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Ilo, eliminare barriere per lavoro disabili
Secondo un nuovo rapporto dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), pubblicato in occasione della ‘Giornata internazionale delle persone disabili’, nonostante i progressi apprezzabili a favore di un miglioramento della qualità di vita delle persone disabili, è necessario un maggiore impegno per eliminare del tutto le barriere che ancora impediscono a milioni di loro di lavorare e contribuire allo sviluppo economico e sociale. Il nuovo rapporto, intitolato ‘Il diritto delle persone disabili ad un lavoro dignitoso’, evidenzia come sia necessario un impegno sostanziale e costante, non soltanto a favore dell’inserimento delle persone disabili nel mercato del lavoro, nello sviluppo rurale e nei programmi di riduzione di povertà, ma anche per realizzare gli ‘obiettivi del millennio’ che mirano a dimezzare la povertà mondiale entro il 2015. L’Ilo stima che circa 650 milioni di persone - ovvero una su dieci nel mondo - ha una disabilità e, di queste, circa 470 milioni sono in età lavorativa. Alcuni lavorano con successo e sono completamente integrati nella società, ma i disabili come gruppo in generale risentono di livelli sproporzionati di povertà e disoccupazione.
“C’è una stretta relazione fra disabilità e povertà”, fa sapere il rapporto, aggiungendo che l’80% di tutte le persone disabili si trova nei paesi in via di sviluppo. Di queste, circa 426 milioni vivono sotto la soglia di povertà e spesso rappresentano dal 15 al 20% dei poveri più vulnerabili ed emarginati di tali paesi. “L’obiettivo principale dell’Ilo - ha dichiarato il direttore generale, Juan Somavia - è che tutti abbiano un lavoro dignitoso, anche le persone disabili. Promuovere i diritti e la dignità delle persone disabili, significa arricchire gli individui, le società e le economie”. Il rapporto Ilo cita alcuni studi della Banca Mondiale, secondo cui l’emarginazione dei disabili dal mercato del lavoro causa all’economia globale una perdita annua del Pil valutata fra circa 1.370 e 1.940 miliardi di dollari. Per questa ragione, secondo il Dipartimento competenze e idoneità al lavoro dell’Ilo, ”dare un lavoro dignitoso alle persone disabili ha un valore non solo sociale, ma anche economico”.
Il nuovo rapporto illustra i problemi che le persone disabili devono affrontare nel mondo del lavoro: si devono accontentare di un livello inferiore e di una bassa retribuzione; sono poco rappresentati agli alti livelli; affrontano problemi di accesso fisico al posto di lavoro e ai trasporti; rischiano di perdere il diritto all'assegno di invalidità quando intraprendono un nuovo lavoro; possono essere oggetto di pregiudizi da parte di colleghi, datori di lavoro e dell'ambiente lavorativo in generale. Inoltre, le persone disabili soffrono anche di un tasso di disoccupazione più elevato, mentre i loro stipendi sono più bassi della media. “Tutto questo non indica che non ci siano stati miglioramenti - si legge nel rapporto - lo sviluppo delle legislazioni nazionali anti-discriminazione negli ultimi anni è incoraggiante, anche se l'approvazione di una legge non garantisce necessariamente la sua applicazione. L’azione degli organismi internazionali e dell’Ilo a sostegno di pari opportunità e trattamento occupazionale ha portato portando progressi effettivi a favore dell’integrazione lavorativa e sociale delle persone disabili”.
Sempre secondo l’Ilo, la nuova convenzione Onu sui ‘Diritti delle persone disabili’ adottata a dicembre dell’anno scorso, rafforzerà ulteriormente le politiche nazionali e internazionali sulle disabilità e fornirà un nuovo slancio contro la discriminazione e a favore dell’integrazione delle persone disabili. I principi della convenzione Onu sono conformi agli standard Ilo di settore, come la convenzione numero159 sul reinserimento professionale e l’occupazione (persone disabili).
La convenzione 159, ratificata da 80 paesi, richiede che le organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro, ma anche quelle che rappresentano le persone disabili, siano consultate durante la definizione di politiche per il reinserimento professionale e occupazionale. Il coinvolgimento di tutte le parti interessate ha avuto un particolare risalto nella nuova convenzione Onu. Il rapporto dell’Ilo conclude ricordando che, oltre alle misure anti-discriminazione dei governi, anche i datori di lavoro e i sindacati svolgono un ruolo importante nel gestire le politiche per le persone disabili sul posto di lavoro.
05/12/2007
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