Manager d’arte, passione e competenze ‘Made in Italy’

Un professionista capace di far conoscere le nostre opere d’arte in Italia e, in particolare, nel resto del mondo, anche grazie all’ausilio di nuove tecnologie. E’ il manager d’arte, nuova professione che coniuga la passione e la conoscenza dei beni culturali, con le capacità organizzative e comunicative necessarie per affrontare il mercato sempre più globale di questo settore. Il manager d’arte, infatti, si occupa della progettazione e realizzazione di mostre delle opere d’arte italiane, provenienti ad esempio dagli Uffizi di Firenze, in tutto il mondo. Una professione in ascesa, ma ancora poco conosciuta ai più. LABITALIA ha intervistato l’architetto Patrizia Pietrogrande, presidente di una delle società che operano in questo nuovo settore, ‘Contemporanea Progetti’: “La nostra società - spiega - si occupa dell’organizzazione di mostre, dall’ideazione fino alla realizzazione, consegnando ai committenti, e cioè ai musei ospitanti, il prodotto ‘chiavi in mano’. Riqualifichiamo anche gli spazi espositivi in base alle esigenze dell’evento. Molto spesso le nostre mostre sono fatte all’estero - continua - e cerchiamo quindi di portare fuori dall’Italia in particolare le opere meno conosciute, quelle si trovano nei depositi dei nostri musei, dalle nostre soprintendenze, non tanto quelle che si trovano già appese nelle gallerie”.

E così opere d’arte di valore, che però non sono famose nel mondo come i capolavori di un Leonardo o di un Michelangelo, trovano la loro visibilità: “Negli Stati Uniti, in Alabama - sottolinea Pietrogrande - abbiamo inaugurato di recente una mostra di 44 dipinti sul paesaggio italiano, da Botticelli a Giacomo Balla, proveniente dai depositi degli Uffizi di Firenze”. E da questa esposizione arriveranno anche ‘vantaggi’ diretti per i nostri beni culturali: “I proventi dell’esposizione - spiega Pietrogrande - verranno dedicati all’arte italiana e, in particolare, alla cura della Galleria degli Uffizi”. Sempre all’estero, sono state organizzate mostre anche in paesi europei come l’Ungheria e, in Brasile. Il manager d’arte, nella realizzazione di queste mostre in giro per il mondo, si avvale naturalmente di diversi collaboratori che coordina: “La nostra struttura - spiega Pietrogrande - è molto complessa e conta più di 20 collaboratori, tutti laureati e con diverse competenze. Ci sono, infatti, gli architetti che si occupano degli allestimenti, i grafici per i cataloghi, storici dell’arte, comunicatori e anche gli addetti allo speciale imballaggio delle opere d’arte, che è un’operazione molto delicata”. Quindi, un lavoro di team che prevede, tra l’altro, lo sviluppo dell’idea creativa, la definizione del progetto scientifico e di allestimento, la stesura di budget e piano strategico, il reperimento delle opere, e naturalmente, l’installazione della mostra.

I manager dell’arte devono avere anche competenze di pubbliche relazioni, anche per affrontare le questioni burocratiche legate al trasferimento delle opere d’arte: ‘‘In questi anni - sottolinea Pietrogrande - ci siamo conquistati la fiducia di tutti i direttori di musei e responsabili delle soprintendenze, e questo è utile per affrontare pratiche burocratiche, che possono durare anche un anno, un lavoro quindi molto complesso”. Le mostre sono spesso organizzate avvalendosi di supporti multimediali: “A breve - annuncia Pietrogrande - realizzeremo una grande mostra a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, particolare e di grande effetto, avvalendoci di tantissimi supporti multimediali, che aiutano moltissimo nella comprensione e in una lettura più moderna delle cose”.

Avvicinarsi alla professione di manager d’arte è possibile attraverso un apposito percorso formativo: “Da circa tre-quattro anni - sottolinea il presidente di Contemporanea Progetti - realizziamo un master, in collaborazione con l’‘Istituto Spinelli’ di Firenze, che abbina lezioni teoriche per gli studenti con uno stage che si svolge presso la nostra struttura”. Possibili opportunità di inserimento lavorativo: “Questo è un lavoro che si fa per passione - dice Pietrogrande - anche se lo spazio c’è e ci potrebbe essere ancora di più se i nostri musei si affidassero alle società private per l’organizzazione delle mostre”.


07/12/2007
 
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