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Eppi, verso ente a favore dei liberi professionisti tecnici
“L’Eppi, ente di previdenza a favore di tutti i periti industriali liberi professionisti, è nato con la riforma Dini, che ha dato la possibilità a categorie sprovviste di una copertura previdenziale di avere garantito un futuro pensionistico. La riforma Dini, mi piace sottolinearlo, è stato un gesto di civiltà sociale”. Questa la carta d’identità dell’Eppi (Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati), illustrata a LABITALIA dal presidente Florio Bendinelli. “Abbiamo -continua - una popolazione stimata per il 2007 intorno alle 13.000 unità, in crescita costante, quasi esclusivamente maschile, con una forte prevalenza di professionisti nella fascia tra i 40 e i 50 anni. Uno dei progetti che mi sta a cuore è quello di lavorare per la nascita di un nuovo ente di previdenza a favore di tutti i liberi professionisti tecnici (geometri, periti agrari e periti industriali), che non solo permetterebbe di avere più peso in termini numerici, ma sarebbe anche il modo di preparare la previdenza delle generazioni future. Anche se temo che qualcuno non voglia conservare quella cultura tecnica di cui siamo portatori, annacquandola con evidente danno anche per coloro che richiedono i nostri servizi”.
“La nostra previdenza futura - spiega Bendinelli - deve essere anzitutto supportata da un nuovo ordine, che diventi la nuova casa per i professionisti tecnici qualificati, quali noi siamo chiamati in Europa. Professione e previdenza, allora, devono andare di pari passo: via libera a nuovo ente di previdenza, come auspico, però a fronte anche di un nuovo ordine professionale”.
NOSTRI ISCRITTI NON DEVONO TEMERE BRUTTE SORPRESE A FINE CARRIERA
“Personalmente - afferma il presidente dell’Eppi, Florio Bendinelli - mi sento un pioniere del metodo contributivo, introdotto nel 1995, che molti esperti indicano come il sistema della previdenza del domani. Le casse dei professionisti di nuova generazione sono state il banco di prova del nuovo welfare acquisendone pregi e criticità. Abbiamo dei bilanci supersicuri, perché il metodo contributivo garantisce una pensione equivalente ai contributi versati, debitamente rivalutati anno per anno. I nostri iscritti non devono temere nessuna brutta sorpresa a fine carriera, mentre la previdenza pubblica attualmente sembrerebbe scontare qualche difficoltà”.
Ma l’Eppi ha dei difetti? “Li chiamerei i punti deboli - precisa - ma non per nascondere qualcosa. Tutti noi non abbiamo ancora imparato a progettare la nostra pensione da subito, da giovani. Versiamo il minimo e ci lamentiamo del contributo previdenziale”. Il primo difetto, per Bendinelli, “è culturale”.
“Dobbiamo insegnare ai nostri iscritti e non solo a loro - spiega - che il tempo e' il lievito del pane previdenziale e che bisogna contribuire il più possibile, per quanto più tempo possibile. Poi, c’è un secondo difetto, che è il metodo contributivo regolamentato in modo eccessivamente prudente. La politica dieci anni fa era giustamente in fase di attesa. L’Eppi, ad esempio, ha un salvadanaio di riserve, oltre quelle che deve garantire per legge, che ammonta a ben 48 milioni di euro. Oggi le cose sono cambiate: bisogna rilasciare un po’ di queste riserve che abbiamo accumulato in dieci anni, per aumentare le pensioni dei nostri iscritti. E poi abbiamo bisogno di qualche passo riformatore e ci stiamo muovendo per ottenerlo”.
“La previdenza - conclude il presidente dell’Eppi - è un’opportunità di risparmio e i contributi sono come le rate di un mutuo che ci farà acquisire una tranquillità a fine attività. Poi io vedo, e vorrei, una previdenza più positiva. L’Eppi mette a disposizione mutui e prestiti agevolati, un’assistenza sanitaria gratuita, carte di credito personalizzate, conti correnti convenzionati, versamenti in base alle proprie tasche e, dunque, invita tutti i periti industriali liberi professionisti ad approfittarne. In modo costruttivo. Il mio slogan, infatti, è: professionisti consapevoli e positivi oggi, pensionati soddisfatti domani”.
30/11/2007
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