Damiano: “Con ‘Fixo’ 60 mln euro per occupazione laureati”

“Esiste una forte domanda di valorizzazione del capitale umano da parte non solo delle imprese ma anche dei neo-laureati, che si interrogano su un mondo del lavoro che non conoscono, di cui non comprendono bene le caratteristiche e di cui ignorano spesso le modalità e le forme di accesso. Il giovane che ha portato a termine il percorso di studi deve quindi essere aiutato ad affrontare questa nuova situazione e in tal senso il programma ‘Fixo’ nasce proprio dall’esigenza di mettere a confronto due mondi (le università e il mercato del lavoro nel suo complesso) che sembrano parlarsi poco o perlomeno parlare lingue differenti, incanalati su binari paralleli che pur guardandosi non riescono ancora a incrociarsi efficacemente”. Con queste parole il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha presentato a Milano il programma ‘Fixo’ (Formazione e innovazione per l’occupazione), promosso e sostenuto dal ministero del Lavoro e della Previdenza sociale (direzione generale per le Politiche per l’orientamento e la formazione) e attuato da Italia Lavoro.

Nel corso della conferenza stampa organizzata all’Università ‘Bocconi’, Damiano ne ha illustrato gli aspetti qualificanti e le azioni principali, spiegando che ‘Fixo’ “è una grande opportunità per la fase di sperimentazione in cui il mercato del lavoro e la situazione universitaria si trovano”. “Studenti, laureandi e laureati - ha detto - esprimono una forte domanda di concretezza su questi temi ed è con piacere che oggi si presenta un programma nel quale i numeri sono molto significativi: 60 università coinvolte, oltre 60 milioni di euro nel complesso investiti, sostegno a 75 progetti di impresa legati all’innovazione e all’occupazione altamente qualificata, 1.000 percorsi formativi ed esperienziali per formare figure professionali in grado di facilitare processi di innovazione nel contesto produttivo”.

‘Fixo’ supporta gli atenei nello sviluppo del nuovo ruolo di intermediari del mercato del lavoro assegnatogli dalla legge 30 del 2003, fornendo assistenza per la creazione di strutture (gli uffici di placement) in grado di offrire a persone e aziende servizi specialistici come l’informazione, l’orientamento, la formazione, i tirocini di inserimento lavorativo, i percorsi di accompagnamento al lavoro, l’analisi dei fabbisogni professionali, la pre-selezione e selezione dei laureati. Il programma supporta, inoltre, gli atenei nella realizzazione di itinerari di formazione specialistici per la nascita di figure professionali in grado di agevolare e favorire l’innovazione all’interno delle aziende e sostiene con risorse economiche, formative e professionali la trasformazione dei ricercatori in imprenditori attraverso progetti di business orientati all’innovazione (spin off).

Come ha sottolineato Vera Marincioni, direttore generale per le Politiche per l’orientamento e la formazione del ministero del Lavoro, “‘Fixo’ ha lo scopo di realizzare una virtuosa integrazione tra università, imprese, sistema della ricerca e politiche di sviluppo regionali e nazionali”. “Gli obiettivi principali - ha aggiunto - guardano sia alle aziende, con la finalità di abbatterne costi e tempi della ricerca di personale altamente qualificato e di massimizzarne l’aderenza ai fabbisogni professionali, sia ai giovani, per aiutarli a trovare un’occupazione coerente con gli studi effettuati riducendo il periodo che intercorre dal conseguimento della laurea”.

‘Fixo’ sviluppa quattro azioni di sistema volte a colmare il gap degli atenei italiani rispetto agli standard europei sul fronte dei servizi utili all’ingresso nel mondo del lavoro dei laureati. Le prime due azioni, sulle quali il ministero del Lavoro investe circa 45 milioni di euro, hanno come obiettivo principale il potenziamento degli uffici di placement all’interno delle università per offrire servizi specialistici per l’incrocio domanda/offerta sia agli studenti sia alle imprese. Con la terza azione, altri 15 milioni di euro circa servono a finanziare percorsi di formazione per i neo-laureati, mirati alla nascita di nuove figure professionali che favoriscano l’innovazione delle aziende. I percorsi di formazione, strutturati attraverso una proficua collaborazione tra università e sistema della produzione, hanno una durata di 6-8 mesi e permettono ai giovani coinvolti di sviluppare conoscenze e capacità volte ad agevolare il trasferimento di tecnologie e prodotti della ricerca dall’ateneo all’impresa. Per i neo-laureati, è previsto un sostegno economico di 500 euro al mese per l’intero periodo del corso, che salgono a mille euro per chi si trova fuori sede. La quarta azione è, invece, pensata per sostenere la trasformazione dei ricercatori in imprenditori. Il ministero del Lavoro ha, infatti, stanziato circa 3,5 milioni di euro per la copertura finanziaria di progetti di business orientati all’innovazione derivanti dalla ricerca universitaria (spin off). Ogni progetto d’impresa approvato riceverà un finanziamento di 30 mila euro.


20/11/2007
 
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