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Una rete per favorire qualità sistema formazione
Sviluppare la qualità all’interno dei sistemi dell’istruzione e della formazione professionale per colmare un ritardo che allontana ancora il nostro Paese dagli obiettivi di Lisbona. Basti pensare che il 20% dei giovani non riesce ad andare oltre il titolo di licenza media, contro il limite massimo del 10% indicato dalla Ue. Questo il messaggio lanciato al convegno internazionale ‘Una rete per la qualità’, promosso dall’Isfol, in partenariato con il Fondo sociale europeo e il ministero del Lavoro, che si è svolto a Roma. Alla prima sessione dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, Sergio Trevisanato, presidente dell’Isfol, Giorgio Allulli, responsabile nazionale del progetto ‘Reference point’ dell’Isfol, Tina Bertzeletou, del Cedefol, Mariangela Bastico, viceministro della Pubblica Istruzione, Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, e Maria Prodi, assessore regionale al lavoro dell’Umbria.
Per Sergio Travisanato, “è fondamentale il ruolo dell’istruzione e della formazione professionale per la ripresa economica”. “Per questo - ha affermato - i sistemi di formazione dovranno, in futuro, essere in grado di dare risposte ai bisogni della società. Le strutture scolastiche e formative, quindi, devono rinnovare continuamente l’offerta in modo da permetterci di raggiungere entro il 2010 gli obiettivi di Lisbona”.
“Il rapporto Ocse - ha detto il viceministro all’Istruzione, Mariangela Bastico - ci ha consegnato l’immagine di un sistema scolastico composto di luci e ombre: sono eccellenti, infatti, le valutazioni sulla scuola elementare mentre, per quanto riguarda la scuola superiore, permangono pareri diversificati, come diversificate rimangono le valutazioni sulle scuole del Nord e del Sud. Il ritardo della scuola italiana è dovuto al privilegio che essa riserva alle conoscenze teoriche a scapito delle competenze. Per questo motivo, uno degli obiettivi da perseguire è quello di rendere più efficiente il sistema gestionale della scuola. Non solo. Il livello dei nostri diplomati e’ ancora molto basso (75,5%) e ben al di sotto degli obiettivi di Lisbona (85%). Noi contiamo di arrivare per il 2010 a un numero di ragazzi diplomati pari al 90%”.
Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, ha denunciato che “lo stato della qualità nel nostro paese presenta aspetti molto carenti, che richiedono la creazione e l’uso di parametri di certificazione europei”. D’accordo con Santini il viceministro Bastico: “Sono convinta - ha detto - della necessità di ragionare secondo parametri europei. I sistemi scolastico, formativo e universitario sono soggettività autonome. Per questo, il volere del ministero è quello di rafforzare l’autonomia scolastica, in modo da creare maggiore sinergia tra sistemi il cui ruolo principale è quello di rilasciare titoli di studio che siano riconoscibili e spendibili, non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed europeo”.
Strumento di collegamento tra le attività condotte a livello europeo e le iniziative nazionali per la promozione della qualità è, all’interno di una vera e propria rete europea, il ‘Reference Point nazionale di qualità”, organizzato dall’Isfol e sostenuto dal ministero del Lavoro. “Le finalità della rete -ha detto Giorgio Allulli, dell’Isfol- sono quelle di garantire la qualità dell’offerta formativa per una maggiore occupabilità, oltre che per la competitività del sistema. La rete garantisce l’affidabilità dei sistemi e delle strutture formative e contribuisce alla creazione di un sistema di certificazione europeo”.
Le linee guida della rete sono: il coinvolgimento di tutti i livelli del sistema d’istruzione e formazione professionale; la qualità come parte integrante della gestione interna delle istituzioni formative; la necessità di una valutazione esterna delle istituzioni coinvolte e dei programmi; l’esame dei soggetti accreditati alla valutazione di istituzioni e programmi. “In questo contesto - ha continuato Allulli - si inserisce l’azione dei ‘Reference points’; nella creazione, cioè, di punti di contatto stabili tra il livello europeo e quello nazionale, al fine di assicurare le iniziative della rete di qualità. Gli obiettivi del ‘Reference point’ italiano sono quelli di informare sull’attività della rete e sostenerne lo sviluppo, promuovere le iniziative e coordinare l’organizzazione delle attività”.
07/12/2007
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