Avellino, oltre 7mila gli stranieri presenti nella provincia

 Sono 7.072 gli immigrati presenti sul territorio irpino, in crescita rispetto ai 6.000 che si registravano nel 2004. Prevalgono gli ucraini, i marocchini e i cinesi, che da soli costituiscono la metà della popolazione presente, ma sono 91 i paesi del mondo complessivamente rappresentati (tre in più rispetto all’anno precedente). Fra i ‘comuni multietnici’, cioè a più alto tasso di presenza immigrata, c’è in testa Avellino, seguito da Solofra, Atripalda e Ariano Irpino.E’ la fotografia scattata dalla ricerca “Irpinia: quali prospettive per la società multietnica?”, coordinata da Cidis onlus e finanziata dall’assessorato al Lavoro della provincia di Avellino.

La presenza di stranieri nella provincia, comunque, è un fenomeno di non facile misurazione perché spesso legato al sommerso, tanto che Dario Spagnuolo, responsabile dell’osservatorio Flussi Migratori, ha presentato la ricerca specificando che si tratta di un’analisi che “Deve fare i conti con dinamiche, spesso complesse e poco trasparenti, col concetto di ‘straniero’, che si presta a molteplici interpretazioni, e con gli ostacoli infrastrutturali”. La cartina tornasole di queste difficoltà è infatti proprio nei valori, divergenti, che Istat, Cidis e Caritas presentano sullo stesso fenomeno. Secondo le stime Cidis (basate su dati anagrafi comunali), l’aumento della presenza straniera, nel biennio 2005-2007, sarebbe del 17,5%; stando all’ultimo rapporto Caritas, ammonterebbe invece al 27,9%; mentre per l’Istat, nell’anno 2005-2006, ci sarebbe addirittura un calo dello 0,7%, seguito da un incremento del 9,3% nel 2007. Un dato è inconfutabile: gli stranieri in Irpinia aumentano, come anche nel resto della regione. Secondo l’indagine, in provincia di Avellino, al primo semestre 2007, il 2,6% del totale della popolazione sarebbe straniero, con circa duemila immigrati in più regolarmente soggiornanti rispetto al 2006. Andando a dettagliare le caratteristiche della popolazione straniera della provincia, si nota una prevalenza delle donne (60,2% del totale) e un aumento dei minori, con conseguente incremento dei nuclei familiari presenti in Irpinia. Affianco al lavoro, che rappresenta la causa d’emigrazione per oltre la metà degli stranieri, aumentano il numero di coloro che si trasferiscono per motivi familiari (circa il 36%).

Complessivamente, secondo il rapporto di Cidis onlus, l’Irpinia sembra un’area interessante per molti immigrati sia per la domanda di manodopera da impiegare nei servizi alle famiglie o alla persona sia per una certa disponibilità occupazionale nel terziario e nell’industria, sebbene non sempre con regolare contratto. Di qui, dunque, per i curatori della ricerca deriva la necessità di potenziare le politiche per l’immigrazione nel loro complesso.


12/12/2007
 
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