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Almalaurea, 60% diplomati intende iscriversi a università
Conclusi gli studi secondari superiori, i diplomati si dividono in tre categorie: gli studenti che intendono iscriversi all’università, che rappresentano il 60%, coloro che non proseguono gli studi e si avviano verso un’attività lavorativa (32%) e i diplomati che intendono svolgere un’attività di qualificazione al di fuori dell’università (6%). E’ quanto emerge da un identikit che AlmaLaurea, con AlmaDiploma ha presentato a Milano, in occasione del convegno ‘Quale futuro per i diplomati? Strumenti per il governo della scuola e per l’orientamento in uscita dei diplomati’.
Dal punto di vista delle prospettive post-diploma, le caratterizzazioni dei percorsi di studio sono nettissime. Tutti e tre i diplomi liceali preludono allo studio universitario: il 93% dei diplomati 2007 nei licei ha intenzione di iscriversi a un corso di laurea (erano il 91% nel 2005 e il 96% nel 2006). Negli indirizzi tecnici, invece, la scelta prevalente rimane l’iscrizione all’università (52%, era il 58% nel 2006), ma sono numerosi anche coloro che non intendono proseguire gli studi (39%). Negli indirizzi professionali, infine, i diplomati che non intendono proseguire gli studi (61%, erano il 58% nel 2006) superano gli studenti che andranno all’università (30%). Con poche eccezioni, dunque, scegliendo un percorso di studio liceale si è presa a 14 anni una decisione che di fatto porta all’università. Per gli indirizzi tecnici e in particolar modo per i professionali, invece, l’accesso all’università non è scontato e la probabilità di iscriversi dipende da più fattori, fra cui in particolare il genere, il grado di istruzione dei genitori e il voto di diploma. Così, per esempio, fra i diplomati professionali, intende iscriversi a un corso universitario il 35% delle femmine e solo il 25% dei maschi.
MASSIMO INTERESSE PER AREA AZIENDALE MARKETING
Secondo Almalaurea, i diplomati che intendono iscriversi all’università hanno, nell’ordine, tre obiettivi: completare la formazione per svolgere la professione a cui sono interessati (motivazione principale per i diplomati dei licei e per le ragazze); poter trovare in futuro un lavoro ben retribuito (più importante per i diplomati tecnici e per i maschi) e approfondire i propri interessi culturali (primo obiettivo per i diplomati provenenti da un indirizzo professionale).
La popolazione complessiva osservata dall’indagine esprime il massimo interesse per l’area aziendale marketing, comunicazione, pubbliche relazioni, l’area vendite e l’area organizzazione, pianificazione. Si verificano alcune comprensibili differenze, all’interno dei collettivi tecnici e professionali, fra chi accede all’università e chi si avvia verso un’attività lavorativa: maggiore interesse per la ricerca e sviluppo da parte dei primi, più produzione e assistenza tecnica per i secondi. Sebbene il mercato del lavoro tenda a chiedere flessibilità e inviti spesso i giovani a divenire ‘imprenditori di se stessi’, i diplomati cercano in particolare stabilità del lavoro e acquisizione di professionalità e indicano il contratto a tempo indeterminato più di qualsiasi altra tipologia contrattuale.
Preoccupante è lo scarso interesse per una professione coerente con gli studi e con i propri interessi culturali, manifestato in modo particolare proprio dai ragazzi che hanno concluso un percorso professionalizzante.
53% SODDISFATTO ESPERIENZA SCOLASTICA COMPLESSIVA
Nel complesso, i diplomati si dimostrano piuttosto soddisfatti della propria esperienza scolastica. Le valutazioni risultano positive per quanto riguarda la percezione dell'esperienza scolastica complessiva: 53 studenti su 100 si dichiarano moderatamente soddisfatti e 27 su 100 decisamente soddisfatti, per complessivi 80 diplomati su 100 soddisfatti. Opinioni favorevoli sono state espresse anche nei confronti degli insegnanti (il 78% dei diplomati è soddisfatto della loro competenza, il 70% della chiarezza espositiva, il 72% della disponibilità al dialogo e il 61% della loro capacità di valutazione), dei rapporti con il personale non docente (75%) e soprattutto dei rapporti con gli altri studenti (91%).
Meno soddisfacenti sono risultati in generale i laboratori (60%), l’adeguatezza delle aule (53%) e l’organizzazione scolastica (48%). Nel corso del quinto anno della scuola superiore, in una settimana tipo, i diplomati 2007 hanno frequentato in media circa 35 ore di lezioni scolastiche e destinato altre 12,5 ore allo studio e ai compiti. L’impegno complessivo, in termini di tempo, è omogeneo nei tre principali gruppi di indirizzi, ma cambia il rapporto fra le ore di lezione scolastica e le ore di studio/compiti a casa: in media, le lezioni rappresentano infatti l’83% della formazione complessiva per gli indirizzi professionali, il 75% per i tecnici e il 64% per i licei.
Gli stage sono rari solo nei programmi didattici del liceo artistico, classico e scientifico. Il lavoro nel corso degli studi che, a differenza di quanto avviene per gli studenti universitari, ha carattere quasi esclusivamente occasionale ha coinvolto il 58% dei diplomati. Quasi due terzi dei diplomati (64%) praticano un’attività sportiva: calcio, fitness, nuoto, body-building-pesistica, danza, pallavolo, arti marziali e pallacanestro sono, in ordine decrescente, le discipline più diffuse. La pratica sportiva caratterizza in generale più i maschi delle femmine. Le esperienze di volontariato coinvolgono il 19% dei diplomati.
13/12/2007
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