|
Abruzzo, 1.026 i lavoratori coinvolti da programma ‘Pari’
Sono 1.026 i lavoratori coinvolti in Abruzzo in ‘Pari’, il Programma d’azione per il re-impiego di lavoratori svantaggiati realizzato con il supporto dell’agenzia tecnica governativa Italia Lavoro. Il Programma è stato approvato dal ministero del Lavoro con uno stanziamento di risorse finanziarie pari a 3.970.000 euro, al quale si è aggiunto il cofinanziamento regionale per circa 5 milioni di euro, finalizzato interamente a sostenere la stabilizzazione dei lavoratori attraverso pacchetti di incentivi per l’occupazione.
FABBIANI, CONTINUEREMO CON CONSOLIDAMENTO METODI E STRUMENTI
“Sul territorio - spiega a LABITALIA Fernando Fabbiani, assessore regionale al Lavoro, Formazione Professionale, Istruzione e Diritto allo Studio - c’è stata una vera integrazione tra gli indirizzi pervenuti dal livello nazionale, la programmazione regionale e l’operatività dei servizi territoriali. La collaborazione e la complementarietà dei soggetti che operano nei diversi livelli istituzionali hanno di fatto realizzato una sinergia di interventi che, ottimizzando le risorse, ha facilitato i percorsi di reinserimento lavorativo”.
E proprio il rapido conseguimento dei reinserimenti lavorativi ha convinto la regione a proseguire con il Programma ‘Pari’. “Pensiamo di continuare - annuncia Fabbiani - con il consolidamento e la raffinazione del sistema di metodi e strumenti. Un lavoro sperimentato dal programma al fine di rendere strutturale l’intervento, anche con la messa in campo di nuove attività che possano contribuire al perseguimento dell’obiettivo di combattere la precarietà del mercato del lavoro, le disparità territoriali e di favorire l’equità sociale in coerenza con gli obiettivi della rinnovata Strategia di Lisbona”.
“I lavoratori coinvolti dal Programma ‘Pari’ - ricorda l’assessore Fabbiani - sono in parte provenienti da differenti situazioni di crisi e percettori di indennità legate allo stato di disoccupazione, in parte appartenenti alla categoria dei lavoratori svantaggiati non percettori di alcuna indennità, ai quali il programma ha destinato sostegni economici. Non ci sono state categorie di lavoratori più interessate dal Programma rispetto ad altre - ha sottolineato - in quanto su tutti i lavoratori coinvolti è stata creata una rete di servizi e sostegni tarati sulla specifica condizione del lavoratore, che ha consentito di sviluppare percorsi di reimpiego accompagnati da misure economiche mirate a colmare la particolare debolezza del target considerato”.
231 CON SUSSIDIO FINANZIATO DA REGIONE
Dei 1.026 soggetti coinvolti dal Programma ‘Pari’ in Abruzzo, 633 sono percettori di sussidi o indennità legati allo stato di disoccupazione: si tratta, in particolare, di 209 percettori di ammortizzatori sociali in deroga alla norma (con accordi raggiunti entro il 15 agosto 2005), 193 titolari di indennità di mobilità ordinaria, 231 lavoratori impegnati in lavoro socialmente utile con sussidio finanziato dalla regione. Altri 249 lavoratori, invece, non percepiscono alcuna indennità e, con l’avvio delle azioni previste dal programma, hanno ricevuto un contributo all'inserimento lavorativo in forma di sussidio speciale di 450 euro al mese per 10 mesi.
Mentre i restanti 144 sono ultracinquantenni, licenziati per esubero di personale e collocati in lista di mobilità. Sulla base dei criteri fissati dalla regione Abruzzo, le azioni sono state inizialmente avviate su 730 lavoratori. Dopo 19 mesi, il 58,3% risultava stabilizzato (426 persone). Inoltre, a solo un mese dall’inserimento nei percorsi di reimpiego di un ulteriore gruppo di 296 lavoratori, sono stati stabilizzati altri 26 soggetti.
IRANO, FRUTTO COOPERAZIONE FRA TUTTI ATTORI ISTITUZIONALE
“Il positivo risultato raggiunto - dichiara Angelo Irano, responsabile nazionale del ‘Programma Pari’ - è frutto della cooperazione fra tutti gli attori istituzionali: ministero, regione (l'assessore regionale al Lavoro ha fortemente creduto nel modello proposto dal progetto, impegnandosi in prima persona per il suo buon esito), province, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, che hanno reso disponibili, ognuno per il proprio ambito di competenze, politiche e risorse che hanno inciso in maniera determinante sull’efficacia dell’intervento”.
“La complementarietà e la sussidiarietà fra i diversi livelli di governo del mercato del lavoro -prosegue Irano - hanno consentito di creare intorno al lavoratore un’adeguata rete di supporto (composta da 15 sportelli di ricollocazione presso altrettanti centri per l’impiego, presso i quali hanno operato circa 60 operatori), in grado di affrontare con efficacia i problemi occupazionali anche delle categorie di lavoratori più difficilmente ricollocabili, in quanto da molto tempo fuori dal mercato del lavoro”.
IN ITALIA COINVOLTE 18 REGIONI E CIRCA 100 CENTRI IMPIEGO
‘Pari’ coinvolge 18 regioni e circa 100 centri per l’impiego dislocati su tutto il territorio nazionale. L'obiettivo del programma è promuovere e supportare la ricollocazione di lavoratori disoccupati o in mobilità, soggetti a rischio di esclusione sociale come immigrati e detenuti o ex detenuti, over 50 e donne. L’adesione al Programma è volontaria e per chi aderisce si prevede un ‘sistema delle convenienze’, cioè voucher formativi o specifici sostegni al reddito di cui i partecipanti potranno beneficiare per la durata del programma. In sostanza, i voucher sono buoni dell’importo massimo di 1.000 euro lordi, da spendere in iniziative formative, come corsi e tirocini presso enti accreditati, al fine di incrementare le opportunità di inserimento lavorativo.
Per i lavoratori che non sono percettori di sussidi o indennità, il Programma ‘Pari’ prevede un assegno di 450 euro al mese per un massimo di 10 mesi. Se il lavoratore viene assunto prima dello scadere di questo periodo, la somma residua verrà erogata al datore di lavoro, perché il sistema delle convenienze prevede anche incentivi all’occupazione e agevolazioni contributive per chi assume lavoratori di specifiche categorie.
23/11/2007
|