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Liguria, con ‘Pari’ ricollocati 857 lavoratori
Sono stati 857 i lavoratori ricollocati, di cui il 40% a tempo indeterminato. E’ questo il principale risultato del ‘Programma Pari’ in Liguria (il programma d’azione per il re-impiego di lavoratori svantaggiati del ministero del Lavoro, realizzato con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro), presentato a Genova nel corso del seminario ‘Programma Pari: risultati della prima fase e prospettive nell’ottica degli ammortizzatori sociali’. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario al Lavoro e Previdenza sociale, Rosa Rinaldi, il coordinatore operativo nazionale del Programma, Agostino Petrangeli, il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, e l’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Giovanni Enrico Vesco. In particolare, sono stati 232 i sostegni al reddito dei 230 disponibili, pari al 102%. Sono stati ricollocati 142 lavoratori, pari al 61% dei beneficiari, di cui il 40% a tempo indeterminato. Sono stati erogati 155 bonus assunzionali dei 143 disponibili, pari al 102%, per la ricollocazione a tempo indeterminato di altrettanti lavoratori. I voucher formativi erogati sono stati 1.804 dei 1.800 disponibili e sono stati ricollocati 560 soggetti, pari al 31% dei beneficiari.
Ma ‘Pari’ non si ferma qui. Durante il convegno è stata, infatti, presentata la riprogettazione della seconda fase del programma e dei nuovi target di lavoratori a cui si rivolge. “La sperimentazione del ‘Programma Pari’ - ha detto il sottosegretario al Rinaldi - ha avuto un esito positivo in Liguria e ci sembrava giusto replicare il progetto. Nella riprogrammazione è stato dato ampio spazio alla riforma degli ammortizzatori sociali, che il ministero sta portando avanti con una serie di confronti avviati con le parti interessate”.
PETRANGELI, OBIETTIVI IN LINEA CON DIRETTRICI PROTOCOLLO WELFARE
I destinatari delle azioni di rempiego per la seconda fase di ‘Pari’ in Liguria saranno 2.255, di cui 1.900 appartenenti a categorie particolarmente svantaggiate, indicate dalle province in raccordo con gli interlocutori sociali e istituzionali. Verrà data la priorità a donne (almeno 1.060), giovani (almeno 510) e over 50 (almeno 210). Dovranno essere 355 i percettori di ammortizzatori sociali, in prevalenza lavoratori in mobilità ordinaria e non indennizzata e con indennità di disoccupazione.
“Le quattro linee di intervento della seconda fase del ‘Programma Pari’ - ha spiegato il coordinatore operativo nazionale del Programma, Agostino Petrangeli - sono state concertate a livello regionale, provinciale e con gli attori sociali. Gli obiettivi, in linea con le direttrici del protocollo sul welfare, sono: lo sviluppo della governance delle politiche del lavoro, azioni di sistema verso i centri per l’impiego, azioni di reimpiego e monitoraggio degli ammortizzatori sociali. Tutti obiettivi importanti, per consolidare sul territorio proposte di qualità e reintegrarsi con servizi già operanti. L’esperienza realizzata - ha affermato Petrangeli - comporta che il modello sia stato già trasferito sul territorio interessato. Quindi il nuovo intervento, previsto dalla seconda fase del ‘Programma Pari’, basandosi su un’organizzazione già predisposta, non tarderà a dare i primi risultati”.
BURLANDO, UTILIZZARE FONDI EUROPEI RIVOLTI A ATTIVITA’ FORMATIVA
“Grazie ai risultati raggiunti - ha annunciato il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando - abbiamo riprorogato il programma, attraverso una seconda fase che è partita il 1° dicembre e che si concluderà nel settembre 2008. Il ministero ha già stanziato, come per la prima, 3 milioni di euro, a cui abbiamo pensato di aggiungere risorse provenienti dai fondi europei rivolti all’attività formativa, identificando quei soggetti che da soli non riescono a raggiungere l’obiettivo di un lavoro”.
Tra i soggetti deboli dal punto di vista lavorativo, secondo Burlando, vanno ricompresi anche quei “giovani laureati, provenienti dalle facoltà umanistiche, che non possiamo permetterci di perdere, facendoli andare via e che oggi però lavorano, magari nei call center”.
“Il grande successo che il programma ha avuto in Liguria - ha concluso l’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Giovanni Enrico Vesco - e che è stato riconosciuto dallo stesso ministero si deve non solo al sostegno svolto da Italia Lavoro, ma anche al ruolo attivo delle province liguri che ha garantito il risultato e dato centralità ai centri per l’impiego”.
12/12/2007
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