in forma individuale, associata e come socio lavoratore di cooperative sociali con rapporto di lavoro autonomo. E proprio su queste due ultime tipologie si sono create, soprattutto nell’ultimo periodo, problematiche derivate, in larga parte, dalla specificità di svolgimento della professione infermieristica, nonché dallo sviluppo della libera professione. Le criticità più rilevanti si sono riscontrate nell’esercizio della professione svolto in favore di strutture pubbliche o private, sia per le modalità contrattuali adottate sia per la forma effettiva di svolgimento della funzione di assistenza”.
“Gli studi associati e le cooperative sociali - continua Schiavon - sono gli unici soggetti a cui la pubblica amministrazione può conferire l'incarico avente ad oggetto attività infermieristica. La possibilità di conferimento di incarichi ad personam incontra, infatti, l’ostacolo di una disciplina fortemente limitativa. Un’altra problematica riguarda l’utilizzo di contratti di collaborazione a progetto. Tale istituto non risulta applicabile a coloro che esercitano le professioni intellettuali. Se da un lato si comprende come il lavoro a progetto sia un’evoluzione naturale del contratto di collaborazione coordinata e continuativa, occorre affermare che ambedue le tipologie, per una delle quali, peraltro, esiste un espresso divieto normativo, non rappresentano modalità di corretto esercizio di una professione intellettuale”.
PREVISTA ANCHE TUTELA PREVIDENZIALE COMPLEMENTARE
“L’Enpapi - osserva Mario Schiavon - sta estendendo il proprio ambito di attività, ricomprendendovi anche la tutela previdenziale complementare. Recentemente ha deliberato l’adesione al ‘Fondo Sanità’, facendo proprio l’auspicio dello stesso ministro del Lavoro, Cesare Damiano, affinchè tale organismo rappresenti un volano per l’ulteriore diffusione della previdenza complementare, aperta non solo ai liberi professionisti operanti in ambito sanitario, ma anche a coloro che esercitano in forma subordinata”.
“Il soddisfacimento dei bisogni degli assicurati - dice il presidente - è stato perseguito attraverso lo sviluppo delle relazioni con il Parlamento, con il governo, con i ministeri vigilanti e con le istituzioni in genere, riaffermando l’accreditamento politico dell’Ente. L’obiettivo è quello di diffondere le iniziative di legge che hanno rilevanza per l’Ente e per la professione. Gli incontri e le iniziative promosse in ambito locale hanno fornito l’opportunità di ascoltare direttamente esigenze e problematiche emerse a livello locale, per trasferirle in interpellanze, proposte, progetti di livello nazionale, affinché possano avvantaggiarsene tutti gli assicurati”.
Il numero degli assicurati Enpapi attivi al 12 settembre 2007 è pari a 12.650. L'andamento nel tempo, dal 1998 al 2007, evidenzia un tasso di crescita, “specchio - conclude Schiavon - di un analogo processo sviluppatosi all'interno della professione, che ha condotto a raddoppiare, negli ultimi nove anni, il loro numero”.
16/11/2007
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